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Michele Marinello: anchor man

Michele, questo è un blitz del “webmaster” (che agisce su mandato, però… come i killers).

imagePer opinione unanime devo comunicarti che ieri sera abbiamo avuto tutti certezza che la tua prospettiva vera è quella nello show business.

Hai condotto con maestria e competenza una serata che entrerà di diritto nel tuo progetto di ricerca sulla storia del Rosmini Basket che ancora ieri sera hai ricordato voler realizzare con tutti quanti hanno aneddoti, storie, momenti da raccontare di questi quasi 40 anni, affinché non siano condannati all’oblio.

Scherzando (ma nemmeno più di tanto) ieri sera ti ho raccontato di aver chiesto ai tecnici se avessero un auricolare da farti mettere. Non è stato possibile, volevo fare il “Boncompagni” e trasformarti in “Ambra” – e già questa citazione, agli occhi dei tanti giovani e giovanissimi presenti ieri mi condanna inesorabilmente a essere datato e molto “out” – ma devo dire che “Ambra” s’è dimostrata tutt’altro che bisognosa dei “consigli della regia”.

A parte qualche “sbavatura” – che forse ha visto solo “Boncompagni” – ieri sera ha filato tutto liscio come l’olio. Ha filato tutto così liscio che pur iniziando con i canonici 10 minuti di ritardo abbiamo recuperato una buona mezz’ora sui tempi previsti dalla “scaletta” che avevamo assieme concordato.

imageProgramma ambizioso e splendidamente riuscito dei ragazzi dell’Orchestra G.M.O. – Si, Alberto Lanza, sei stato anche capace di superare il record dei 5 minuti che ci eravamo proposti di sgomberare il palco da strumenti e leggii, veramente bravo –, ma poi il pallino è passato a te, Michele, nel tuo ruolo di “anchor man” della serata. Come non notare il gesto di gran classe di passare “la palla” – del resto conosci i fondamentali del basket – al bravo Matteo La Bella, per intervistare i ragazzi della prima squadra.

Una serata andata bene, se ci limitiamo solo alle voci registrate alla fine tra il pubblico e gli sponsors che vi hanno partecipato… speriamo sia un buon inizio verso, davvero, una nuova storia.

Adesso, poi, che abbiamo un responsabile della comunicazione proclamato a gran voce “anchor man”, non ci ferma più nessuno.

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