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REAL VORFA: UN CECCHINO ALBANESE A DOMO!

vorfa3“Una tremenda macchina da punti”: così l’ha definito Stefano Maffioli, suo compagno a Domodossola.
Real Vorfa, albanese classe 1984, è stato senza ombra di dubbio uno dei talenti offensivi più forti giunti a Domodossola.
Alto 198 cm, allergico alla difesa, aveva una sola missione: fare canestro.
In tutti i modi e da tutte le distanze, prevalentemente oltre la linea da tre.
I suoi numeri parlano chiaro: una carriera segnando.
2005/2006 – Basket Trecate (Serie C2 Piemonte), 675 punti in 28 gare, media 24.1, high 38
Playoff: 134 punti in 8 gare, media 16.8, high 31
2006/2007 – Domodossola (Serie C2 Piemonte), 541 punti in 20 gare, media 27.1, high 42
2007/2008 – Domodossola (Serie C2 Piemonte), 412 punti in 18 gare, media 22.9, high 41
Playoff: 214 punti in 9 gare, media 23.8, high 30
2008/2009 – Verbania (Serie C2 Piemonte), 679 punti in 22 gare, media 30.9, high 49
Playoff: 136 punti in 5 gare, media 27.2, high 35
2009/2010 – Borgosesia (Serie C2 Piemonte), 520 punti in 21 gare, media 24.8, high 36
Playoff: 63 punti in 3 gare, media 21.0, high 31
2010/2011 – Valsesia (Serie C2 Piemonte), 458 punti in 22 gare, media 20.8, high 35
Playoff: 99 punti in 4 gare, media 24.8, high 28
2011/2012 – Cassano Magnago (Serie C2 Lombardia), 15 punti in 5 gare, media 3.0, high 10
2012/2013 – Olimpia Busto (Serie D Lombardia), 569 punti in 27 gare, media 21.1, high 35

Oggi vive a Londra; l’abbiamo rintracciato per ricordare la sua avventura a Domodossola.
Come arrivi in Italia?
“Arrivo in Italia nel 2004 aiutato da un mio caro amico di Novara, il dott. Sandro Guglielmetti. Avevo 19 anni. Dopo aver fatto la preparazione con la Cimberio Novara in A2, decido di andare a giocare ad Arona. Vinciamo subito il campionato di C2. La squadra viene promossa, ma io sono costretto a cambiare squadra perché il regolamento non mi permetteva di giocare in C1. Ero molto deluso”.
Il tuo arrivo a Domodossola lo conosco bene avendo gestito la trattativa direttamente… Cosa ti ricordi di quei momenti?
“Arrivo a Domodossola dopo aver fatto un’ottima stagione a Trecate dove, con una squadra neopromossa, eravamo arrivati in finale. Ero stato anche il miglior marcatore del campionato. Sapevo che a Domo le aspettative nei miei confronti erano alte. Mi ricordo un gruppo molto unito. Ragazzi che si conoscevano da anni e che si frequentavano anche fuori dal campo. Non fu difficile inserirmi. Ringrazio del supporto te, Michele, che mi sei stato parecchio vicino”.
img_1602Dormivi in piazza Mercato con Dominguez prima e con Scandroli poi… Corretto?
“Esatto. Il primo anno con Emilio in Piazza Mercato. Il secondo eravamo in tre. Io, Scandroli e Senesi.”
Cosa ti ricordi dei due argentini? Hai degli aneddoti ? Me li descrivi sia in campo che fuori?
“Erano completamente diversi l’uno dall’altro sia in campo che fuori. Emilio era molto forte fisicamente ed adorava schiacciare in riscaldamento prima delle partite. Non tre o quattro volte, ma decine di volte. Iniziava la partita che era sudato come se fossimo al terzo quarto! Scandroli invece giocava più di tecnica.
Emilio per l’intera stagione ha vissuto col fuso orario di Buenos Aires. Stava tutto il giorno davanti al PC a parlare con la ragazza o a giocare ai videogiochi. Andava a letto alle 5 di mattina e si svegliava alle 2 di pomeriggio. Ma era molto bravo e tranquillo. Ogni tanto lo sento ancora.
Scandroli invece non era mai a casa. Faceva coppia fissa con Senesi e non andavano molto d’accordo con la vicina di fronte. Secondo lei facevano molto casino….non aveva tutti i torti!”
Con Maffioli facevi una coppia paurosa…. Cosa mi dici di Stefano?
“Era bello giocare con lui. Avevamo un’ottima intesa in campo e fuori. Un bravo giocatore e un bravo ragazzo”.
Il capitano era Tamini…. Ti ricordi qualcosa di lui?
“Le sue triple da 9 metri!!! Era calmo, non aveva bisogno di alzare la voce e agitarsi per farsi rispettare”.
Chi era il leader della squadra?

“Mah, io e Maffioli eravamo le prime opzioni offensive, ma credo che il fosse proprio il capitano”.
Quali avversari ricordi in particolare?
“Mi ricordo di Vijsnic, Branca, Guedè e ovviamente tanti ex compagni di squadre dove avevo già giocato”.
Il giocatore più forte secondo te, di quel periodo?
“Vijsnic. Era un giocatore completo. Forte sotto canestro e anche un buon tiratore”.
La tua partita più bella o le tue partite più belle con il Domo?
“Mi ricordo di varie partite dove avevo superato i 40 punti. Una di quelle è contro il Derthona a Domodossola. Vincere segnando 42 punti davanti al tuo pubblico è bellissimo”.
Che dirigenti ricordi? Aneddoti?
“Tutti. Ennio (Leonardi, nda), Bianconi, Mimmo (Iaria nda), Deslex…se avevo bisogno di qualcosa chiamavo Ennio. Se dovevo fare due chiacchiere riguardo agli allenamenti o alle partite c’eravate tu e Deslex. Si iniziava a parlare di basket e si finiva sempre con cose che col basket non c’entravano per niente”.
Sei rimasto in contatto con qualcuno di Domo?
Negli ultimi anni vivevo a Milano dove ogni tanto vedevo De Feo (Daniele, suo compagno nelle due stagioni domesi, ragazzo cresciuto nel vivaio di Domodossola) siccome lui vive a Pavia. Con gli altri solo tramite social media”.
valmaggiaChi sono stati i tuoi allenatori a Domo? Cosa mi dici di loro?
“L’allenatore era Valmaggia tutti e due gli anni. Mi sono trovato bene con lui. Era giovane ma preparato e riusciva tenere il gruppo unito”.
Cosa ti ricordi di Domodossola? Hai qualche aneddoto particolare?
“Avevo fatto molti amici a Domo e mi sono trovato bene. Avevo parecchie spasimanti ma io pensavo solo al basket…..eh eh”(insomma… nda).
Dopo Domodossola dove sei stato?
Dopo Domodossola sono andato a Verbania dove statisticamente ho giocato la mia miglior stagione chiudendo con 31 punti di media.
Mi ricordo della partita giocata contro di voi a Domo. Era un derby. Prima della partita mi avevate dato una targa. Ero molto emozionato. Ma la partita la vincemmo noi.”
Oggi Real Vorfa cosa fa?
“Dopo 12 anni in Italia mi sono appena trasferito a Londra dove convivo con la mia ragazza”.
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Real Vorfa: uno dei giocatori più forti in attacco mai visti a Domodossola; la fascetta elastica rossa in fronte per domare la lunga chioma bionda e le calzette rosse erano il suo vezzo, il tiro da tre la sua sentenza. Ragazzo eccezionale ha lasciato un ottimo ricordo in tutti noi.
In bocca al lupo “cecchino”.

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