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2008/2009 – MARCO CARVALHO: DALLA NAZIONALE DELL’URUGUAY ALLE MONTAGNE DELL’OSSOLA.

carvalhoMarco Carvalho disputa una sola stagione nel Basket Rosmini, ma è di quelle che non si dimenticano; arriva a Domodossola nella stagione 2008/2009 dopo un annata chiusa con la sconfitta nei play off contro Aosta.
Dopo alcune stagioni in cui la guida tecnica della squadra è stata affidata ad Andrea Valmaggia, torna in panchina con il ruolo di capo allenatore Pippo Rabbolini.
Real Vorfa va a Verbania: Pippo sceglie Riccardo Schifano per sostituirlo convinto che quest’ultimo possa dare di più nella fase difensiva. Serve poi un lungo per sostituire Scandroli e riparte un corteggiamento asfissiante con Guillermo Laguzzi, da anni nel mirino della società (che ci avrebbe riprovato anche nel 2014…).
Quando tutto sembra fatto Laguzzi comunica la sua volontà di rimanere in Sardegna… questioni di cuore; manca poco all’inizio del Campionato e trovare un pivot di qualità sembra impossibile; all’improvviso arriva il suggerimento di Paolo Citrini che consiglia un certo Marco Carvalho: “questo ha giocato in nazionale! E’ forte!”.
Non c’è tempo per ragionare: si chiude con Carvalho sperando di non aver preso un pacco.

Il pacco scopriremo di averlo preso, ma sarà un pacco regalo bellissimo: Carvalho, seppur chiudendo la stagione zoppicando, si rivelerà un giocatore fuori categoria… “il più forte con cui abbia mai giocato”, ha dichiarato Stefano Maffioli.
Il Rosmini tornerà in serie C1 e Carvalho dovrà tornare a casa sia per curare il ginocchio che per l’impossibilità di essere tesserato in quella serie.

wanderers-ligaNato a Montevideo in Uruguay il 17 Gennaio 1979 Carvalho ha una carriera di tutto rispetto:
nelle giovanili gioca per il Club Bigua dal 1996 al 1999 per approdare nel 2000 in prima squadra.
Ci resterà fino al 2003 e si trasferirà poi in Italia nella Polisportiva Roge Caltanissetta vincendo il Campionato di C2.
Una breve parentesi di nuovo a casa e poi ancora in Italia a Fiorenzuola d’Adda (2004/2005), poi in Spagna in LEB 2 al Pamesa Castellon, di nuovo in Uruguay al Payasandu BBC (2005/2006), poi al Goes.
Nel 2007 ritorna in Spagna, nella EBA, al Cajasur Cordoba.
Nel 2008/2009 torna in Italia nella Pallacanestro Cagli vincendo un altro campionato e poi l’approdo a Domodossola.
Terminata l’esperienza al Rosmini tornerà in Uruguay per rimettere a posto il ginocchio devastato: disputerà ancora quattro campionati nel Paysandu Wandereres.

L’abbiamo rintracciato tramite facebook (che meraviglioso strumento in questi casi!) e Marco è stato felice di poterci raccontare un po’ della sua storia.
Hai avuto presenze nella nazionale dell’Uruguay, vero? In che anno?
“Si, é certo. Sono stato in due raduni pre-nazionale negli anni 2004 e 2005”.
Cosa ti ricordi della nazionale?
uruguay-2005“E’ stato un piacere anche se poi non sono rimasto nel roster finale (la prima volta per infortunio e la seconda per decisione dal allenatore). Ho avuto l’onore di allenarmi con giocatori di “classe A” come Esteban Batista, Nicolás Mazzarino, Mauricio Aguiar, etc. ed è stata una esperienza fantastica. Ho giocatto partite amichevoli contro giocatori “serie AAA” come Prigioni, Herman, Tiago Splitter, Anderson Varejao, Carlos Delfino…”
In che anno arrivi a Domo?
“Se la memoria non mi inganna ricordo anche il giorno. Prendo l’aereo il 5 settembre 2008 e arrivo il giorno dopo”.
Ti ricordi di come hai saputo che saresti arrivato a Domodossola? Cosa hai pensato di quel posto in mezzo alle montagne?
“Mi scrive un email il mio procuratore dicendomi che aveva trovato una squadra a Domodossola. Cerco immediatamente su internet il posto e <<veramente mi ha chiamato l´attenzione>>: al nord d´Italia, confine con la Svizzera (o Suiza, come scrive lui….nda), montagne! In Uruguay la montagna più alta ha 500 metri, figurati cosa ho pensato!”
Ti piaceva Domodossola?
“Si, molto. Era diverso a nosotro posto, per le montagne, la neve e la molta, troppa pioggia, ma quello che piaceva a me e Silvana, era la tranquillità e come le persone del Rosmini ci hanno accolto e ci hanno trattato”.

1528491_806133196080914_1632020708_nA Domodossola Marco arriva con Silvana, la sua compagna, e risiede in via Giovanni XXIII; nessun colpo di testa, nessuna notte brava, nessuna lamentela: Marco è un ragazzo modello, educato e professionista.

Il tuo piatto preferito in Italia?
“Uffffff, è difficile dirlo perchè per me la gastronomia Italiana e la N°1! <<Ti nombro qualcuno>>: Spaghetti alla carbonara, pizza, lasagna, cannoli di ricotta, etc. E come prodotti amo i formaggi Grana Padano e Parmigiano.
Tornando al basket, l’allenatore era Pippo Rabbolini… Cosa ti ricordi di lui ?
“Prima di tutto rispondo come persona: è stato molto buono con me, ha aperto le porte della sua casa per la mia famiglia. Come allenatore aveva grandissima esperienza (ha trascorso molto tempo come scrive Marco…nda) ed era molto convinto di quello che faceva; ha voluto il meglio per ognuno dei suoi giocatori.”
foto-equipoTi ricordi qualcosa dei tuoi compagni?
“Ricordo a quasi tutti veramente: Stefano Maffioli era un amico e aveva il << canestro tra l´occhi>>
Bellone era un giocatore di esperienza.
De Tomasi “Lucatoni”: gran futuro e ricordo che si è infortunato ad un dito a causa di un mio passaggio!
Tamini era semplicemente il Capitano, mentre Schifano era <<Un tiratore mortal dal angolo>>: gli dicevo spesso che il suo ruoolo ideale sarebbe stato in televisione, come tronista a Uomini e Donne!
Leonardi era Super tranquillo, non faceva problema per niente. Un grande.
Prigionieri era un Ragazzo buono mentre il fratello di Stefano, Marco Maffioli, era un atro amico, compagno nelle sfide alla Xbox (vincevo sempre io….) e quando ho iniziato la rieducazione al ginocchio mi è stato molto vicino.
Maestrone era una grandissima persona, buono nel tiro da 5 metri e rimbalzista, mentre Cerutti, <<el nano>> era furbo e veloce, altra gran persona come gli altri.
C’erano poi Pigazzini, un gran bravo ragazzo e Rabaglia, molto divertente.
Hai fatto una grande stagione anche se con un problema al ginocchio… Ricordi qualcosa di particolare ?
“Veramente è stata una bella stagione: abbiamo perso in finale contro una grande squadra, ma alla fine siamo stati comunque promossi in C1; mi ricordo di un paio di partite molto importanti dove vincemmo: nello spogliatoio Pippo Rabbolini gridava ed era contento come un bambino!.”
Il compagno più forte?
Stefano Maffioli e Simone Cerutti erano numeri 1”.
L’avversario che più ti ricordi?
“Verbania perchè era il derby”
naumoski1Quell’anno giocava Peter Naumosky…. Ti ricordi qualcosa di lui?
“In realtà tutti parlavano di lui, ma io non sapevo chi era… arrivavo dall’Uruguay! Quando abbiamo giocato contro di lui ho capito che era un giocatore super- intelligente, con ottimi fondamentali e certamente che era una classe A e lo dimostra la sua carriera..”

 

 

Chi era il presidente ?
“Era Pierangelo Bianconi. Ti posso dire che era una gran persona (come tutti). Mi ha fatto sentire come a casa; ho conosciuto anche sua moglie e mi ricordo che dopo una partita giocata malissimo a Torino mi disse che dovevo tornare a piedi, hahahaa! Ricordo anche Mara. Colgo l’occasione per salutarli con affetto e riconoscenza.”
Ti ricordi altre persone di Domo?
“Certo che si, forse mi manca qualcuna e chiedo scusa; Inizio con società: Bianconi, Carlo Deslex, Marinello (Sindaco in quella epoca), Mimmo (100% scommesse di calcio, anche la serie D da Rumania, un grande!) e il dottore Carlo Maestrone che ha sistemato tutto per preparare il mio intervento chirurgico al ginocchio.
Pippo allenatore, Marco Bassi come auxiliare, De Tomasi statistica.
Ne approfitto per ringraziare sopratutto famiglia Maffioli (fratelli e sua madre) che si sono comportati benissimo con me.
con-sofiHai un ricordo particolare della tua esperienza a Domo?
“Un ricordo può essere il Capodanno che abbiamo festeggiato in piazza con Silvana. L’altro è che un giorno, a casa, abbiamo scoperto che stavamo per avere un bambino per la prima volta (si chiama Sofía e ha già 7 anni)”.
Finita la stagione torni in Uruguay?
“Torno a luglio 2009 dopo aver finito la rieducazione del ginocchio. Mi chiamano per giocare a settembre, ma ancora non ce la faccio. Ritorno a giocare 2010 per 4 anni a una squadra dove abito”.
Cosa fai oggi?
“Lavoro al mio negozio che ho aperto da cinque anni: mi occupo di ricambi per elettrodomestici e refrigerazione.”
14141666_1415542715139956_2860376979496511437_nPrima di finire l’intervista Marco ci tiene a dire un ultima cosa:
“Vorrei ringraziare e salutare a tutti da Domodossola. Se mi sono dimenticato di qualcuno, chiedo scusa; è stato un piacere aver giocato con voi: una società seria e molto più organizzata di altre squadre di livello superiore. Anche se si trattava di un lavoro per me , è stato uno dei posti dove mi ho sentito più a mio agio (<<comodo>> dice lui…nda).
Se un giorno dovessi tornare in Europa o in Italia mi piacerebbe ritrovarvi di nuovo, ma non a giocare…. per andare a mangiare una buona pizza e bere una bella birra”.
Sarà un piacere anche per tutti noi, caro Marco: difficilmente un ragazzo passato per il Rosmini per un solo anno ha lasciato un ricordo così positivo in tutti.
Marco Carvalho: dalla Nazionale dell’Uruguay alle montagne di Domodossola: chapeau.

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