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PIERANGELO BIANCONI: “QUANDO CI DISSERO CHE FOTI ERA UN PACCO…”

pierangelo_bianconi_ppPierangelo Bianconi, 59 anni, è uno degli uomini chiave della rinascita del Basket Rosmini: apprezzato dirigente della società, è stato Presidente dal 2008 al 2012 dopo aver ricoperto precedentemente il ruolo di Responsabile del Settore giovanile.

Succeduto a Michele Marinello ha lasciato la Presidenza, pur restando sempre nel Consiglio Direttivo, a Bruno Novaria; è padre di Corrado Bianconi, il primo ossolano ad esordire e segnare in serie A.

Nella prima storica stagione di serie B si è occupato dei rapporti con le Istituzioni e con la Federazione; riunioni infinite, tanta burocrazia e la tenacia che gli è riconosciuta da tutti hanno caratterizzato il suo operato.

Quando ti sei avvicinato al Basket Rosmini? “Nel 2002/03 quando mio figlio decise di iscriversi ai corsi di minibasket”

cina-premiazione2Cosa ti ricordi di quegli anni? “Molto positivi , l’ambiente era ottimo ed inoltre c’era molta armonia tra genitori; Bonacina e Massarelli erano l’animo ed il braccio di tutto il movimento. In quegli anni ho incominciato a seguire anche la prima squadra allora impegnata in serie C2, prima solo nelle partite casalinghe e successivamente, tempo permettendo, anche in trasferta”.

dino-meneghin-vareseEri già appassionato? “Direi di no, o meglio… seguivo da ragazzo le imprese dell’allora Ignis Varese, vincitrice di scudetti, Coppe Campioni, Coppe Intercontinentali di  Meneghin, Raga, Ossola, Bob Morse, ecc. con coach Gamba. Poi quando Meneghin ( il mio idolo) passò all’Olimpia Milano vissi quel passaggio come un tradimento e smisi di seguire il basket.”

Lucido nelle analisi e grande conoscitore dell’ambiente, Pierangelo ha accettato il “giochino” di dire qualcosa su alcune figure della grande famiglia del Rosmini:

 Leonardi: “grande organizzatore e conoscitore di tutte le norme che regolano la pallacanestro, uomo fondamentale per la crescita della Società”.

giuseppe_bottani_ppBottani: “si può solo parlare bene di un uomo così. E’ stato fino a giugno il responsabile finanziario della Società e sa solo Lui cosa ha passato durante le notti  quando i conti erano in rosso fuoco e il giorno tutti andavano a tiragli la giacchetta. Monumentale.”

Moalli:”disciplinata, grande lavoratrice e sempre disponibile”.

carlo_deslexDeslex: “grazie al basket Rosmini ho conosciuto Carlo . Tra noi c’è stato subito feeling e oggi  è  un grandissimo amico. Come uomo Basket è principalmente l’addetto al mercato e i Procuratori che trattano con Lui trovano un osso duro…. 99 volte su 100 la spunta Lui”.

Don Bonacina: “altro Monumento della pallacanestro ossolana; uno all’apparenza burbero, ma con un cuore d’oro e capace di calamitare l’attenzione di generazioni di bambini. Ever green”

Pippo Rabbolini: “ io e Carlo (ndr  Deslex) lo abbiamo voluto fortemente alla guida della prima squadra in C2, ha dovuto rinunciare quando siamo saliti in C1 perché non in possesso del patentino per quella categoria”.

Tuo figlio Corrado inizia nel minibasket domese… Avresti mai pensato che sarebbe diventato il giocatore che è? “Assolutamente no! La pallacanestro per Corrado è stato il terzo tentativo dopo calcio e sci, infatti ha iniziato solo alla soglia dei 9 anni; da subito si è integrato e giocava con due squadre, la sua e quella dell’annata superiore (93), ma visto che già ai tempi era alto una testa più dei suoi compagni, pensavo  che il fatto di poter giocare con i più “vecchi”  fosse frutto della sua altezza. La svolta ( anche traumatica sopratutto per la mamma ) è stato il trasferimento alla Virtus Siena a soli 12 anni”.

Ora anche Mara sta giocando …. Dove? “Mara ha iniziato invece prestissimo ( 4 anni ) penso per emulare il fratellone; dopo aver fatto tutta la trafila a Domodossola ( dal minibasket all’Under 14) non avendo Domodossola la squadra femminile ha giocato un anno  a Ghemme e poi a Busto Arsizio; dall’anno scorso gioca a Moncalieri  in serie B e nel campionato Under 18.”

Hai conosciuto la realtà di Siena…. Mi dici qualcosa di quell’ambiente? “Ho conosciuto l’ambiente di Siena prima del ciclone Banca Montepaschi. Isola felice nel panorama italiano, grandi conoscitori della palla a spicchi ,grande organizzazione dal minibasket alla prima squadra, tecnici preparatissimi; due su tutti a livello giovanile:  Piperno e VezzosiMentalità vincente: è grazie a Siena che ho imparato cosa volesse dire fare Basket.

Quando nel 2006 entrai per la volta nella sede della Virtus Siena ( all’epoca in DNA) non avrei mai pensato che un giorno ci potesse essere lo scontro valevole per il campionato tra Domodossola e Virtus Siena. Non nascondo che aspetto con ansia il 4 gennaio, per me è derby”.

Hai svolto per anni il ruolo di responsabile del settore giovanile… Impegnativo? “Molto,molto, moltissimo; è’ il ruolo più delicato e difficile all’interno della Società. Come ripeto da anni, i problemi non nascono quasi mai dai  ragazzini, ma nella maggior parte dei casi dai genitori. <<Molti sono convinti che il loro figlio/a sia il migliore di tutti a prescindere e quindi nel caso in cui questo non si avveri, la croce viene puntata sugli allenatori, società, compagni di squadra ecc.ecc>>. Asa Nikolic docet.”

E poi sei diventato Presidente…. In che anno? “Era il  2007, l’anno in cui il precedente Presidente, tal Michele Marinello, divenne sindaco della Città e si dimise dalla carica.”

I giocatori a cui sei rimasto più legato…. “Non penso di avere dei giocatori particolari, perché ho avuto poco tempo di frequentarli fuori dal campo di basket; li ricordo tutti con simpatia, ma se proprio devo fare dei  nomi:  Foti per i motivi che dirò dopo e  Borko Kuvecalovic (unico rimpianto della promozione in serie B in quanto non avendo terminato la formazione italiana è a tutti gli effetti straniero e non può giocare in B)”.

Il giocatore più forte, che hai mai visto giocare (in generale)

Meneghin , era il mio idolo, a seguire Bob Morse e Raga, e mi fermo agli anni ‘70.

dario_saric_austria_v_croatiaNelle giovanili sicuramente Dario Saric, classe 1994, (oggi in NBA) Croato che ho visto in più occasioni, la prima volta a Bar in Montenegro nel 2010  durante gli Europei Under 16 e a Vilnius in Lituania nel 2012  durante gli europei Under 18 (in entrambi i casi miglior giocatore della manifestazione) ed al Nike Tournament di Roma. Nelle giovanili giocava praticamente in tutti i ruoli e quasi sempre andava in doppia doppia doppia (punti-assist-rimbalzi). Immarcabile, visione di gioco, tiro da due e da tre, infallibile sui liberi, rimbalzista  in poche parole di un altro pianeta.”

Il giocatore più forte, nella storia del basket Rosmini: “Non lo so, perché la mia storia inizia nel 2003”.

Tolti i giocatori ancora in rosa, dammi il tuo quintetto ideale del Domo: “Di quelli che ho visto giocare: Tamini – Setti – Maffioli – Borko Kuvecalovic (Leonardi) – Carvalho-(Politi)

Conosci il basket toscano…. Cosa ci aspetta ? “Le squadre toscane praticano un basket maschio, quindi grande fisicità e grande tecnica, ma guardando il roster possiamo considerarci mezzi toscani avendo di quella regione oltre all’allenatore , OrsiniTuci e Falconi , Realini con trascorsi a Cecina e Lucca e  Corrado con sette anni di formazione giovanile toscana.  Quando giocheremo li mezza squadra si sentirà sicuramente a casa.”

Dimmi qualcosa su:

Montefusco: “storici gli incontri a casa mia il lunedì sera con Lui e  Carlo Deslex, per parlare della partita della domenica. Regolarmente i primi 5/10 minuti erano scintille, poi unità di vedute fino a mezzanotte e oltre. Allenatore molto bravo, di scuola Olimpia Milano, generale, irascibile durante le partite e allenamenti, completamente diverso fuori dal parquet;  sono contento che finalmente quest’anno abbia trovato una squadra di serie B. Farà sicuramente bene.”

romaniRomani: “conosciuto a Siena, era stato tutor e allenatore di Corrado; conoscevo quindi le Sue capacità e quando Montefusco ha rescisso il contratto biennale per andare ad allenare a Piacenza in DNA, il primo pensiero è stato Maurizio. Lui ha accettato subito e sono stati due anni intensi e caratterizzati oltre che dal lavoro della prima squadra anche dal grande lavoro fatto con la squadra giovanile.”

Vidili, Pedroni e Morganti:

“Tre allenatori diversi  con risultati altalenanti, ma con un unico denominatore: tutti e tre non risiedevano a Domodossola  ( per problemi finanziari dovevamo risparmiare sugli alloggi) e questo secondo me è stato un grosso limite. Allenare dopo aver fatto 100/200  Km per raggiungere la sede e sapere di farne altrettanti per tornare a casa è sicuramente difficile. Colpa nostra che non li abbiamo messi nelle condizioni di rendere al meglio.”

img_all-fioravantiFioravanti: “scommessa vinta l’anno scorso; puntare su un ragazzo giovane (32 anni) reduce da un’annata non proprio esaltante non è facile per nessuna squadra. Quando ci hanno proposto Alessio, grazie a conoscenze Toscane ho chiesto informazioni: tutte concordavano nel dire che poteva essere la scelta giusta anche se reduce da una retrocessione. Il primo incontro presso una pizzeria domese ha sciolto ogni dubbio, siamo entrati subito in sintonia.  Alessio è un gran lavoratore, usa bastone  e carota con tutti, fuori dal campo è uno del gruppo specialmente a tavola (specialità sushi). Sono sicuro che in futuro ne sentiremo parlare ai piani più alti. Se proprio devo trovare un difetto in lui……a volte è troppo toscanaccio”.

Hai qualche aneddoto da raccontare?

“Ne avrei tanti ma mi limito a due.

Il primo quando sono stato chiuso all’interno di uno spogliatoio al Rosmini con tre mamme inferocite perché qualche minuto prima  non avevamo dato il premio di fine anno ai loro figli (c’era stata una semplice omissione dei tre nomi nell’elenco, ma non è  stato facile farglielo capire, urlavano sempre e solo loro)

img_4-fotiIl secondo riguarda Fabrizio Foti: ripescati in C1 il 16 luglio, in fretta e furia dovevamo cambiare i programmi; anzichè allestire una squadra di C2 dovevamo pensare alla C1  e praticamente ricominciare da zero. Dopo aver scelto Montefusco come allenatore ( Pippo Rabbolini come detto prima non aveva il patentino)  con lui pianifichiamo la squadra. Due nomi erano  imprescindibili  Foti (play) e Ceper (ala forte). Deslex si mette al lavoro e chiude con i due giocatori. Tutto contento vado in ferie ed appena arrivato al mare squilla il telefono: era  Carlo che mi comunicava di aver sentito alcune persone di Costa Volpino…. Gli avevano riferito che avevamo preso uno (Foti) che non sapeva giocare.

Ferie rovinate:  sbagliare il play voleva dire “retrocessione certa”, anche perché di soldi per ritornare sul mercato non ne avevamo. Arriva il giorno del raduno: si presenta Ceper e tutto va bene; si presenta Foti e vengono in mente le parole che l’ex Presidente di Avellino  pronunciò quando vide la prima volta Marques Green  “ questo è un pacco” (naturalmente in dialetto campano) ….. dopo 8 anni Fabrizio è ancora con noi e se i pacchi sono questi sono davvero dei bei pacchi regalo. Per noi lui non è solo un giocatore fondamentale e fenomenale, ma una bandiera.”

bianconipier2Giocare la serie B a Domo è un sogno…è stata dura  “Si: ce l’abbiamo fatta perchè abbiamo fatto un gioco di squadra dove tutti hanno dato il meglio delle loro possibilità per annientare quella bestia che si chiama burocrazia e lasciatemelo dire a volte con regole assurde! Dall’ Amministrazione Comunale di Domodossola con il Sindaco Pizzi e gli assessori Tandurella e Falciola in prima linea, all’Amministrazione Provinciale del Vco col Presidente Costa… e poi i tecnici e funzionari sia comunali che provinciali: l’ing. Bergamaschi, la dott.ssa Colnago, l’Ing. Proverbio e l’Ing. Recupero; ed i Vigili del Fuoco con il comandante Ing. Iracà e l’ing. Scarito, le istituzioni scolastiche, il Presidente Antonio Pirazzi e le Imprese Serra e Dinetti che hanno lavorato non senza qualche problema; e poi l’ing. Lalomia Dario, tecnico incaricato dalla Provincia, che ha dimostrato disponibilità e professionalità. Un ringraziamento sentito anche al Presidente della Virtus Verbania che a luglio, quando non eravamo certi di giocare a Domodossola, ha dato la disponibilità di utilizzare come campo alternativo  il Palazzetto di Verbania, (in mancanza non ci avrebbero iscritti al campionato).”

Vuoi aggiungere qualcosa ?  “Si , dopo aver visto tutte le amichevoli, sono sicuro che quest’anno  la squadra porterà  in giro per l’Italia il nome di Domodossola con molta dignità: sono fiducioso perché ho visto e conosciuto  i ragazzi e tutti hanno voglia di emergere e la “cazzimma” giusta per fare bene. Dico al pubblico di venire al palazzetto e di comprendere che per mantenere la squadra a questi livelli ci vogliono tanti soldi e sacrifici da parte di tutti, quindi se troveranno il prezzo del biglietto e dell’abbonamento aumentato chiedo loro di non protestare, ma di capire che è cambiato il livello e che quest’anno si potrà vedere uno spettacolo che fino adesso a DOMODOSSOLA è mancato.”

Buon campionato Pier… e grazie di tutto.

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