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QUARTA GIORNATA: TIGRI O SORCI?

L’approfondimento della quarta giornata sarà diverso dal solito: perchè la terza sconfitta consecutiva della VINAVIL CIPIR merita alcune considerazioni per quanto visto in campo e per quanto visto e sentito fuori dal campo.

Faccio da subito mio il commento apparso su facebook di coach Fioravanti: “odio perdere più di quanto ami vincere”.

E’ una frase che rende bene l’idea dello stato d’animo di molti e del mio in particolare.

rosmini-stemma-01bIl simbolo del Basket Domodossola è una tigre: appare per la prima volta negli anni 2000 in ossequio ad un nuovo corso che ha spesso visto l’immagine prevalere sulla sostanza; lo stemma del Collegio Rosmini pareva evidentemente troppo “retrò” e lontano dall’era del marketing.

La tigre è invece sicuramente più accattivante: simbolo di forza, di ferocia, di eleganza; un animale straordinario scelto per rappresentare lo spirito agonistico alla base delle gesta degli atleti del Basket Rosmini.

rocky3Apollo Creed, in Rocky III, urla in faccia all’ex rivale interpretato da Sylvester Stallone una frase che diventa icona del cinema sportivo:

“Ma la verità è che tu non eri arrabbiato. Quando combattevamo noi due… tu avevi gli occhi di una tigre, eri feroce! E devi farteli tornare quegli occhi e per farteli tornare bisogna ricominciare da capo! Capisci cosa voglio dire? E con me potresti riprenderti anche il titolo. Gli occhi da tigre, amico!”

Perchè questa premessa apparentemente fuori luogo?

Perchè oggi in tanti devono decidere se essere tigri o sorci, se essere feroci nell’affrontare il momento particolare o se abbandonare la barca; e badate bene: la barca non sta affondando perchè quanto sta succedendo alla VINAVIL CIPIR non è qualcosa di straordinario o di vergognoso… siamo in serie B ragazzi, dimentichiamoci le galoppate trionfali.

Di certo al bivio della scelta fra l’essere tigri o topi ci sono in tanti: in campo e fuori.

In campo l’essere sorci assume i contorni dello scarica-barile, del trovare uno o più capri espiatori, del non assumersi responsabilità, dell’additare questo o quel compagno, del brontolare contro l’allenatore: quando la colpa “è sempre degli altri” si sta di fatto abbandonando la barca… e l’augurio è che lo spirito di gruppo che per tanti anni è stato il faro di questa squadra sappia prevalere anche in questo turbolento inizio.

Perchè la forza del Domo è sempre stata la compattezza dello spogliatoio e gli anni peggiori sono saltati fuori quando lo spogliatoio ha perso quella caratteristica.

tigre-urlo-169016Ma essere tigri o topi riguarda anche chi sta fuori dal campo: i Tifosi, quelli veri, o i tifosi, quelli finti: essere tigri vuole dire stare vicini alla squadra a prescindere, pretendere impegno e concentrazione, ma non far mai mancare il sostegno. Rispettare le regole del campo, le gerarchie e lo spogliatoio, sostenere giocatori e staff tecnico.

topi-abbandonano-la-nave_thumbEssere topi è molto più semplice: decine di allenatori improvvisati che sputano sentenze, che rigurgitano rabbie più o meno represse, che non aspettano altro che un po’ di acqua arrivi sul ponte per prendere la scialuppa e scappare.

Troppo presto per tirare le somme, troppo poco spessore per poter stabilire cosa sia giusto e cosa sbagliato: di certo di sbagliato c’è l’atteggiamento di chi, come i vecchietti affacciati ai cantieri, non aspetta altro che un errore per diventare il nuovo Ettore Messina o il nuovo Dino Meneghin.

Tigri in campo e fuori: è questo l’unico modo per guardare avanti; nessun dramma, la consapevolezza che si debba lavorare di più e parlare di meno, un gruppo che deve trovare equilibrio e forza al suo interno, gerarchie che vanno aggiornate giornata dopo giornata in virtù dei fatti, dei canestri, delle palle recuperate, degli assist, dei rimbalzi e dei taglia fuori… non esistono eletti.

E forza Domo!

Michele Marinello

 

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