Le notizie di DomoBasket

La comunità del basket domese

MARCO BASSI: DAL CAMPO ALLA PANCHINA… SEMPRE E SOLO DOMO.

Marco Bassi è uno del Domo: praticamente da quando ha cominciato a camminare è nel Rosmini.

Classe 1975, infermiere, ha iniziato a giocare nel minibasket a 6 anni

“i mei volevano facessi attività sportiva” ci racconta. Ed i “suoi” sono Angelo e Franca Bassi, primi tifosi del Domo da anni e anni.

foto-15Angelo è uno che lo sport lo conosce bene: juventino fino al midollo ha percorso in bicicletta tutte le strade dell’Ossola e non solo per migliaia di chilometri all’anno. Angelo è lo spettacolo nello spettacolo guardando le partite del Domo: non di rado si ritrova a dorso nudo agitando la maglietta “griffata” Domobasket.

Ed è una delle tante presenze silenziose (non sugli spalti però!) che lavorano per la squadra, preparando la palestra alle partite ed aiutando ogni volta che serve. Una famiglia importante quindi per il Basket Rosmini.

Marco, tifoso di Milano, ha come idolo Michael Jordan: è quasi mio coetaneo (due anni più giovane) ed è stato un giocatore che ha segnato per anni la storia della società… in positivo ovviamente.

Ha iniziato come tantissimi con “Cina”, quel don Giuseppe Bonacina che ha cresciuto migliaia di ragazzi nella sua trentennale attività di istruttore.

“Una gran persona e un ideale da seguire” dice di lui il buon Marco.

Verbania_vs_Under13_7Ha poi proseguito la sua attività con Roberto Massarelli che dipinge come “un secondo padre”. Alla domanda riguardante le squadre senior in cui ha giocato la risposta è stata disarmante: “Domanda difficilissima avendo passato la mia vita in palestra faccio fatica a distinguere anno per anno.

Eh si… perché per chi ha sempre giocato nel Domo ricordare le piccole modifiche di ogni anno non è semplice.

“Posso dirti che ho giocato da quando avevo 15 anni in prima squadra in tutte le categorie che abbiamo passato e con tutti gli allenatori e Presidenti che si sono dati il cambio. Dalla promozione con gente tipo Titti Tonsi,”Gegio” Lorenzini,il “compianto Fabio Tosi e Alex Rogora allenati alla promozione con Rabbolini vinta in finale unica ad Asti; dall’annata successiva della serie D vinta con Tamini, Oreste Realini e  Carlo Orsi alla serie C con Barnett in campo e la coppia di allenatori Citrini/Materazzo, fino ad arrivare alla promozione in C1 con la squadra degli argentini e di Lazzarini”.

Quasi 15 anni di prima squadra: dalla Promozione alla serie C1. E’ lui uno dei fili conduttori nella lenta trasformazione del Rosmini da squadra di domesi a  squadra da serie C con numerosi nuovi innesti provenienti da ogni parte d’Italia se non dall’altra parte del mondo.

Tantissima brava gente chè è passata da Domo e che ho avuto la fortuna di incontrare grazie alla pallacanestro e grazie al Rosmini (a me piace chiamarci ancora così sono un nostalgico)

Già… il Rosmini! Anche a me piace chiamarlo ancora così.E degli allenatori del Rosmini cosa hai voglia di dire?

citro“Pippo è sicuramente un gran lavoratore: negli anni il nostro rapporto si è deteriorato per una serie di motivi, ma senza dubbio era uno che non si tirava mai indietro. Gabutti era invece un grandissimo motivatore, mentre Lazzarini, a mio avviso, era ed è un genio della comunicazione: una sorta di Mourinho del basket. Citrini è sempre stato uno con le idee chiare e la dimostrazione è dove sia arrivato… quasi nessuno ce la fa”.

Marco è uno di quelli che ha giocato sia con il primo (e per ora ultimo) americano di Domo  che con gli argentini…

corrie-barnett11Correy è stato latleta più dominante che abbia mai giocato a Domo. Maxi Moreno un animale del parquet, Cuadrelli il più talentuoso da me mai visto, mentre Flaquer era tantissimo genio e moltissimo sonno !

L’anno della promozione in C1 con Lazzarini….. cosa mi dici? hai ricordi particolari e/o aneddoti?

Ogni giorno era un aneddoto con quella gente! dai documenti non in regola degli argentini a Lucato che dormiva in macchina alle feste fino a notte fonda, da castiglia da gestire, alle trasferte con le tappe per far rifornimento(di birra).

Ma la più divertente di tutte è stata la trasferta a Torino (Crocetta con el Funebrero degli argentini che a metà strada ha perso la marmitta…spettacolo…un rally!).

Quella era una squadra senza senso per la categoria: non credo che messa in campo oggi sfigurerebbe in C gold e magari anche in B.Tantissimo talento e grande fisicità nelle mani di un “gestore” della panchina  che porta il nome di Giorgio Lazzarini.”

Il giocatore più forte della storia del Domo a tuo parere? cosa mi dici di lui?

Forse nessuno di chi leggerà si ricorda di Silvano Fumagalli che ha giocato a Domo credo nel 1991-92 e poi è arrivato fino alla serie B con Riva del Garda. Un ragazzo d’ oro che trascorreva credo 25 ore su 24 in palestra. Un animale da  campo.

Me lo ricordo si il “Fuma”… e ci ho anche giocato insieme! Confermo tutto e sottoscrivo.Il quintetto ideale di Marco Bassi?

Fumagalli -Maffioli-Realini M-Castiglia-Cuadrelli

La chiacchierata prosegue e sono tanti i flash sui suoi ex compagni:

maffioli2“Avrei desiderato di più per il grande Stefano Maffioli, mio fratello.

Tamini era un vero e proprio mito, un trascinatore, l’uomo dell’ultimo tito o del tiro impossibile, un amico.

Castiglia, detto “e porca tr…” se avesse avuto un po’ più di testa chissà cosa avrebbe fatto: non hanno ancora inventato le parole giuste per dipingere Max.

Loris Sarain è un passettino sotto al mito, mentre Oreste Realini è stato il Bruno Cerella dei bei tempi… lottatore non rende l’idea ed allora dico “capra”… non lo capirà nessuno, ma l’interessato si!”

Come decidi di diventare allenatore?

“Per l’ idea di far condividere le idee riguardanti lo sport agli altri.Ringrazio di aver scelto di farlo perchè così ho potuto incontrare tantissima gente e magari a qualcuno ho pure insegnato qualcosa. Dall’ anno 1993 quando mi sono seduto per la prima volta sulla panchina da allenatore ho visto tanta, tanta gente. Stefano Maffioli e Simone Cerutti sono stati sicuramente i più forti ragazzi dele giovanili che ho avuto l’onore di allenare, mentre da senior dico Marco Tamini”.

Hai fatto l’assistente in prima squadra in più occasioni… che ricordi hai?

Tutti ricordi bellissimi legati a molte vittorie per fortuna ed anche a qualche sconfitta.Ricordo le lacrime del Busco (Buschini nda) per i mancati play off al primo anno di C e ricordo le lacrime di Fabrizio Foti dello scorso anno.Sempre lacrime sono, ma con un gusto totalmente diverso.

Oggi non alleni… come mai?

Purtoppo il lavoro mi costringe lontano da casa e il tempo è poco.

img_1344Che ruolo ti sei ritagliato?

Aiuto faccio quello che mi chiedono e quello che posso,Sempre per amore del Rosmini.

Tornerai in panchina?

Se il tempo me lo permetterà certo: non vedo l’ora!

E per chiudere, come vedi la pallacanestro?

Vedo la pallacanestro come l’ espressione del talento dei ragazzi che gli allenatori devono essere in grado di indirizzare, ma non di tarpare o limitare.Non sono l’allenatore che dice si fa come dico io, altrimenti quella è la porta.Spesso basta “sfruttare” i giocatori per quello che sanno fare meglio.

 imageMarco Bassi: uno del Domo… dal minibasket con “Cina” a coach Lazzarini. Tante vittorie, tante sconfitte, tanta gavetta e tanto lavoro per il Rosmini.

Speriamo di rivederlo presto in panchina.

Lascia una risposta