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“THE LEGENDS”: GENTE DA HALL OF FAME

magic-johnson-kareem-abdul-jabbar-james-worthyCi sono delle formazioni che rimangono nella testa dei tifosi: pensate nel calcio a “Zoff, Gentile, Cabrini” (ossia la Juventus di Trapattoni e la Nazionale Campione del Mondo nel 1982) piuttosto che a “Sarti, Burgnich, Facchetti” (la grande Inter di Moratti senior con Herrera in panchina) o nella pallacanestro alla Milano di “D’Antoni, Meneghin, Mc Adoo” o ancora ai Lakers di “Magic, Worthy, Kareem”…
Squadre che aprono un ciclo, che segnano la storia, che si caratterizzano per giocatori che diventano bandiere per la durata della loro militanza.
Nel Basket Rosmini ci sono “quelli della Promozione”, intesa come Campionato perché di promozioni vere ne avranno una sola dopo una miriade di finali perse.
basket-rosmini-1984Una squadra che ha visto ruotare attorno allo “zoccolo duro” tantissimi ragazzi: uno zoccolo duro costituito da Mariola play, Drutto (erede di un Fantoni costretto ad abbandonare per squalifica), Pisenti, Rogora e Scarlatti con Amaducci, Bo e Sarain ai vertici per numero di presenze.
Una squadra che giocava a memoria:
Mariola era un play molto rapido con grande visione di gioco: capace come pochi di innescare Drutto in contropiede; era il suo play ideale in quanto non aveva grandissima iniziativa in attacco prediligendo l’assist.
Drutto, erede di quel Fantoni squalificato a vita per il pugno all’arbitro Boglio, era un formidabile marcatore: contropiedista e tiratore da ogni posizione non difendeva e spesso si accampava nella metà campo avversaria delegando ai compagni la difesa. E’ stato senza dubbio il più grande marcatore del Rosmini.

Rogora, con Citrini, Sarain e Pisenti

Rogora, con Citrini, Sarain e Pisenti

Pisenti è l’uomo con più presenze in assoluto nella storia del basket Rosmini; il “Capitano” con la “C” maiuscola; giocava da centro nella difesa a zona, portava palla, tirava da fuori… uno dei giocatori più completi in assoluto. Era avanti anni luce e sapeva fare tutto.
Scarlatti era uno dei lunghi di una batteria che in tanti hanno invidiato a Domo per molto tempo: nei suoi primi anni in promozione dominava come nessuno, molto magro per il ruolo, ma gran saltatore, aveva movimenti da pivot fantastici cui aggiungeva rimbalzi e stoppate. Se la giocava alla pari o metteva sotto i mostri sacri di allora come Pozzati, Cardinali, Cucchi, Rossetti cioè gente che era passata o sarebbe passata da serie A e B. Sua anche la prima schiacciata in partita mai fatta da Domo, una bimane a Novara contro il San Lorenzo (su assist di Drutto): allora le schiacciate erano rare, figuriamoci in gara e figuratevi la reazione dei compagni e l’eco del gesto tecnico.
Scarlatti fu anche protagonista di un altro episodio storico: in una amichevole con la Muraltese, squadra svizzera allenata allora da Emilio Gabutti, stoppò un americano ex NBA con lo stupore di tutti; nell’azione successiva la vittima della stoppata di Max Scarlatti gli fece i complimenti dandogli “un cinque”.
Rogora: “Lo chef”, come lo aveva soprannominato Paolo Citrini, era veramente forte, agile, atletico e con una mano da far invidia agli esterni come ha fatto vedere anche nelle serie superiori nella sua parentesi a Verbania. “Quando partivano per la trasferta lui e “Ube” Trischetti da soli, potevi stare certo che arrivavano a partita iniziata, dopo improbabili giri nella provincia alla ricerca non dico della palestra, ma del paese dove si giocava” racconta Davide Drutto.
Bo: aveva qualche pecca, in primis attaccava poco, ma nel campo si faceva sentire eccome! blocchi, tagliafuori, botte e rimbalzi erano il suo mestiere e la sua presenza è stata determinante per l’equilibrio della squadra. Magari il tabellino diceva zero punti, ma non significava niente perché metteva assieme una montagna di cose utili che gli altri non facevano. Era molto legato a Pippo Rabbolini, l’allenatore storico di quella squadra, che però lo massacrava di continuo: era uno dei casi in cui le urla del coach aumentavano il rendimento.
Amaducci era un buonissimo tiratore e con Drutto formava una coppia veramente pericolosa ai due lati dell’attacco: una di quelle coppie che segnano in positivo la storia delle squadre. “Quando giocava senza occhiali mi chiedeva <<Quanto stiamo che non vedo il tabellone?>> Mi sono sempre chiesto come facesse a buttarla dentro così tanto senza vederci niente”racconta proprio Drutto.
Sarain: Tutti gli invidiavano il fisico statuario e le doti atletiche; era una forza della natura anche se all’inizio forse poco controllato. Poi, con gli anni e con una forza di volontà straordinaria ed una abnegazione rara si è migliorato diventando efficace anche in attacco.
silvano-zanolaAttorno a loro hanno giocato decine e decine di ragazzi: dal compianto D’Alberti a Silvano Zanola, ora istruttore del minibasket, da Orsi a Montagna, da Bendini a Bellò, da Iaria a Castano, da Deslex a Buttè, Panziera e compagnia cantante.
Ma loro erano “i senatori”.

Mariola, Drutto, Pisenti Scarlatti…….
Sono loro “i ragazzi della promozione”; i ragazzi di una squadra che, fino alla vittoria contro Cameri del 1991, era stata marchiata come l’eterna seconda avendo perso la vittoria finale contro praticamente tutti gli avversari storici (da Omegna a Verbania, da Invorio ad Oleggio).
Sono loro quelli della “hall of fame” del Rosmini.

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