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QUANDO I DERBY ERANO CON VERBANIA…E LASCIAVANO IL SEGNO

Una volta i derby caldi erano quelli con Verbania e la storia che segue riguarda un derby “amichevole” di fine anni Settanta.

E’ un pezzo del libro che sta nascendo e che speriamo arrivi a compimento in occasione del quarantesimo dall’affiliazione del Basket Rosmini alla Federazione Italiana Pallacanestro (anno 1978).

Prima che la palestra del Collegio Rosmini subisse un maquillage grazie anche alla donazione della famiglia Sgarella c’erano due elementi che mi sono rimasti impressi nella mete: il fondo in gomma nera e la porta di ingresso in legno, rotta a metà della sua altezza.

Quel segno sulla porta mi è rimasto impresso per anni… un cedimento “anomalo” al quale non ho mai dato peso e per il quale non mi sono mai posto domande.

enrico-bruno1Ho scoperto solo durante la realizzazione di questo libro, con stupore e divertimento, le origini di quello strano segno: a spiegarmela è stato Enrico Bruno, team manager della prima squadra nella stagione 2013/2014, portato in società proprio dal sottoscritto.

enrico-bruno2Enrico è un grande uomo di sport: pallavolo, calcio, basket, bocce… il suo impegno e la sua passione hanno lasciato il segno ovunque sia stato: ragazzo stimato dai “senatori” era stato scelto da me, rientrato in società come Presidente, per dare un impulso nuovo alla gestione dei rapporti fra squadra e società.

Un giovanissimo Enrico, oggi titolare di una autofficina storica da sempre di proprietà della famiglia, incontrò per questioni di lavoro, con la madre, il sig, Bartolomeo Negri, quello della Ford Negri per intenderci: correva l’anno 1978 e la Ford Negri era diventata sponsor del Basket Rosmini, con la prima affiliazione alla Federazione Italiana pallacanestro… di più! Bartolomeo Negri era diventato il primo Presidente dell’era moderna del Rosmini.

Enrico era un ragazzino appassionato di calcio e della “sua” Juventus Domo.

Era la vigilia di un derby con Verbania….“Vieni in palestra a vedere la pallacanestro! – lo esortò il sig. Negri – E’ uno sport corretto, mica come il calcio: da noi non ci sono risse e botte”-.

rosmini-1878Enrico si convinse ad andare a vedere “questa pallacanestro” alla palestra del Collegio Rosmini: d’altronde un derby Domodossola – Verbania vale sempre la pena vederlo.

Ironia della sorte, la partita di quello sport “più corretto” viene interrotta per l’accendersi di una rissa in campo fra i giocatori!

Una rissa scatenata da una offesa grossa del pivot di Verbania nei confronti di “Renatone” Bo…. a sua difesa arriva Franco Fantoni che non ci pensa due volte a fare giustizia a modo suo e a ragione.

Un destro al pivottone e via alle danze; racconta proprio Fantoni: “era il doppio di me, ma non potevo farne a meno… era stato davvero pesante. Per fortuna arrivarono a dividerci perchè mi avrebbe ammazzato!”

“All’uscita dal campo, dirigendosi negli spogliatoi – racconta Enrico – il pivottone sferrò un pugno tremendo contro la porta sfondandola in parte”.

fantoniAlla base di tutto quindi un secondo pugno da leggenda di Fantoni dopo quello all’arbitro che gli costò l’abbandono dai campi da gioco…

“squalifica a vita, per la precisione” ci tiene a ricordare Fantoni.

ecco cos’era quel segno sulla vecchia e cigolante porta di legno!

Quando i derby lasciavano il segno….

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