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IL DERBY VISTO DA DANIELE PIOVERA

imageCon piacere ho raccolto l’invito di Michele di presentare, a mio modo, il derby di domani sera.
Una partita bella da vivere e, spero, anche  bella da raccontare. Non mi addentro in discorsi tecnici, anche perchè in molti lo hanno fatto in questi giorni. Preferisco spiegare cosa significhi, per uno come me, cresciuto a pane e basket( giocato poco però, viste le qualità non eccelse) una partita del genere.
Da quando svolgo questo mestiere, seguo la Fulgor. Vale a dire dal 1998, dall’anno della rifondazione, proprio con Antonio e Fabio Pirazzi protagonisti del rilancio del basket omegnese, come è ora a Domo. Si può dire che i colori rossoverdi abbiano colorato la mia infanzia, la mia adolescenza e la vita da uomo maturo(!?). Il biancoblu invece ho imparato a conoscerlo molto meglio da qualche anno: prima da semplice giornalista addetto ai lavori, poi, lasciatemelo confessare, anche da tifoso. Perchè una squadra del territorio che va bene, che vince, che diverte, che raccoglie pubblico e consensi, fa bene al movimento del basket ed anche a quello giornalistico. Omegna è casa mia, la Fulgor una seconda famiglia, ma a Domo ho coltivato amicizie e rapporti sinceri. Mi sento al telefono più con Antonio che con mia moglie, le whattsappate notturne con Alessio sono diventate un appuntamento fisso, con Dario ho un rapporto di amicizia e grande stima e con diversi giocatori idem.
img_1344Il mio stato d’animo in vista del derby? Quello di un bambino nel paese dei balocchi: mi siederò alla mia postazione, guarderò il palazzetto spero pieno di gente, di calore e colori, saluterò tanti amici. Voglio godermi ogni momento, ogni sguardo, perchè comunque quella di domani sarà una pagina storica del basket e della Provincia del Vco e poi comincerò la telecronaca, per l’occasione insieme a Marco Bassi. In ultimo però una rifllessione. Ho letto, in settimana, lo splendido articolo dell’amico Davide Boretti sulla Stampa. Uno spaccato reale dell’impiantistica del Vco, senza una casa adatta per ospitare sport di alto livello.
La mia speranza dunque, quasi una preghiera, è che davvero, come sembra, si possa finire il palazzetto dello sport di Gravellona. Ed allora, con una struttura del genere, il mio sogno potrebbe diventare realtà.
Volete sapere quale è il mio sogno?
Sono, da sempre, un fautore della collaborazione e dell’unione. Mi piace il campanilismo, ho sempre ammirato lo spirito ossolano, quel senso di appartenenza unico che è un valore per voi imprescindibile, ma sono convinto che per avere lo sport ad alto livello, in un territorio piccolo come il nostro, non si possa prescindere dal mettere insieme le risorse.
Nella prossima puntata, magari al ritorno, spiegherò meglio il mio concetto
Intanto vi dico di godervi il Monday Night…

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