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ENNIO LEONARDI: “QUELLA VOLTA CHE FINIMMO LA PARTITA IN DUE”.

Ennio Leonardi

Ennio Leonardi

Parlare di Ennio Leonardi vuole dire parlare di una persona che ha avuto un ruolo fondamentale nel tenere in vita il sodalizio del Basket Rosmini. Agli inizi della stagione 1993/1994, in un momento estremamente difficile per la società che usciva scottata dall’esperienza in D e che aveva registrato le dimissioni del Presidente Prada, Ennio comincia la sua avventura con il basket Rosmini: prima di diventare Presidente è Dirigente Responsabile della squadra “propaganda” nella quale milita il figlio Fabio che diventerà una colonna della prima squadra per numerose stagioni.

leonardiA portare Ennio in società il solito Roberto Massarelli; racconta Leonardi: “io ho un brutto vizio. Quello di voler sempre mettere il naso nelle cose degli altri. Accompagnando mio figlio ai corsi di minibasket non perdevo mai occasione per tempestare di domande l’allora “General Manager” del Rosmini, Roberto Massarelli. Fu così che un giorno, agli inizi della stagione 1993/1994 mi disse: <<ma perché non fai tu il dirigente della squadra di tuo figlio? Così ti fai le domande e ti dai le risposte!>>”

Nella stagione 1994/1995 il Rosmini non riesce ad iscrivere una squadra senior al campionato di Promozione e si occupa solo del settore giovanile: il segnale più forte di una crisi profonda; “la stagione successiva si è ricomposta una squadra per la Promozione – racconta Ennio -; credo di poter dire che in quell’anno, con lo sponsor Tecnocasa portato dall’ex giocatore Shiller è ricominciato un percorso che stava rischiando di interrompersi”.

Leonardi diventa Presidente nel 1998: “già qualche anno prima don Bonacina mi aveva chiesto di sostituirlo; nel 1998 accettai, ma per me “Cina” era sempre il mio Presidente. Di poche parole, indicava ai suoi collaboratori le strategie e le decisioni da prendere suggerendo cosa sarebbe stato meglio fare, dopo di che lasciava loro la libera scelta.

Bonacina 03Sempre favorevole ad ogni iniziativa, sportiva e non, che tenesse in evidenza il nome del Rosmini, della sua società U.S. Basket Rosmini e sempre fedele al principio contenuto nello statuto del sodalizio: <<la società si prefigge lo scopo di divulgare la pratica della pallacanestro senza fini di lucro>>. Anche dopo l’abbandono della carica di Presidente Bonacina non mai cessato di consigliarmi e di infondermi coraggio nei momenti difficili, ma non ha nemmeno lesinato rimproveri; il fatto che molta dell’attività venisse gradualmente trasferita alla palestra del Liceo l’ha sempre digeritta male, come male ha sempre interpretato quei nomi della società che cambiavano con il cambio di sponsor o quel <<domo basket>> che nulla aveva a che fare con il nome corretto: ROSMINI”.

Già… “Cina” non aveva e non ha tutti i torti a voler ricordare che il nome della società è U.S.D. Basket Rosmini; purtroppo i tempi impongono gratificazioni a quegli sponsor che con il loro sostegno consentono lo svolgimento delle attività sia della prima squadra che del settore giovanile… e poi, se proprio vogliamo dirlo, “VINAVIL”, “CIPIR” o “POLI OPPOSTI” non suonano così male…

“La prima cosa che mi viene in mente pensando al Rosmini è quella di aver vissuto una esperienza indimenticabile: tanti anni durante i quali ho dedicato molto tempo ed energie affinchè bambini e giovani potessero appassionarsi al basket. Anni durante i quali la società ha sviluppato sempre di piàù la propria attività ottenendo il riconoscimento delle Istituzioni per il lavoro messo in campo.

Tutto ciò grazie a quel manipolo di persone che, guardando oltre alle difficoltà ed amarezze molto spesso provocate da chi invece avrebbe potuto e dovuto dare sostanziale aiuto, hanno impegnato molto del loro tempo, capacità ed energie esclusivamente per il bene dei giovani.”

Alla domanda su quale sia la squadra del Rosmini più forte fra quelle “sue”, Ennio fa un parallelo fra le formazioni 2002/2003 e 2003/2004:

“A volte ho sentito persone affermare che i valori tecnici del basket attuale sono molto cambiati; ho sentito dire che la serie C attuale è come una D di qualche anno addietro; non ho sufficiente esperienza e competenza per poter dare giudizi o fare confronti; voglio tuttavia provare a cimentarmi nel confronto fra le due squadre di C2 che credo siano state il fiore all’occhiello della mia esperienza da Presidente.

img_1612Nella stagione 2003/2004  sono stati confermati Bassi, Tamini, Oreste Realini, Castiglia, Bellone e Rabaglia e sono arrivati Moreno al posto di Motetta, Lucato per Grisoni, Barbero per Maffioli (chiamato in B1 a Castelletto) e Cuadrelli per Barnett.

Moia si è fermato ad Arona ed un suo vero sostituto non si è trovato. Accantoio ai citati alcuni giovanissimi come Cerutti, Maestrone e De Feo e gli intramontabili Sarain e Boiardi.

Una squadra quindi rinnovata al 50% con i nuovi globalmente più forti dei sostituiti anche se Moia era un gran bel giocatore.

Credo quindi che la squadra del 2003/2004, guidata da Lazzarini (arrivato a sostituire Paolo Citrini anch’egli approdato a Castelletto con Meo Sacchetti) sia la più forte che abbia mai visto.”

Ed il giocatore più rappresentativo?

“Uno sportivo nato, sempre pronto ad entrare in campo e lottare come un gladiatore. Altruista e deciso quando serve. Esempio positivo per compagni ed avversari: Loris Sarain”.

Molto legato a maffioli2 Stefano Maffioli e, ovviamente al figlio Fabio che per anni è stato pivot titolare nel Rosmini, Ennio Leonardi snocciola un po’ di dati e di aneddoti:

“Per effettuare le trasferte nella stagione 2003/2004 il Rosmini ha percorso più di 5.000 km in Piemonte; cinque auto a trasferta hanno portato a più di 25.000 km contro quelli che mediamente fa una squadra di Torino (meno di un terzo): questo è uno dei tanti handicap che il Domo ha nei confronti degli altri e quindi dobbiamo sempre ssere più bravi.

Parlando di trasferte mi viene in mente il 9 maggio 2002: eravamo alla disperata ricerca del palazzetto dello sport in strada Antica di Rivoli a Collegno per disputare gara 2 dei play off di serie B. Ad un certo punto, disperati per il ritardo che si stava accumulando, abbiamo saputo da un passante che eravamo in Strada Antica di Rivoli, ma a Grugliasco e non a Collegno!”

Sugli arbitri c’è una storiella gustosa: “arrivammo a Trecate per una partita di Campionato e tornammo a Domo senza averla potuta disputare per mancanza dell’arbitro… avremmo saputo in seguito che la sua giustificazione fu: <<ero in Valle d’Aosta a sciare e vista la bella giornata di sole ho deciso di rimanere qualche ora in più sulle piste!>>

Riguardo agli arbitri un altro episodio è rimasto nella mente di Ennio:” Campionato di promozione 200/2001; il 18/03/2001 si gioca contro Oleggio. Il Rosmini parte bene, gioca meglio ed è in vantaggio dando la sensazione di controllare la partita. Una quantità di falli <<inusuale>> fischiati contro il Domo concente ad Oleggio di rimanere in scia fino al pareggio 74 a 74 allo scadere. Nella pausa prima dell’overtime di scatena il finimondo con 7 espulsi per il Rosmini e così i supplementari li giochiamo in tre (Gegio Lorenzini, Maffioli e Previdi).

Nonostante tutto non cambia la fisionomia dell’incontro; due triple di Previdi, 4 punti di Maffioli e circolazione di palla in velocità ci consentono di arrivare 84 a 78… ma siccome la giornata era storta ecco uscire per cinque falli anche Gegio; partita sospesa e vittoria 2 a 0 per Oleggio.”

rossa-davantiFra le divise del Rosmini Ennio parla di una preferenza per “quelle rosse e azzurre con la scritta bianca Rosmini; quelle che indossavano i ragazzi quando ho cominciato a frequentare il Basket Rosmini, quando i sogni non stavano nel cassetto”.

La chiacchierata si chiude con qualche flash su personaggi che hanno frequentato il basket Rosmini: “Corrie Shontay Barnett, nato a Chicago nel 1977, è stato il primo giocatore stranieri della storia del Basket Rosmini; dagli USA al PalaSpezia nella stagione 2002/2003.

Giocatore dalle doti atletiche eccezionali, alto 195 cm, quando saltava schizzava sopra i lunghi come fosse un missile; nel palleggio e nella ricezione qualche volta ciccava clamorosamente. Nelle partite importanti ha dato meno di quanto ci si aspettasse: era molto emotivo.”

imagePaolo Citrini è stato un vulcano attivo: Sport e giornalismo le sue due grandi passioni. Conosceva tutti i giocatori e tutti gli allenatori, da quelli locali a quelli della serie A; il suo apporto è stato fondamentale quando si è trattato di allestire le squadre di Promozione (200/2001), serie D (2001/2002) e serie C2 (2002/2003). In quelle tre stagioni fantastiche ha sfoderato ottime doti di Direttore Sportivo, allenatore e molto altro ancora.”

Una citazione anche per Roberto Gullo, per anni istruttore di minibasket e padre di Stefano, play che ha giocato a Domodossola per diverse stagioni e che ha calcato anche i campi di A2 a Novara per un anno: “un giorno, eravamo nell’autunno del 1995, Bonacina mi presentò una persona dicendomi: <<questo signore ha portato qui suo figlio per fargli provare il minibasket e siccome non se la sente di aspettare senza far nulla vedi se può aiutarti in qualche modo>>. E’ così iniziato un periodo durato tantissimi anni in cui Gullo è stato al mio fianco.”

Ennio Leonardi per anni è stato “il Presidente”… l’ho sostituito io su sua insistenza perché la sua paura più grande è sempre stata quella di non creare quel ricambio dirigenziale indispensabile per dare futuro al Rosmini… siamo ancora qui Ennio.

Ce l’hai fatta.

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