Le notizie di DomoBasket

La comunità del basket domese

CORRIE BARNETT: UN AMERICANO A DOMO

corrie1Corrie Barnett nasce a Chicago il 27 marzo 1977 e si ritrova a girare il mondo per quella passione per la palla a spicchi che lo porterà anche a Domodossola, stagione 2002/2003.

E’ il primo americano (e l’ultimo al momento della scrittura del pezzo) della storia moderna del Basket Rosmini, ma non il primo in assoluto.

Alla fine degli anni Sessanta ci fu un certo Jacobsen, figlio di diplomatici americani di stanza in Svizzera, a giocare nelle fila della squadra del Collegio che conquistò titoli regionali in sequenza. Corrie è di certo il primo “colored” ad indossare la maglia del Domo.

Arriva in Italia nel 1999 per questioni di cuore: “Ho conosciuto il mia moglie Francesca che studiava a Chicago e poi, finita l’Università, l’ho seguita in Italia” – racconta Corrie in una intervista sudatissima.

Contattato grazie a quel meraviglioso strumento che può essere facebook, se usato intelligentemente, si è dimostrato da subito entusiasta di rispondere a qualche domanda salvo poi farmi penare all’inverosimile per riuscire ad avere indietro le risposte; ma a Corrie si perdona questo ed altro.

citroArriva quindi a Domodossola nell’estate del 2002 grazie all’iniziativa di Paolo Citrini: “volevamo un americano per riportare la gente al palazzetto, per dare entusiasmo ai bambini”.

Conoscevi già Domodossola prima di arrivarci ?” Noooo…. Infatti quando mi hanno detto dove dovevo andare pensavo che fosse  uno scherzo; perché ho visto la distanza da Montecatini dove abitavo e Domodossola e mi sembrava davvero troppo!”

corrie5In effetti per uno nato a Chicago e trasferitosi in Italia a Montecatini le montagne di Domodossola non dovevano certo essere allettanti: Domodossola, non Salt Lake…

Di Domodossola Corrie ricorda molte cose: “avevo un appartamento nel palazzo proprio davanti alla stazione sopra il bar con una bellissima vista;  vedevo le montagne piene di neve d’inverno. Uno spettacolo!!! A pranzo mangiavo quasi sempre nel bar accanto al mio appartamento, all’Alaska dove facevano anche la discoteca il sabato sera. Il proprietario era una persona fantastica. Mi dispiace molto aver perso i contatti con loro”.

Chi ti ricordi di Domodossola? “Guarda Domodossola ha delle persone stupende; ho incontrato  ed ho conosciuto tantissime, ma tantissime buone persone che mi volevano un mondo di bene”.

Corrono i ricordi di quel periodo a nord dell’Italia ed affiorano i profili di persone che hanno lavorato a stretto contatto con lui… e quei profili li riporto testualmente, con quel suo italiano “americanizzato” che mi ricorda tanto il Dan Peterson prima maniera.. e anche ultima…

Paolo Citrini: “ che ti devo dire Paolo  era un ragazzo con tanta voglio e passione per lo sport di basket e come abbiamo visto sta ancora seguendo la sua passione. Una persona proprio ma proprio brava”.

Ennio Leonardi

Ennio Leonardi

Ennio Leonardi:” il presidente. Grandissimo persona! con Ennio non mi mancava veramente nulla a Domodossola…. se avevo qualche problema con qualsiasi cose Ennio c’era sempre…devo dire il presidente più dolce della storia di sports; non ho mai sentito Ennio alza la voce…MAI.!”

Mimmo Iaria: “ Una parola: Great…. Indimenticabile… anche Mimmo era uno di quelli persone che se avevo bisogno di qualcosa lui c’era sempre …. Che buffo. Mi ricordo le trasferte  con Stefano Maffioli e Pietro Bellone… si faceva le risate. Mi ricordo che andavo a trovare Mimmo al mercatino dove  vendeva abbigliamenti in centro;  una persona veramente fantastico. Li voglio un mondo di bene.”

maffiolistefanoQualche altra persona a cui eri legato particolarmente? “Ero molto legato alla famiglia Maffioli. Mi hanno trattata come uno della famiglia fin dall’ inizio;. la mamma di Stefano e suo fratello Marco erano altre persone dolci e sempre disponibili per qualsiasi cosa. Mi ricordo che mi faceva il tiramisù quasi ogni settimana. È  per questo motivo  il tiramisù è mio dolce preferito. Stavo quasi sempre a casa di Stefano: mi ricordo che per il mio compleanno eravamo a cena a casa di Stefano e mi hanno preparato una tavola favolosa….

corriemixer…..e dopo aver mangiato  la mamma di Stefano mi presentò un pacco… Era un mixer con la ricetta per fare il tiramisù! ad oggi faccio sempre il mio tiramisù con quello mixer. “

Dei suoi compagni si ricorda “quasi tutti”: “E’ difficile da dimenticare un gruppo di persone che sudava sangue ogni volta che metteva i piedi in campo. …. Sono amico con quasi tutti su Social e ogni tanto ci scambiamo due parole “.

Chi era il capitano?” Il grande Marco Tamini… I’uomo che non ha mai visto un tiro che non gli  piaceva…. grande capitano,  bomber, tiratore con il ghiaccio nelle vene  … Gestiva la squadra in un maniera incredibile ed in più era una persone bravissima… indimenticabile.” 

Max Castiglia

Max Castiglia

Un campionato, quello disputato da Corrie Barnett con il Domo perso in finale con un gruppo che avrebbe rappresentato l’ossatura della corazzata di Lazzarini vincitrice la stagione successiva; si ricorda della finale: “il momento più brutto e quello che ha fatto più male di tutti  è stato quello della finale per salire  in C1.  Partita persa già alla palla due quando nostro pivot Max Castiglia ha preso una gomitata nel naso…cominciò  a sanguinare e la partita era finita prima di cominciare. Perché “MAD MAX” era fortissimo, ma perdeva un po’ la testa e secondo noi l’altra squadra lo sapeva. Mimmo ha sempre detto che l’hanno fatto apposta. Comunque Un gran peccato perché meritavamo  la C.”

Finita la stagione te ne sei andato… Come mai? “A quell’epoca giocavo per guadagnare; il basket era il mio lavoro e la mia vita, quindi il mio procuratore  ha trovato una squadra come Domodossola dove i dirigenti volevano vincere il campionato offrendomi un contratto  che non potevo rifiutare. Ero molto triste di andare via”.

Dopo Domodossola Corrie vince un Campionato a L’Aquila non potendo però salire di categoria per le regole della federazione. La stagione successiva, a Campli, Barnett  disputa la sua stagione migliore in Itali:  la squadra vince 30 partite su 30 entrando nella storia di basket abruzzese come la prima squadra imbattuta. La tappa successiva è stata San Severo dove Corrie perde in finale… “Perdemmo incontrando uno juggernaut (una forza inarrestabile nda)  di squadra che aveva addirittura quattro argentini; nonostante questo perdemmo di uno in finale. Un altro campionato meraviglioso  ed un’altra esperienza incredibile”.

corrie2L’anno successivo Barnett va ad Altopascio, ormai deciso di tornare vicino a casa: “per tanti motivi famigliari….  uno in particolare è stato che la mia ragazza, che ora è mia moglie, ha detto <<basta di fare puttanate>>”

Ecco pertanto che dopo Altopascio Corrie approda a  Pistoia, in serie D, dove vince un altro campionato. L’anno successivo, in serie C2, Pistoia perde in semifinale; “poi finirò la mia carriera ad  Aliana in C2”.

E adesso cosa fai? “Lavoro in ufficio part-time; al momento faccio il babbo a tempo pieno con i miei tre meravigliosi bambini: Cecile 9 Elisanora 7 e Jaeden 5.  Poi sto lavorando profondamente  con l’obiettivo di aprire un vero  ristorante  BBQ americano in italia… “

Vuoi dire qualcosa agli amici di Domodossola? “Un grosso in bocca al lupo per questa stagione in serie B grazie per l’ospitalità e grazie per l’amicizia”

E grazie a te Corrie… per i tuoi ricordi e per quei balzi impressionanti!.

Lascia una risposta