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GIUSEPPE BOTTANI: UN PEZZO DI STORIA DEL ROSMINI

giuseppe_bottaniCi sono persone che hanno segnato la storia del basket Rosmini con un lavoro intenso, fondamentale e silenzioso; sono dirigenti che vivono nell’ombra, che non amano i riflettori, ma il cui peso è determinante.

Giuseppe Bottani è uno di questi: un uomo dalla passione smisurata, un uomo di sport, professionale e capace.

Ogni tanto lo si può vedere seduto a fianco al tavolo dei punti, dove ci sono i commissari di gara: è il posto di competenza del dirigente accompagnatore e Giuseppe l’ha occupato tante volte.

Il suo ruolo nell’anno della serie B è quello di curare la logistica dei ragazzi, ma storicamente è stato il Responsabile Amministrativo: l’uomo dei conti.

Nel 2000 il Basket Rosmini era per lui un mondo sconosciuto: poi venne invitato da un giocatore (Massimiliano Boiardi nda) a vedere una partita e ne rimase talmente entusiasta da accettare poco tempo dopo l’invito rivoltogli dall’allora Presidente Ennio Leonardi a voler dare una mano.

IMG_1014Giuseppe non è nuovo nel mondo dello Sport e del volontariato: è uno delle anime del G.S.H. Sempione 82, ad esempio: ma credo di non dire nulla di sbagliato se affermo che il suo maggiore peso specifico l’ha proprio destinato alla causa del Rosmini.

Alla mia richiesta di dare una testimonianza ha risposto, come sempre, presente: lo ha fatto con uno scritto che è l’essenza di Giuseppe Bottani…. Corretto, completo, ordinato.

Giuseppe così scrive:

“Attraverso tutti questi anni, dal 2001 ad oggi, ho lavorato a fianco dei numerosi Presidenti che si sono succeduti (Leonardi, Zanni, Marinello1, Bianconi, Novaria, Marinello2 e Pirazzi) vivendo con partecipazione, a volte forse eccessiva, la scalata dalla Promozione all’incredibile Serie B.

Sono stati anni bellissimi passati in un ambiente di amici dove tutto era condotto a livello famigliare, ma allo stesso tempo professionale.

Le lunghe trasferte, le migliaia di chilometri percorsi per accompagnare la squadra erano anche una piacevole occasione per stare in compagnia di persone che prima che giocatori o dirigenti erano amici.

Ho visto ragazzi crescere professionalmente ed umanamente: nessuno è diventato un numero uno nel basket, ma certamente tanti sono rimasti dei numeri uno come amici.

carvalhoMaffioli, Maestrone, Cerutti, Bassi, Boiardi, Tamini, De Tomasi sono solo alcuni dei ragazzi domesi di nascita o di adozione cestistica che mi sono rimasti nel cuore; tanti altri sono quelli che mi vengono in mente, ma voglio mettere al primo posto l’uruguagio Carvalho, una persona che con la sua semplicità, la sua disponibilità e le sue indiscusse doti cestistiche ha lasciato una gran bella impronta a Domodossola.

Citare tutti quelli che per un motivo o per l’altro mi sono rimasti nel cuore è impossibile: voglio invece elencare quelli che mi sarebbe piaciuto vedere giocare insiemee (esclusi gli attuali): Tamini, Maffioli, Vorfa, Carvalho, Politi, Cuadrelli e Barnett.”

Una rosa da sogno, quella disegnata su carta dal buon Giuseppe.

 

Giuseppe Bottani è l’uomo delle infinite notti insonni passate a cercare di “far quadrare” i conti “con quei benedetti (o maledetti) soldi che non bastavano mai” racconta Beppe.

Scrive ancora Giuseppe: “ho avuto il piacere di collaborare con vari presidenti, ognuno diverso per caratetre, ma tutti spinti dallo stesso spirito collaborativo per otteneree i migliori risultati possibili; di Leonardi ricordo la grande preparazione e l’instancabilità a favore della società… le lunghe e intere giornate trascorse a raccogliere dati e ad organizzare tutto; dal minibasket alle giovanili, fino alla prima squadra tutto passava attraverso lui. E lui trovava soluzione a tutto. Sono convinto che se oggi il Rosmini ha raggiunto queste posizioni il merito è in grandissima parte proprio di Leonardi al quale voglio dire grazie per tutto quello che mi ha insegnato.

bruno_novaria_ppDi Marinello mi piace ricordare la dinamicità e la ventata di ringiovanimento che ha portato in seno alla società, mentre di Bianconi sottolineo la mentalità volta ad avere una società più professionale. Di Bruno Novaria va evidenziato il coraggio di aver assunto la presidenza in un momento particolarmente difficile.”

E per finire Giuseppe Bottani, l’uomo che per anni ha avuto sulle spalle la responsabilità dei bilanci, fa una carrellata di personaggi, ricordi ed emozioni… un vero e proprio ritratto di un pezzo di storia e di un uomo vero, spontaneo, corretto, trasparente ed onesto: “Oltre ai presidenti citati ci sono molte altre figure che hanno attraversato il mio percorso nel Rosmini: dirigenti, allenatori e giocatori… alcuni sono passati senza lasciare in me sensazioni particolari, altri invece mi hanno lasciato tanto, in negativo o in positivo.

Vorrei ricordare il forse apparentemente burbero Don Bonacina, che sotto la veste di severo padre ha però insegnati a centinaia di bambini i primi rudimenti del basket.

E poi ci sono i ragazzi… in tantissimi mi sono rimasti nel cuore; comincio dal capitano Teo Maestrone, un ragazzo del quale stimo la semplicità, l’attaccamento alla squadra e lo spirito di sacrificio… e poi Simone Cerutti che ha fatto tutta la trafila del settore giovanile e dopo un anno lontano da Domo è tornato a dare il suo importante contributo; mai una polemica, sempre a disposizione.

Petricca è il “romanaccio” vulcanico con il quale a volte ho anche polemizzato, ma sempre in modo costruttivo; per ultimo ho lasciato Fabrizio Foti: penso che quello che ha fatto alla fine della stagione che ci ha portato in serie B sia l’esempio più alto di cosa voglia dire attaccamento ai compagni, alla maglia ed alla società. Un esempio per tutti”.

BOTTANI-IARIAGiuseppe chiude la sua testimonianza a modo suo, con dei ringraziamenti; perché Bottani è uno che ha sempre creduto nel lavoro di squadra, che ha sempre messo il “noi” davanti al “io”, che ha sempre fatto gruppo difendendo la società e lavorando dietro le quinte… “un grazie a tutti i miei tanti compagni di viaggio: da Carlo Maestrone a Carlo Deslex, da Mimmo Iaria a Gabriele Maglio, da Dario Sbaffo ad Annalisa Moalli … mi hanno supportato e sopportato per tanto tempo…”

Grazie a te Giuseppe… se oggi siamo qui è anche merito tuo.

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