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E VOI CON CHI STATE?

Un altro giorno dopo… un’altra serata amara che ha visto la squadra lottare alla pari con la capolista e perdere di misura… amara come il derby, amara come contro Cecina.

Partite in cui si è visto che la vittoria era a portata di canestro, ma sfuggite per poco..davvero per poco.

Si potrebbe disquisire sull’ingiustizia di qualche fischio discutibile, sulla sfortuna di qualche nostro tiro che ha ballato male sul ferro, su qualche scelta del coach forse rivedibile, sulla prestazione anonima di qualche giocatore…. ed invece il giorno dopo, almeno oggi, è dedicato al pubblico.

Pubblico inteso come insieme di persone che, sedute o in piedi, al palazzetto o sbirciando su internet, ha assistito alla gara.

 

Pubblico inteso come amalgama fra tifosi e finti tifosi... già, perché ci sono anche questi ultimi.

E parlando di “finti tifosi” non mi riferisco a chi ha apertamente contestato questo o quel protagonista: la contestazione, se non accesa da retro pensieri o da qualche strano interesse, se non legata ad acredine malata o a questioni personali, fa parte del tifo; è una delle forme in cui si manifesta l’amore per la propria squadra: se rientra invece nelle categorie appena escluse è frustrazione e piccolezza e non merita riflettori.

Quando parlo di finti tifosi parlo di chi ieri sera ha goduto dentro; parlo di chi, con l’espressione di facciata triste, ha provato qualche strano e perverso tipo di piacere.

Credete non esista tanta stupidità? Buon per voi… io, Michele Marinello, responsabile della comunicazione e dirigente, ex giocatore ed ex presidente, uno di quelli che nei momenti bui ha sottoscritto una fideiussione bancaria (tuttora attiva) per tenere in vita il Rosmini (e l’ha fatto insieme ad altre otto persone che senza pubblicità o manifesti hanno salvato la società tanto anni addietro) sono certo che esista.

Sono certo che ieri sera ci sia stata qualche persona del “Pubblico” rientrata a casa con il sorriso… perché Fioravanti non capisce niente, perché ha giocato questo e non quello, perché la società non merita la B, perché questo o quello stanno sulle palle, perché Marinello scrive cazzate.

Sono spesso dei ridicoli “masaniello” che si arrogano il diritto di rendersi portavoce dei malumori di molti, che lavorano sotto, che sono poco trasparenti e che magari non sono nemmeno della nostra terra…. oggi hanno la nostra casacca e domani un’altra.

Godono per le sconfitte di Domo con la differenza, rispetto ai tifosi, che l’anno prossimo saranno in altri lidi, mentre i tifosi saranno ancora qui, mentre chi ama la maglia e tifa davvero rimarrà.

Perchè ci sono quelli che, parafrasando il Liga “ci sono sempre stati” e ci sono quelli che appaiono e scompaiono come la luce di un’insegna al neon lampeggiante.

Il dramma è quando chi ci tiene veramente si fa comunque trascinare da questi “masaniello”…. senza capire quanto appena scritto…. senza aver chiaro chi va e chi resta, chi ama e chi gioca, chi tifa e chi gufa.

Manca poco alla fine del Campionato, la salvezza è sempre più lontana e difficile… c’è una sola verità su cosa si debba fare da qui alla fine del Campionato.

Su cosa debbano fare coach e giocatori, dirigenti e tifosi veri; crederci e fare squadra.

Chi entra in campo e chi sta fuori, chi siede sulle tribune e chi sta in piedi appoggiato alla balaustra: fare una sola grande squadra che non pensi a quanto non ha funzionato fino ad oggi, ma che guardi all’obiettivo, avanti... determinata, appassionata e coesa…

da oggi fino alla fine non conta altro.

In un turno infrasettimanale contro la capolista ci sono state ancora una volta le tribune piene…. la gente c’è, Domodossola c’è… il pubblico non abbandona e continua a seguire.

E quasi tutti vengono per crederci, non per godere delle sconfitte.

Ieri sono entrato nello spogliatoio prima della gara: i muri ricoperti di cartelli di incitamento fatti da alcuni ragazzi del settore giovanile, fatti da chi ha capito cosa c’è da fare da qui alla fine del Campionato.

Una bella sensazione di “pulizia”, di voglia di esserci positivamente, di cuore… questa è quella parte del pubblico, di gran lunga superiore, che entra in palestra per sostenere ed aiutare, quegli ultras che urlano e cantano fino alla fine, quei tifosi che ci credono.

Di una cosa sono certo…. chi ha scritto quei cartelli ieri sera è tornato a casa triste ed arrabbiato…. proprio come me.

E voi? Da che parte state?

2 Risposte

  1. Marco tanzarella

    Mai parole fono state spese così bene,sono pienamente d’accordo
    Possiamo ancora farcela e comunque vada è stato bellissimo ugualmente,e se ci sono stati errori ne ricaveremo insegnamenti.

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