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GIORGIO SCHILER: STORIE DI TRASFERTE E DI ORDINARIA GOLIARDIA

In questa meravigliosa immersione nella storia del Basket Rosmini incappi quasi per caso in una perla: si tratta del racconto di Giorgio Schiler, giocatore della promozione nella metà degli anni Ottanta.

Mi arriva via mail da Davide Drutto, uno che ha preso a cuore la “storia del libro” e che dimostra ancora una volta quanto sia legato a questa maglia.

Schiler non è mai stato un “numero uno”; ha spesso “lottato” per strappare a Pippo Rabbolini la convocazione come decimo in panca: nella hall of fame del Rosmini non ci entrerà come tantissimi ragazzi, ma è uno che non solo ha giocato, ma ha anche rivestito un ruolo fondamentale per la sopravvivenza della società: nella stagione 1994/1995 il basket Rosmini non ha più una prima squadra… l’abbandono degli ultimi “senatori” ed una società in grande difficoltà porta all’iscrizione al Campionato delle sole squadre giovanili.

La stagione successiva un gruppo di “vecchi” uniti a qualche giovane di bella speranza riesce a riallestire una squadra per la Promozione: uno degli artefici della “rinascita” è proprio Schiler che porta lo sponsor indispensabile per iscrivere la squadra al Campionato. E’ la migliore stagione di Paolo Citrini sul parquet come dimostrano le cronache sportive di quegli anni… fra queste: “da segnalare infine la magica settimana di Paolo Citrini (classe 1976); il mancino ossolano prima trascina gli juniores alla vittoria (34 punti e 7 “bombe”) nel pentitissimo derby con Verbania e poi, a sorpresa, realizza 20 punti in Promozione”.

Ragazzi del Domo… gente che a prescindere dai minuti in campo o dalle imprese sportive rimangono legati con un sottile filo alle sorti della squadra che li ha visti crescere come giocatori e come uomini.

Giorgio “butta giù” un racconto bellissimo… che non posso che riportare ringraziandolo. Ecco la perla:

Per chi scrive “l’ansia trasferta” cominciava il venerdì sera: l’ultimo allenamento della settimana era quello decisivo per le decisioni di Pippo. Il DECIMO (allora il “roster” era da 10) sarei stato io oppure la fortuna sarebbe toccata a  Zavettieri???

E’ evidente che per dare un senso al “racconto” che segue e’ necessario che la scelta di Pippo ricadesse su di me.

Si va a Novara; l’avversario e’ lo JUNIOR. Gli str…… giocano la domenica alle 10.00 in una palestra sottoterra! Ditemi voi! L’arbitro e’ Scotti, Gimondi (Scarlatti…l’origine del soprannome di Max Scarlatti me la spiega proprio Schiler in una triangolazione di messaggi con Drutto..”una sera Fantoni vede Scarlatti correre durante un allenamento e dice a Bendini: <<guarda come corre… sembra Gimondi!>> una “cazzata”, ma Bendini scoppia a ridere ed inizia a dirlo a tutti… ed il destino è beffardo: per il grande Gianni Brera, Egidio Calloni, ex attaccante del Milan, divenne “lo sciagurato Calloni” in seguito a qualche errore di troppo sotto porta… per il Domo di quegli anni Scarlatti divenne “Gimondi” … sono marchi a fuoco che ti segnano… nda) e Bendix (Bendini nda) esultano!!!

Il “viaggio” comincia alle 7.00 con ritrovo di fronte al Collegio.

Più inviperite dei giocatori sono le fidanzate al seguito, anche perchè sanno bene che per loro la domenica sarà impegnativa.

I CONVOCATI: Pisenti (capitano), Fantoni, Mariola, Scarlatti, Bo, Barozzi, Arrigoni, Bendini, Sarain, Schiler

Coach Rabbolini e Dirigente Massarelli

La trasferta si effettua anche grazie al buon cuore di parte dei giocatori e di Pippo che mettono a disposizione le loro auto.

Discorso a parte merita quella persona straordinaria che era Massarelli, il quale non “prestava” solo la sua auto ma anche disponibilità, pazienza e competenza in modo che tutti noi avessimo quello che serviva per fare bene.

 Della partita non parlerò, la vinciamo…. vincevamo sempre anche se non ho mai avuto la fortuna di vincere un campionato. Di solito lo gettavamo al vento a Oleggio dove noi perdevamo e, a rotazione negli anni, Invorio, San Lorenzo o Verbania vincevano e, poiché gli scontri diretti con le tre citate finivano uno a uno, loro passavano di categoria e noi no!

 La parte piacevole della trasferta, partita a parte, comincia appena inizia il viaggio di ritorno verso casa perchè da qualche parte si dovrà pur pranzare…….

 La scelta di norma ricadeva su un ristorante di Oleggio o su uno di Omegna.

I rispettivi proprietari ci conoscevano bene, molto bene, ed il nostro ingresso nei loro ristoranti era trionfale…eravamo reduci dall’ennesima vittoria a Novara. Nel capoluogo i “montagnini” di Domo non erano molto amati ed i Novaresi non facevano nulla per nasconderlo. Ma posso capirli…quei Montagnini da anni li prendevano a “schiaffi cestistici”. 

 Il pranzo è uno straordinario momento di convivialità, nel senso che per noi è un piacere coinvolgere gli altri avventori, i quali non vedono l’ora di fare la conoscenza di Frank (Fantoni) e Pisu (Pisenti) e loro di farsi conoscere……… ed ecco che, per esempio, che tutto il Rosmini Basket si autoinvita ad un matrimonio il cui pranzo si tiene nel ristorante dove decidiamo di pasteggiare. Tutto molto piacevole, a cominciare dai baci alla sposa… certo forse le nostre mani “armeggiano” un po’ troppo, ma siamo tra amici o no??? 

Quello che abbiamo faticato a capire sono le reazioni dello sposo nell’ascoltare gli “apprezzamenti” che abbiamo rivolto alla sua signora.

Per fortuna degli sposi e degli invitati ufficiali, arriva il nostro cibo e la situazione torna “sotto controllo”; ci rendiamo conto inoltre che è giusto dedicare qualche attenzione anche alle nostre fidanzate che durante la nostra “missione” matrimoniale non solo si sono eclissate ma hanno anche manifestato il loro dissenso riguardo il nostro comportamento. Non hanno compreso che noi lo abbiamo fatto solo per socializzare…quelli del Domo sono ragazzi “alla mano”.

 Sono comunque certo che le nostre signore hanno sempre molto apprezzato la nostra compagnia a tavola: certo in alcune occasioni hanno ordinato cinque lattine di coca cola per berne mezza o tre litri di birra per berne forse mezzo; è accaduto che un salino difettoso facesse cadere sulle loro patatine fritte una tonnellata di sale e solo la sfortuna ha voluto che in qualche caso il sale sostituisse lo zucchero del caffè.

Queste sfortunate circostanze a volte hanno fatto loro perdere la pazienza, ma grazie alle grandi qualità diplomatiche e all’aplomb di noi fidanzati gli episodi sono sempre stati circoscritti.

E comunque noi ometti non abbiamo mai perso il controllo nei loro confronti….nemmeno in quelle spiacevoli occasioni in cui poco prima di lasciare i ristoranti qualcuno di noi si accorgeva che nelle borse delle signore erano finite posate, bicchieri, oliere e suppellettili di vario genere che facevano parte dell’arredo dei locali.

 Potete ben capire come potevamo rimanerci noi giovani ragazzi timidi, indifesi e attenti ai comportamenti. Il nostro alto senso di responsabilità ed il rispetto per la cosa altrui ci portava a restituire il “maltolto” porgendo le nostre scuse per l’atteggiamento di quelle signorine un po’ “discole”.

 Era un piacere vedere lo sguardo estasiato dei proprietari del ristorante quando salutandoli dicevamo loro: “Grazie di tutto, ci vediamo tra 15 giorni, c’è il RAPID…!”

Storie di trasferte e di donne… Giorgio regala una perla che è la sintesi di quegli anni; sport e goliardia a braccetto per dei motagnini che spesso scendevano in pianura a dare “sberloni”… cestistici … si intende.

 

 

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