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ANTONIO SERRONI: “QUELLA VOLTA CHE FABBRI MI FECE ALLENARE ALLE 6 DI MATTINO….”

E’ arrivato a febbraio con il pesante compito di sostituire l’infortunato Luca Falconi… non uno qualunque quindi, ma il giocatore per sostanza, punti e continuità aveva dato di più fino ad allora nella prima storica stagione in serie B della VINAVIL CIPIR Domodossola.
Primo approccio alla palestra del collegio Rosmini: allenamento serale che Antonio guarderà da bordo campo, ancora frastornato da un lungo viaggio per giungere nelle montagne ossolane.
Felpa d’ordinanza recuperata all’ultimo minuto, decisamente più grande della sua misura, e le prime interviste.
In campo ci arriverà già la domenica successiva e sarà subito “the wolf”.
Carisma, tecnica, grinta, tiro e penetrazioni… Antonio Serroni si conquista in poco tempo una leadership che è nelle sue corde con prestazioni maiuscole.
A fine stagione in pochi avrebbero scommesso su un suo rinnovo a Domodossola: troppo forte per scendere in C Gold, troppo abituato a viaggiare per tutta l’Italia per rimanere una stagione ancora fra i monti.

Ed invece il ragazzo di Teramo è ancora qui.
A pochi giorni dall’inizio della preparazione l’abbiamo raggiunto per un’intervista dove ancora una volta si è rivelato Uomo prima ancora che atleta.

In pochi si aspettavano una tua conferma… hai dimostrato di essere un giocatore super in serie B, ma nonostante numerose offerte per rimanere in categoria superiore hai deciso di restare con noi; ci puoi spiegare le ragioni?

“E’ vero….avevo molte offerte in serie B, anche economicamente allettanti, ma sono andato via da Domodossola con uno spiacevole amaro in bocca e con l’idea che una società così, composta da persone serie e rispettose rare da trovare in questo ambiente, non meritasse questa “fine”.
Dopo una lunga chiacchierata con il Presidente, che, insieme a Carlo (Deslex nda) è stato il vero artefice della mia riconferma, ho scelto di rimanere con la voglia di far parte di un progetto che nasce da un passo indietro… ma ho la convinzione  che sia solo un passo indietro per prendere la rincorsa…”

Una chiacchierata decisiva con Antonio Pirazzi quindi…

“Con lui ho chiuso un accordo verbale quasi subito…. Non l’avrei fatto con nessun altro, ma di Antonio ho imparato a conoscere la serietà: è bastata una stretta di mano.”

Lo scorso anno è andato come tutti sappiamo… quanto ha fatto male retrocedere all’ultima dopo un tempo supplementare e con il tiro buono fra le mani?

“E’ vero….ha fatto male; però io penso, come diceva mia nonna, che alle cose ci si pensa prima…”

Cosa non ha funzionato secondo te?

“Ecco…. Appunto; non hanno funzionato molte cose per quel poco che ho potuto vedere. Sicuramente la colpa non è mai solo dei giocatori come non è mai solo della società o dell’allenatore.
Siamo tutti nello stesso branco e nessuno va lasciato indietro, ma se qualcuno ci rimane non gli si punta il dito contro, ma lo si aiuta a tornare nel branco.
Senza il branco un lupo è solo più debole e mi sembra sia successo un po’ troppe volte lo scorso anno… troppe divisioni di vario genere che hanno finito per sfaldare un bel gruppo….la colpa è di tutti. Quando si perde ognuno ha commesso i propri errori… anche il sottoscritto.”

Guardiamo avanti adesso “wolf”: la società ha deciso di fare una vera e propria rivoluzione; nuovo coach e roster quasi completamente rinnovato. Conosci qualcuno dei nuovi compagni?

“Conosco il mitico chiacchierone di Patrick (Avanzini, nda) logicamente e il Coach (altro motivo della mia scelta di restare a Domodossola) che mi ha allenato in serie B1 a Ferentino dove mi dava molti minuti a disposizione pur essendo giovane; ora sono quasi un vecchietto, ma spero mi faccia giocare lo stesso dai…”

Già… coach Fabbri l’hai conosciuto molti anni addietro… hai qualche aneddoto su di lui?

“Bhe si… mi ha allenato quasi un anno intero e un aneddoto c’è:
ricordo che durante un allenamento abbiamo avuto una bella discussione…. verbalmente colorita; sapete che non sono molto diplomatico e docile ora, figuriamoci a 19 anni! Il fatto è che anche lui non scherza e quindi si è arrivati ad uno scambio di <<complimenti>> e all’abbandono dell’allenamento.
La sera stessa Fabbri mi disse che l’indomani mattina sarei dovuto andare a fare allenamento prima di andare a scuola… alle 6 del mattino solo io e lui; senza battere ciglio gli dissi: <<va benissimo coach,senza problemi>> anche se nella mia testa, lo confesso, avrei voluto mettergli le mani addosso.
La mattina dopo eravamo in palestra: fece venire il massaggiatore per scaldarmi le gambe alle 6 del mattino e iniziammo un allenamento individuale di tiro ed uscite dai blocchi per un’ora e mezza.
Potete solo immaginare con quale rabbia e con quale faccia da schiaffi sia andato a fare quell’allenamento.
Poi però qualcosa cambiò durante l’allenamento: la cosa che mi legò a lui e mi fece capire che tipo di persona avevo davanti, fu che tiro dopo tiro, scatto dopo scatto, lui era sotto canestro pronto a correre con me ed a sudare con me per ripassarmi la palla il prima possibile e raggiungere l’obiettivo fissato di canestri da realizzare. Quella cosa mi fece riflettere molto sul come lui tenesse alla mia crescita e su che tipo di persona e di coach fosse.
Poteva starsene benissimo seduto e guardarmi dall’alto verso il basso come molti suoi colleghi avrebbero fatto pensando che da quel momento gli avrei dovuto portare rispetto.
Il rispetto è una delle cose più importanti: va dato,va guadagnato e a volte anche preteso… in quella occasione Fabbri avrebbe potuto pretenderlo ed invece scelse di guadagnarselo… “

Dei tuoi compagni dello scorso anno è quindi rimasto, oltre ai nostri ragazzi, solo Patrik Avanzini….ma ogni tanto parla?

“Aahahaha! Michele sei il solito bastardo! Patrik parla, ma lo fa con chi dice lui…. giustamente; è un bravo ragazzo, umile e rispettoso: per me può solo migliorare.
L’ultima maledetta partita dell’anno scorso, abbracciandoci ad inizio gara, dissi a lui come a tutti che quella doveva essere una partita senza rimpianti,cioè che nessuno sarebbe dovuto tornare a casa con la sensazione di non aver dato tutto…., bhe… penso che lui sia tornato a casa sicuramente piangendo, ma avendo ascoltato le mie parole.”

Quali aspettative hai per la prossima stagione?

“Non penso mai, sempre per vissuto, che sia facile vincere niente; ho vinto due campionati in C1, ma nessuno ti regala niente e niente è scontato in ogni singola gara… diffidate dai chiacchieroni…NOI SICURAMENTE VOGLIAMO VINCERE!”

In pochi mesi sei diventato beniamino dei tifosi; è innegabile che con la tua conferma la società abbia puntato ad affidarti la leadership “caratteriale” della nuova squadra. Vuoi dire qualcosa al pubblico domese?

“Sono molto contento del nostro tifo! in altre realtà, dopo una stagione come quella passata, il palazzetto si sarebbe svuotato… invece a Domo no e questo è stato molto bello. Come è stata bella la sorpresa dei cartelloni nello spogliatoio e come sono super i ragazzi della curva che ci davano sempre una marcia in più. Che dire a tutto il nostro pubblico: spero che quest’anno vi regaleremo emozioni belle.”

E per finire Antonio… come sta Romeo (il cane di Serroni, nda)?

“Romeo sta benissimo con un padrone come me ihihihi =) e chi lo ammazza…ho litigato più per lui in strada per dove faceva i bisogni(che raccolgo sempre, a proposito di rispetto) che in campo con gli avversari!”

Antonio Serroni è un ragazzo serio… le sue ferie le passa a lavorare in cantiere e dalle sue parole emerge la grande esperienza accumulata in questi anni. E’ un combattente ed è uno che in campo non molla mai.
Averlo ancora con noi è un privilegio ed è la dimostrazione che… non siamo così male!
Il lupo è pronto a guidare il branco.

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