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QUESTIONE DI NUMERI…

Come in ogni inizio di stagione si è consumato il rituale della scelta dei numeri…. per qualcuno è un momento assolutamente secondario, per altri è elemento fondamentale per iniziare la stagione nel migliore dei modi.

Difficile che dietro la scelta del numero non ci sia un motivo preciso, anche se non sono rari i giocatori che considerano un numero uguale all’altro.

Kevin Durant veste il 35 sin dai tempi di Texas University: 35 erano gli anni del suo ex coach Charles Craig quando morì in una sparatoria il 30 aprile del 2005. Craig, detto “Big Chucky”, fu il primo allenatore che Durant conobbe ad appena 8 anni al Seat Pleasant Recreational Center di Washington, D.C.

Ma non tutti possono scegliersi il numero, soprattutto se arrivano al cospetto di chi, per qualità o anzianità, vanta una sorta di diritto di prelazione; Andrea Bargnani ad esempio….tra Treviso e Toronto il Mago ha sempre vestito il numero 7 ma, arrivato a New York, quel numero era già sulle spalle di Carmelo Anthony. Così il romano ha optato per raddoppiarlo in un originale 77, che in tempi recenti avevano indossato altri giocatori europei come Gheorghe Muresan, Vladimir Radmanovic e Sasha Pavlovic.

Ancor più eclatante la storia di Gianluca Basile; giunto a Milano prende la maglia numero 55  spiegando: “Quando ho cominciato a giocare avevo scelto il 7 perché c’era un giocatore, a Ruvo di Puglia, si chiamava Gianluca Catalano, che mi piaceva tantissimo. Ho tenuto il 7 a Reggio Emilia, ma quando sono andato a Bologna lo aveva Gregor Fucka e scelsi il 9. Ma arrivò brevemente Vinny Del Negro e glielo lasciai ripiegando sul 12, che poi mi fu “portato via” da Marko Milic. Così arrivò il 5 che ho mantenuto fino a quando, indisponibile a Cantù e Milano, è diventato 55” una vera e propria odissea nel rispetto delle gerarchie.

Per non parlare dei numeri scelti per combinazioni matematiche: Keith Langford, numero 23 a Milano ha raccontato:“Giocavo con il 5 perché era il numero di Jalen Rose, uno dei miei primi idoli. Quando non è stato disponibile ho puntato sul 15. A Milano ho trovato occupati tutti e due i numeri, Jacopo (Giacchetti nda) non mi ha ceduto il suo e allora ecco il 23, ovvero 2+3=5″.

A volte le motivazioni della scelta del numero hanno origini lontane e profonde: Jason Collins è diventato il primo giocatore Nba a svelare la propria omosessualità e il numero 98 è proprio un gesto verso la comunità gay. Dove il numero rappresenta l’anno (1998) in cui uno studente gay dell’Università del Wyoming, Matthew Shepard, venne rapito e torturato a morte.

Venendo ai nostri ragazzi ecco, in ordine sparso, le scelte:

Luca Marcellino ha scelto il 18, numero con cui giocava Alessio Spadazzi quando erano compagni di squadra;

Andrea Tommei ha optato per il 55.. numero di Jason Williams, uno dei suoi giocatori preferiti in NBA.

Zeneli pare abbia soffiato il 13 ad Antonietti perché, dice lui, “è un numero molto importante per me che quest’anno mi ha portato molta fortuna e che condivido con una persona molto speciale per me….e poi il 13 è arrivata la proposta dal Domo”… e così il buon Federico ha optato per il 3 anche perché in carriera ha spesso cambiato numero (…”e poi in famiglia siamo 3 Fratelli…”).

Tancredi Rotundo è andato sul 5…nato il 05/05 alle 5 del mattino poteva scegliere altro? Il 5 è il numero con cui giocavo anche io per l’ammirazione che avevo per Bargna, lottatore della Milano dei bei tempi.

Serroni ha confermato il 17: “numero preso a 20 anni dopo un gesto eccessivo perché era il numero che non voleva nessuno come me in quel momento…” mica male!

Festinoni (21) e Nagini (20) saranno oggetto di approfondimento futuri mentre dalla Serbia giungono richiami alla cabala: “3,7 e 9 portano fortuna nel mio paese e ho scelto il 9. Negli ultimi 13 anni solo un anno non ho potuto usare il n.9” racconta Borko.

Matteo Bertona ha scelto il numero 11… quello della promozione in B… “per scaramanzia…” dice sorridendo, mentre Avanzini ha scelto il 34… e, come per tutte le cose che lo riguardano, il motivo è un mistero.

Si ipotizza che sia in onore di Paul Pierce… detto “the Truth”….

Come è nato il soprannome “The Truth” attribuito a Paul Pierce? Gli fu dato da Shaquille O’neal, dopo la vittoria dei suoi Los Angeles Lakers contro i Boston Celtics, nel 2001. In quella partita Pierce realizzò 42 punti, tirando con un fantastico 13/19 dal campo. A fine partita O’Neil prese da parte un giornalista che stava criticando la partita dei Boston Celtics e gli disse: “Prendi nota, io sono Shaquille O’Neal, e Paul Pierce è “La Verità”. Dammi retta e non dubitare. Sapevo che fosse in grado di giocare, ma non sapevo potesse giocare in questa maniera. Paul Pierce è “The Truth”.

Ma sui soprannomi si aprirebbe un capitolo nuovo… e ce lo teniamo per un’altra puntata…

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