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LA DURA VITA DELL’UNDER…

E’ in corso la preparazione pre-campionato della VINAVIL CIPIR DOMODOSSOLA con un roster di tutto rispetto formato da otto “senior”, alcuni dei quali con una storia cestistica notevole.

Insieme a Luca Marcellino e Matteo Nagini, che già lo scorso anno hanno avuto apparizioni in serie B, sono Bellia, Bionda, Brocca, Cuzzolin, Guaglio, Guglielmazzi e Ranzani gli under che stanno lavorando con coach Fabbri, con il suo assistente Vercelli e con il preparatore Castellan.

Un ruolo non facile quello dei ragazzi del settore giovanile catapultati in prima squadra che i nostri giovani stanno interpretando, almeno fino ad oggi, nel migliore dei modi.

Un ruolo non semplice perchè c’è da sudare e soffrire come gli altri, ma con la consapevolezza che le gerarchie di una rosa così competitiva sono ben chiare e che ogni minuto in campo andrà sudato ed anelato con tigna e determinazione.

Se fino a qualche anno fa l’essere aggregati alla prima squadra era un sogno e c’erano ragazzi disposti anche a lavare i vetri della palestra pur di “giocare con i grandi”, oggi i tempi stanno lentamente cambiando.

Oggi si fatica sempre di più a trovare nelle giovani generazioni quella dedizione e quello spirito di sacrificio per la maglia e per la propria crescita : tempi diversi, interessi diversi, educazioni diverse, possibilità diverse… sono tanti i fattori che incidono su un atteggiamento che è oggettivamente mutato in maniera evidente.

Non erano meglio “quelli di una volta” e non sono peggio “quelli di oggi”… sono semplicemente cambiati i tempi.

I nostri sono però lì a correre e ad allenarsi con la voglia positiva di fare parte di un gruppo: è evidente come sia indispensabile che i nuovi giocatori senior trovino la giusta intesa, apprendano i nuovi schemi in maniera perfetta, affinino gradualmente quei movimenti e quelle letture di gioco che saranno fondamentali nel corso della stagione; in uno scenario di questo tipo capita che siano gli under aggregati alla prima squadra a ruotare nelle partitelle e che spesso si trovino ai margini del campo a guardare gli altri giocare.

Riccardo Guglielmazzi

Bene… se quel guardare gli altri sarà sempre inteso nel modo giusto il tutto si trasformerà in onore, in un accrescimento della passione… guardare positivamente a quello che si sta facendo consente di imparare e porta a migliorarsi; se quel guardare verrà vissuto male allora saranno guai.

Fare i gregari (con la giusta aspirazione di diventare “capitani”) non è da tutti e nello sport questo concetto è amplificato.

Tommaso Brocca #46

Il ruolo dei ragazzi del settore giovanile che si allenano in prima squadra e di quelli che, a Campionato avviato, saranno convocati per le partite e si alleneranno in settimana non è pertanto semplice, ma è indispensabile ed affascinante.

E’ motivo di crescita ed insegnamento di vita: si impara che per raggiungere un traguardo si deve lavorare, che nulla è scontato o dovuto nella vita, che esiste ancora il valore della “gavetta” e che il sapore degli obiettivi centrati con il sacrificio è molto più piacevole.

L’augurio è che i nostri sappiano interpretare il ruolo, sappiano calarsi nel gruppo con questo spirito, sappiano comprendere che ogni tassello, dentro e fuori dal campo, è fondamentale.

Luciano Bodini è stato il secondo portiere della Juventus per tantissimi anni: prima riserva del mito Dino Zoff e poi di Stefano Tacconi… è stato soprannominato il «12esimo per eccellenza» ed è rimasto bianconero rifiutando diverse offerte per andarsene perchè, dice lui, “ero orgoglioso di essere in quel club e di fare parte di quel gruppo”.

Ne ha preso di freddo in panchina, ma il suo ruolo all’interno di quella squadra è stato fondamentale e oggi se ne parla ancora… anche nel sito di una squadra di basket ossolana.

“Mi dissero che dovevo usare i cinque giocatori migliori, ma mi trovai a vincere con i cinque che entravano dalla panchina e mi convinsi che questa è la cosa migliore….” lo ha invece detto Rete Auerbach, allenatore dei Boston Celtics che vinse otto campionati consecutivi NBA a partire dal 1959 fino al 1966…non uno qualunque.

Ogni tassello del mosaico è fondamentale… dal più piccolo al più grande; vale lo stesso nello sport e nella pallacanestro dove le partite si vincono spesso in settimana negli allenamenti intensi, nel ripetersi magari noioso di movimenti che devono diventare automatici, in quelle partite cinque contro zero che ad uno spettatore ignaro sembrano follia, in quelle partitelle dove ognuno, dando il massimo, consente all’altro di migliorarsi.

Correte e sudate ragazzi… perchè nello sport non si sono solo i capitani, ma anche i gregari; e senza i gregari i capitani sono nudi.

 

Non chiederti cosa i tuoi compagni di squadra possono fare per te. Chiediti cosa tu puoi fare per i tuoi compagni di squadra.
(Magic Johnson)

1 Risposta

  1. Beppe

    Come sempre la tua sensibilità abbinata all’amore per questo sport riesce a raccontare in modo semplice ma incisivo
    come dovrebbe essere vissuta l’avventura di un giovane che si incammina lungo il sentiero della vita.Grazie

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