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QUESTA SERA, ORE 18, IL “DERBY DEL CUORE”: INCASSO AL G.S.H. SEMPIONE 82 IN MEMORIA DI ANGELO PETRULLI

E’ stato denominato “derby del cuore” il match di oggi tra la VINAVIL CIPIR DOMODOSSOLA e la Paffoni Omegna.

Un allenamento congiunto che inizierà alle ore 18.00 al PalaBagnella di Omegna e che vedrà un ingresso di 5 euro destinato al sostegno di iniziative meritevoli.

L’U.S.D. Basket Rosmini ha deciso di devolvere la metà dell’incasso a lei spettante al G.S.H. Sempione 82 in memoria del grande Angelo Petrulli, amico e incredibile uomo di sport.

Il G.S.H. Sempione 82 è una società sportiva che ha inanellato numerosi successi e record a livello nazionale nello sport per diversamente abili: grazie all’impegno di tanti volontari ha contribuito al sostegno ed all’inserimento sociale di tanti ragazzi che hanno trovato nello sport veicolo per socializzare e, talvolta, di riscatto.

Angelo Petrulli, scomparso a 69 anni nel marzo di quest’anno, è stato un esempio ed un uomo caparbio, tenace e tremendamente umano.

Un momento del toccante ricordo di Angelo celebrato al PalaRaccagni nel Campionato scorso

“Da La Stampa del 15/03/2017: Petrulli ha sempre conquistato tutti per la sua energie. Una vitalità non così scontata per chi a nemmeno vent’anni, nel 1968, cadendo da un ponteggio sul lavoro a Villadossola ha perso l’uso delle gambe. E invece da quel momento ha iniziato una nuova vita. «Lo sport mi ha aiutato molto: mi ha regalato amicizie ed emozioni». E lui ha regalato molto allo sport. Soprattutto dopo il 1982, quando a Pallanzeno fondò il Gsh Sempione, una società che è diventata dal nulla un’eccellenza. «Giocavo a basket in carrozzina nel Novara – raccontava – una sera tornado da una trasferta, insieme a un gruppo di amici ossolani, ci siamo detti: perché non provare ad andare avanti da soli?». Ora il Gsh Sempione conta una centinaio di atleti tra disabili fisici e intellettivi. Non si contano le discipline praticate: dai più classici atletica, basket e volley e nuoto, sino a curling e sci nordico. «Non me lo sarei mai immaginato, anche se eravamo un bel gruppetto di testoni che non mollava mai».  

Il fiore all’occhiello sono i dieci titoli di società vinti nell’atletica leggera. «Ricordo la prima volta nel 2001: noi piccola realtà davanti a grandi club di Milano, Roma e Siracusa». L’ultimo tricolore pochi mesi fa. Seguito a distanza per alcuni problemi fisici. «Mi sono reso conto di aver fatto qualcosa d’importante dai messaggi degli atleti: mi ringraziavano e mi facevano sentire con loro», raccontava pochi giorni fa con la voce rotta dall’emozione.  

Ma la sua grande vittoria è aver abbattuto tanti muri: quelli dell’indifferenza e della diffidenza in primis. Ha portato lo sport disabili nelle scuole e nelle piazze. A contatto con la gente. Anche se per lui la vittoria più grande rimane un’altra, e supera ogni medaglia. «Vedere il sorriso negli occhi dei ragazzi che scoprono lo sport». Gli stessi che ha conquistato con il suo di sorriso. Perché non c’è nulla di meglio dell’esempio per battere le paure”.

Ciao Angelo, grazie di tutto e grazie a chi ha raccolto l’eredità lasciata continuando a lavorare per dare futuro al G.S.H. Sempione 82.

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