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TANCREDI ROTUNDO: IL “TANK” DI SOVERATO A DOMO PER BATTAGLIARE IN CAMPO

Tancredi Rotundo è nato a Soverato ventisei anni fa…. ed è orgoglioso delle sue origini: è arrivato a Domodossola fortemente voluto da coach Fabbri che già lo ha allenato in passato.

L’immagine di copertina è dell’amico Gianpiero Cardani che lo ha immortalato nella prima amichevole con Omegna. A lui il ringraziamento per il lavoro sempre estremamente professionale che svolge sul parquet e non solo. 

Tancredi è arrivato forse con il timore del ragazzo del sud che giunge in mezzo alle montagne ed ai montagnini, ma si è reso conto subito di essere piombato in una realtà “anomala”… Domodossola ha infatti una presenza calabrese numerosissima e perfettamente integrata; è cresciuto nelle giovanili di Siena dove ha giocato anche con Corrado Bianconi… già, è proprio vero che il mondo è piccolo;

Iniziamo con lui a conoscere i nuovi arrivati… in campo ci siamo già fatti un’idea di che giocatore sia… play potente e rapido ha già evidenziato il suo “caratterino” non proprio docile.

Soprannome? “Non saprei, avendo un nome complicato ognuno ha un suo modo di chiamarmi, direi “tank”

Quando hai cominciato a giocare a basket e perchè? “È una passione che mi ha trasmesso mio padre fin da piccolo essendo anche lui appassionato di pallacanestro; ho iniziato all’età di 6 anni.”

In che squadre hai giocato? “Ho girato parecchio: a livello giovanile Virtus Siena e Fortitudo Bologna, poi a Barcellona Pozzo di Gotto, Catanzaro e Sassari in B, Campli dove ho avuto modo di vincere il campionato per la serie B poi Formia, Castellaneta e Ceglie in C.”

Da giovane hai avuto un’esperienza a Siena, dove, tra l’altro, hai conosciuto Corrado Bianconi: che ricordi hai di quei tempi? “A Siena ho avuto la mia prima esperienza fuori casa all’età di 15 anni; ricordo che è stata una esperienza molto entusiasmante perchè ho avuto modo di confrontarmi così giovane con allenatori e compagni di squadra di un certo livello: certe esperienze ti fanno maturare prima. Ho avuto anche modo di conoscere Corrado e spero di incontrarlo qui a Domo prima o poi per salutarlo…non lo vedo dai tempi delle giovanili!”

E’ la tua prima avventura da senior al nord… un elemento comune con coach Fabbri che ti ha fortemente voluto… cosa mi dici di Enrico? “Dico di non farlo arrabbiare se vogliamo stare tutti più tranquilli e evitare allenamenti di 4 ore alle 6 del mattino! Ho avuto già la fortuna di essere allenato da Enrico a Formia e questa sua fiducia mi può solo onorare; Enrico è il coach adatto per società e squadre così ambiziose perchè è un allenatore che con il tempo riesce a tirarti fuori (con le buone o le cattive) tutte le qualità da uomo e giocatore; è dotato di un carisma fuori dal comune… basti notare che a fine di ogni partita lui è più sudato e stanco di chi è in campo. Oltretutto riesce ad instaurare un rapporto così forte con i suoi giocatori che ti spinge ad impegnarti nel rettangolo di gioco non solo per la maglia o per l’obiettivo comune ma anche per Enrico Fabbri.”

Sei in appartamento con Franci (Zeneli…)…. come va la “convivenza”? “La convivenza è quasi perfetta: lui/lei è la donna di casa che pulisce e sistema ed io posso permettermi di lasciare qualcosa fuori posto tanto poi ci pensa lui/lei – dice sorridendo…-; comunque dico “quasi” perché a volte vive nel suo mondo: l’altra sera sosteneva che qualcuno entrasse nell’appartamento e gli mangiasse la marmellata! ha sostenuto questa cosa almeno per un’ora e vi garantisco che era serio.. classici discorsi da PIVOT”

Come ti sembra la squadra? “La squadra è super! siamo 10 giocatori che diamo l’anima in allenamento… nessuno si risparmia e siamo tutti pronti ad aiutarci l’uno con l’altro; abbiamo già creato un gran gruppo e questo è fondamentale per il nostro obiettivo comune.”

E le prime impressioni su Domodossola? “Domo è bellissima! ho solamente paura del freddo… spero che queste temperature così alte durino per altri 3 mesi, così mi sento di più a casa… sto cercando di auto convincermi, so già cosa mi aspetta..”

Abbiamo già avuto modo di “apprezzare” il tuo temperamento in campo… riuscirai a finire tutte le partite? “Non sono sempre così! divento in quel modo quando vedo che gli avversari non hanno rispetto per me ed i miei compagni di squadra; comunque vi garantisco che terminerò tutte le partite sulle mie gambe… non posso assicurarvi la stessa cosa sugli avversari, ma non credo che vi importi più di tanto questo..”

Cosa ti senti di dire ai nostri tifosi? “Dico che la squadra è consapevole della propria forza, ma avremo bisogno anche del loro sostegno per raggiungere l’obiettivo e posso garantire che sputeremo sangue (o lo faremo sputare agli avversari) ogni volta che entreremo nel rettangolo di gioco..”

“Tank” è un carro armato anche nelle risposte… ironico e determinato; uno di quei giocatori che odi da avversario ed ami quando indossa la maglia della tua squadra.

Farà freddo Tancredi… ma mai in palestra.

 

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