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FRANCI ZENELI: #SERENITA’DEIBALCANI SOTTO I TABELLONI PER LA NUOVA VINAVIL CIPIR

Franci Zeneli  (foto di copertina di Gianpiero Cardani che ringraziamo) è nato a Korce, in Albania, 23 anni fa… il 24 settembre 1994 per la precisione e quindi siamo quasi al suo compleanno.
Non è il primo albanese che arriva a giocare nel basket Domodossola: Real Vorfa prima e Andrea Ginaij poi sono stati due ragazzi che, con diversa fortuna, hanno sudato sul parquet del PalaRaccagni.
Franci raggiunge Domo con un curriculum importante per la sua età e con un hashtag lanciato lo scorso anno che dice molto del suo carattere in campo: “#serenitàdeibalcani” descrive ironicamente un Franci che non ti aspetti.
Già.. perchè fuori dal campo è un ragazzo mite, educato, rispettoso e tranquillo.
Evidentemente in campo cambia registro… e la cosa non può che piacerci.
Nel percorso teso a far conoscere ai nostri tifosi i nuovi arrivi l’abbiamo intervistato.
 
Quando e come hai iniziato a giocare a Basket? “Ho iniziato a giocare a basket tardi, molto tardi purtroppo, all’età di 14/15 anni. Ho iniziato per puro caso. Non sapevo nemmeno che esistesse uno sport che si chiamasse basket. Io volevo giocare a calcio! Ho iniziato grazie ad un mio amico che giocava e mi ha parlato di questo sport ed io ho voluto provare. Da quel giorno non ho più smesso di giocare.” 
 
Come arrivi in Italia? “In Italia sono arrivato all’età di 17 anni per raggiungere mia madre che sta qui da più o meno 20 anni”. 
 
Dove hai giocato in Italia? “In Italia ho iniziato a giocare alla Virtus Siena e sono rimasto li per ben 5 anni, giocando 2 anni con il settore giovanile e gli altri 3 in prima squadra vincendo un campionato di C2 e due anni dopo vincendo la C1. Non potendo più giocare in serie B con la Virtus sono stato “obbligato” a lasciare Siena ed andarmene a Bologna. Ho iniziato l’anno con la Pontevecchio per poi finire con un’altra squadra sempre di Bologna che si chiama Bologna Basket 2016″. 
 
Hai avuto la possibilità di giocare in nazionale… che esperienza è stata? “Guarda il sogno di giocare per la nazionale è diventato realtà l’estate scorsa(2016) ed è stata una sensazione bellissima, anche perché avevo appena vinto un campionato comunque importante e mi sentivo già molto realizzato e soddisfatto. Una volta dentro però la sensazione è diventata meno piacevole. Non ho avuto la possibilità di iscrivermi in nessuno dei referti delle partite perché ho deciso di lasciare il raduno subito dopo la preparazione in quanto ho visto che la situazione stava degenerando piano piano. Purtroppo quando lo sport è visto esclusivamente come un business non può venirne fuori niente ed è ovvio che i risultati sono scarsi. La nazionale non si merita questo e nemmeno i giocatori. Se tornassi indietro rifarei la stessa scelta che ho fatto, ma se tu mi chiedessi se volessi ancora andare in nazionale non potrei che risponderti si!”. 
 
A che punto è il basket albanese? “Come ho appena detto il basket non può essere visto come un business perché senza la passione non può campare! Ci vuole la passione per poter fare bene e la voglia di voler investire non per cercare un ritorno economico, ma semplicemente perché vuoi contribuire a formare dei giovani che potrebbero diventare conosciuti nel mondo e che potrebbero dare valore e orgoglio alla nostra nazione. Quindi, tornando alla domanda, il basket albanese non è ad un buon punto. C’è ancora da lavorare, molto, troppo. Le cose devono cambiare dall’alto. Bisogna tagliare le radici della casta altrimenti non c’è futuro. A parte una o due squadre che stanno provando a fare qualcosa giocando anche in Balkan League, il resto è inesistente. È un peccato e mi dispiace un sacco per questa situazione.” 
 
Quando hai saputo che saresti arrivato a Domodossola e cosa hai pensato guardando la cartina? “Ho saputo che sarei arrivato a Domodossola il 13 luglio ed ero felicissimo, nonostante le difficoltà per la lontananza e la distanza. Ero felicissimo perché avevo sentito parlare bene di Domo da molte persone e dal mio ex capitano della Virtus Siena (Federico Bianchi) che ha giocato qui un po’ di anni fa. Sapevo dove si trovava ma non mi faceva paura questa cosa; se ami il basket e vuoi farne la tua vita bisogna fare dei “sacrifici”, altrimenti nessuno ci obbliga a fare questo.”
 
Conoscevi già questa zona? “Non conoscevo la zona, perché non ho mai avuto la possibilità di visitarla, ma prima di iniziare gli allenamenti ho potuto fare qualche gita e l’ho trovata incantevole.”
 
Cosa ti ha spinto a scegliere la VINAVIL CIPIR? “Come dicevo mi hanno parlato molto bene del posto, della società che comunque ci prova e fa l’impossibile per venire incontro ai giocatori, di questa passione per il basket e della tifoseria molto calda. A me piacciono i posti che hanno un gran pubblico perché danno una carica enorme alla squadra in generale, ma anche a me personalmente. Mi piace proprio.” 
 
Dopo le prime settimane di allenamento che impressioni hai sulla preparazione e sulla squadra? “La squadra è forte! Ci credo tanto in questa squadra. Voglio precisare  che oltre ad essere una squadra forte stiamo diventando anche un bel gruppo di amici. C’è simpatia e c’è stato subito un certo feeling tra tutti! Sono certo che ci toglieremo delle belle soddisfazioni perché abbiamo la squadra ed il gruppo e dietro c’è uno staff preparatissimo con una società seria quindi non ci manca niente. Per quanto riguarda la preparazione non ce la faccio a dire niente sono stanco (hahahahahaha). Scherzo!  Ci stiamo allenando molto bene: il coach ci sta addosso, il preparatore pure e sono tutti contenti. Stiamo lavorando molto bene. Siamo solo un po’ carichi di gambe e un po’ stanchi, ma questa cosa pagherà e farà la differenza durante la stagione!
 
Come va la convivenza con Tancredi (Rotundo)? “La convivenza va benissimo. Tutto a posto se non fosse per il vizio di Tank di mangiarmi la marmellata di notte nonostante lui non voglia ammettere niente. Non capisco che gusto ci possa essere a mangiare la marmellata degli altri…”
 
Come ti sembra Domo? “Domo è una bella cittadina di montagna, si sta molto bene ed è una città tranquilla. Mi piace. Ah mi sono scordato del cibo buonissimo, ma vabbè sono dettagli. A me non piace mangiare…eh eh”
 
Che aspettative hai per la nuova stagione? “Le mie aspettative sono quelle di raggiungere gli obiettivi che la società ci ha messo davanti e i miei di obiettivi: quelli di crescere come persona e come giocatore anche perché è una possibilità che non capita tutti i giorni. Allenatori come Enrico che hanno voglia di fare e di insegnarti le cose fino all’ultimo secondo dell’allenamento non ce ne sono tanti in giro, quindi bisogna cogliere l’occasione.”
 
Vuoi dire qualcosa ai tifosi? “Ai tifosi dico solo di avere fiducia in noi, nonostante il gruppo sia nuovo. Le cose nuove come capita tutti i giorni non sempre ci piacciono. Noi ci teniamo tanto alla squadra e vogliamo che ci sia “qualcuno” sugli spalti che ci dia la carica…per lottare insieme a noi in tutte le battaglie ed uscirne vincitori.”
Voleva giocare a calcio Franci…adesso schiaccia a due mani, stoppa e prende rimbalzi; un fisico impressionante ed una dinamicità anomala per la vecchia concezione del pivot.
Voleva giocare a calcio, ma oggi veste la maglia del Domo… e da quello che abbiamo potuto vedere lo farà dando tutto.

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