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“MASSA” E QUELLA VOLTA CHE CI DIMENTICO’!

Nelle anticipazioni del libro che verrà non poteva mancare “Massa”… insieme a “Cina” uno dei cardini della società dagli albori fino alla sua scomparsa che ha colpito profondamente tutta la comunità sportiva della provincia.

Roberto Massarelli era un vulcano: un uomo dai mille interessi e dalle mille attività.

Di certo la Pallacanestro era una di quelle principali e per anni ha seguito meticolosamente il settore giovanile ed il minibasket facendo l’istruttore, il dirigente accompagnatore, l’arbitro, l’addetto alla riscossione delle quote d’iscrizione, il confessore.

E poi il Direttore Sportivo, il Presidente, il fondatore e fac-totum della squadra femminile, il padre premuroso, il tifoso. Mille attività fra urla sul campo o sugli spalti, sorrisi disarmanti e discussioni infinite.

E’ chiaro che tutta quella mole di attività generavano in alcuni casi dei corto-circuiti: si dimenticava le cose, a volte si confondeva.

Avrò avuto dodici, tredici anni: appuntamento al Collegio per andare con “Massa” a Premosello Chiovenda a fare la visita sportiva; con me c’era sicuramente Paolo Arnaboldi (che avrei ritrovato poi alle superiori come compagno di classe) e altri tre compagni.

Caricati sulla sua Ford station vagon arrivammo a Premosello: “Fate le visite ed aspettatemi qui, io vado a fare una commissione e poi torno a prendervi”.

Suonava più o meno così il suo saluto pochi minuti dopo l’arrivo all’ex ospedale di Premosello che ospitata il servizio di medicina sportiva.

Finemmo tutti le visite e ci ritrovammo nel vialetto alberato che conduceva al nosocomio; passarono i minuti, le mezzore e le ore e di “Massa” nessuna traccia.

All’imbrunire entrammo in una cabina telefonica per chiamare a casa: non c’erano i cellulari, ma i gettoni!

Ricordo mia mamma che mi diede al telefono le istruzioni per raggiungere la stazione; facemmo il biglietto per tutti con una colletta e tornammo a casa con il Novara-Domodossola.

Arrivammo con il buio.

“Massa” ci aveva dimenticati… il giorno dopo, all’allenamento al Collegio, la scena fu memorabile. Entrato in palestra mi guardò, si diede una manata sulla fronte ed esclamò: “porca vacca devo ripassare a prendervi!”.

Una risata chiuse la questione: perché non poteva che essere così con Roberto.

Scrivendo il libro ho scoperto che gli era capitato di dimenticare anche le figlie… per cui mi sono sentito meno vittima.

IL RICORDO DI MASSA DA “LA STAMPA” DEL 24/08/2014

Fino a ieri sera era stato impegnato a Villadossola per la preparazione del quadrangolare di calcio dedicato a Ernesto Gori in programma oggi. Il calcio, insieme al basket, alle bocce e allo sport in generale, erano le grandi passioni di Roberto Massarelli. Un malore improvviso lo ha colto appena tornato in casa. È morto così sabato sera una delle figure storiche del mondo sportivo dell’Ossola.

 Una passione sportiva «a più direzioni» quella di Massarelli. Il primo amore era stato il calcio, quando da ragazzo aveva giocato come portiere in molte squadre dell’Ossola. Poi, una trentina di anni fa, era arrivato il basket: era stato tra i fondatori del Rosmini basket, quando ancora – erano gli albori – si chiamava Ford Negri. Era stato attivo sia come dirigente, anche nel Domo basket, sia come allenatore delle squadre giovanili e del minibasket. La passione del basket l’ha trasmessa anche alla figlia maggiore Sara.

Torneo di Villadossola in memoria di “Massa”

Con lei agli inizi degli Anni Duemila aveva fatto partire l’esperienza delle Stars Novara, cogliendo anche un buon numero di promozioni. Nel 2010 il ritorno a Domodossola dove per due anni è stato alla guida della Cestistica, l’altra squadra del capoluogo ossolano, rimanendo sempre uno dei tifosi più vicini alle avventure del Domo basket.

Alcuni anni fa il ritorno al primo amore: il calcio. Prima è stato il presidente della Virtus Villa e poi l’anno scorso aveva assunto la responsabilità del settore giovanile. Accanto a questo c’erano poi le bocce. Per anni aveva militato nel Masera e poi era diventato anche arbitro.

Massarelli, da alcuni anni in pensione, era stato un insegnate di educazione tecnica: prima al Galletti di Domodossola e poi, per una ventina di anni, alle scuole medie Giovanni XXIII, dove era stato anche vicepreside […]

 

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