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“CINA”: UN SEMINATORE DELLA PALLACANESTRO

Nell’attesa di capire se il progetto editoriale di un libro sulla storia del basket Rosmini potrà mai vedere la luce, anticipiamo un estratto dedicato ad un nostro “grande”.

Lo facciamo in prossimità dell’inizio delle attività di minibasket… il “suo” habitat ideale.

Don Giuseppe Bonacina, per tutti coloro che hanno passato un po’ di anni nel Basket Rosmini semplicemente “Cina” è sicuramente l’uomo simbolo della società.

Non sono certo, ma uno dei ricordi un po’ sfuocati che ho di lui è uno di quei bastoni utilizzati normalmente per attività ginniche “istituzionali”, che nelle sue mai diveniva strumento di “robusto” incoraggiamento a svolgere gli allenamenti nel migliore dei modi.

Dosava con maestria severità ed affetto; storpiava i cognomi il buon “Cina”… questo me lo ricordo bene invece! O almeno ricordo benissimo che storpiava il mio: Romanello, Martinello, Mariniello, Marino e, quelle poche volte che lo indovinava, facevo effettivamente nel migliore dei modi quello che mi diceva di fare.

Non l’ho mai confessato (e visto che è un prete, mai verbo fu più appropriato), ma non sopportavo quelle sue storpiature… sono indeciso fra due interpretazioni: la prima mi porta a pensare che lo facesse apposta; una sorta di goliardata per far divertire i miei compagni. L’altra è che invece proprio non si ricordasse i nomi di tutti, soprattutto di coloro con i qali era meno legato.

Io ero un esterno… non frequentavo il Rosmini e non ero nemmeno uno di quelli forti, determinanti.  Ricordo che nelle mie stagioni migliori da juniores in qualche partita c’era lui in panchina: erano anni in cui giocavo in quintetto e, oggettivamente, giocavo anche bene. Con lui non ce n’era… partivo dalla panca cascasse il mondo!

Credo comunque più nella seconda interpretazioni anche perché è riuscito a storpiare di nuovo il mio cognome anche il giorno in cui lo incontrai per parlare di questo progetto “letterario”…

Senza dubbi un gran bel personaggio: un misto di affabilità ed  autorevolezza che ne facevano ora un compagno di risate, ora un inflessibile educatore.

L’ho incontrato per parlare del libro qualche anno fa… e l’ho fatto dove è facile trovarlo: appena entrati nella palestra, lato spogliatoi, nel locale subito a destra; laddove vengono custoditi attrezzi vari, cesti di palloni, pettorine e macchinari per la pulizia… il suo regno.

Stava cercando una vite proprio per sistemare la pulitrice… perché “Cina” è anche questo: allenatore, educatore, prete, meccanico, giardiniere…

Vestito come sempre con tuta da ginnastica e gillet sportivo mi ha portato nel suo studio al primo piano del collegio per darmi “tutto” il materiale del quale disponeva.

Quel “tutto” si è presto rivelato “il poco” materiale… anche se utile e prezioso come quelle foto del Basket Rosmini Ford Negri che hanno di fatto dato il via al libro.

“Il prete che quando allenava o dirigeva basket era forse il meno vicino a Dio” è la definizione che ha dato di lui “Billo” Gabutti, allenatore al Rosmini per qualche anno… non male.

Racconta così gli albori della pallacanestro in Ossola:

“Prima del Basket Rosmini esisteva un’altra società…(la Tecnigomma nda) poi nel Collegio iniziammo con i campionati studenteschi fino ad uscire dal Collegio con l’avvento della Ford Negri basket Domo.

A Domodossola veniva ad allenare Passera: io facevo da assistente e spiavo i segreti del mestiere.. poi i corsi per diventare allenatore e la storia è cominciata; ringrazio tutti i ragazzi che ho avuto perché mi hanno insegnato tanto”.

Fra quei ragazzini anche un certo Corrado Bianconi… gustoso un aneddoto sul primo ossolano a giocare e segnare in serie A ed a raggiungere le nazionali giovanili (Fortitudo Bologna): “giocammo una partita e nel primo tempo Corrado non fece nemmeno un punto; nella pausa lo alzai di peso:  alla fine fece 60 punti!”.

Bonacina ha sempre creduto nei nostri ragazzi; la sua filosofia è sintetizzabile in quello che mi disse qualche anno addietro: “dobbiamo dedicare il massimo impegno al reclutamento ed alla formazione dei nostri giovani, dando loro la possibilità di inserirsi poi in una nostra squadra senior. Meglio una serie D con i nostri giocatori che la serie C o la serie B con giocatori che arrivano da chissà dove; se dai nostri vivai emergerà qualche giocatore di categoria superiore troverà sicuramente spazio e possibilità di ulteriore crescita presso qualche altra società”.

Pippo Rabbolini, storico allenatore del Rosmini di cui abbiamo già parlato, di “Cina” dice questo: “Primo contatto con il “Don” all’età di 12 anni come insegnante di religione e responsabile delle attività sportive del Collegio; nacque un’amicizia al punto che fu lui a celebrare il mio matrimonio. Uomo rigoroso con grande cuore, richiedeva sempre massima disciplina; amava i suoi allievi e da tutti veniva rispettato per i valori che insegnava. A lui devo tanto, in qualche modo ha influenzato le mie scelte di studi ed è stato lui a spingermi ad allenare. Mi ha seguito e consigliato nei primi anni della mia storia di allenatore, mi ha aiutato nel capire i miei amici “giocatori”. Grande maestro e amico.”

“U.S. Basket Rosmini uguale Don Bonacina – esordisce così Ennio Leonardi parlando di Cina -: un binomio inscindibile; allenatore, arbitro di quelli di una volta (al torneo “Ambreuse” qualche giocatore “professionista” si è anche sorpreso delle sue decisioni), factotum, presidente ad honorem, eterno consigliere. Il faro per chi vuole approdare al Basket Rosmini”.

“Se dovessi definire con due parole don Bonacina, direi che egli era, come lo è tuttora, un seminatore di pallacanestro” ed è una definizione bellissima.

LA PREMIAZIONE DI “CINA”: UN GRAN BEL MOMENTO.

E’ appena terminato il concerto dell’orchestra Giovani Musicisti Ossolani diretta dal maestro Lanza; si è chiuso il sipario e dietro in pochissimi minuti vanno portati via strumenti, leggii e sedie e va ricostruita la meravigliosa scenografia ideata da Giorgio Graffietti per la spettacolare presentazione della VINAVIL CIPIR Basket Domo, pronta alla sua prima serie B, stagione 2016/2017.

E’ il 16 Settembre 2016 e stiamo lavorando alla presentazione da mesi… vogliamo fare bella figura, vogliamo “spaccare”.

Fra le tante cose pensate, compreso un cartonato del capitano Matteo Maestrone operato al ginocchio proprio in quel pomeriggio in seguito all’infortunio rimediato nella memorabile gara 5 del campionato trionfale della stagione precedente, è previsto un appuntamento al quale la società tiene moltissimo: un riconoscimento a Don Giuseppe Bonacina, l’uomo simbolo del Basket Rosmini per decenni, colui che ha rappresentato il filo conduttore che ha legato la storia della società… dai pionieri ai semiprofessionisti.

Nel pomeriggio mando un messaggio a Silvano Zanola, ex giocatore, medico di successo ed oggi Responsabile del settore minibasket: a lui spetta il compito arduo di portare “Cina” al Teatro La Fabbrica di Domodossola.

A lui e solo a lui perché negli anni “Cina” ha manifestato senza peli sulla lingua la sua allergia a molti dirigenti del Basket Rosmini; oggi il cuscinetto fra il “don” terribile e la società è proprio Silvano…. “Cina c’è???” è il testo del mio messaggio; la risposta porta sollievo e preoccupazione “dovrebbe esserci, ma deve rientrare per le 22.30 in Collegio”.

Già.. perché Don Giuseppe Bonacina è uno degli ultimi rosminiani a prendersi cura del Collegio; sono rimasti in due nel settembre 2016.

Dobbiamo fare tutto entro le 22.30 altrimenti rischio di perdere “Cina”.

Salgo sul palco un po’ teso…saranno le quasi 600 persone in platea, con lo stato maggiore della VINAVIL, nuovo e prestigioso main sponsor, sarà che abbiamo pensato una presentazione da serie A e tutto deve girare per il verso giusto, sarà che “Cina” è un tipo “pericoloso” e non si sa mai dove si può andare a finire.

Ma “the show must go on” e quindi apro le danze.

Chiamo sul palco il Presidente Antonio Pirazzi: ha in mano una targa che cita “Don Giuseppe Bonacina: una vita dedicata all’educazione ed alla pallacanestro; uomo simbolo del Basket Rosmini insegna da anni ai nostri ragazzi a voler vincere ed a saper perdere. Con affetto e riconoscenza”.

E’ un testo partorito a fatica qualche giorno prima in una telefonata fra me e il Presidente… a fatica perche Bonacina è un personaggio particolare, difficile da inquadrare, bizzoso.

Un uomo meraviglioso, rimasto nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, ma spigoloso, umorale, spesso polemico; soprattutto da quando il nuovo corso della società ha portato a parlare più di “Basket Domo” che non di “Basket Rosmini”, da quando la prima squadra ha assorbito risorse umane ed economiche in alcuni casi, negli anni di vacche magre, a scapito del settore giovanile… il “suo” settore giovanile.

E’ arrivato il momento: chiamo “Cina” e lui aspetta un po’ ad alzarsi dalla sedia…. Non vedo arrivare nessuno, in sala è buio, mi prende il panico di chi sa che la sua assenza sarebbe una colossale figura di merda ed aprirebbe una frattura difficilmente ricomponibile.

Qualche secondo in cui continuo a gridare al microfono “Cina! Dove sei! Vieni qui!” e finalmente lo vedo avvicinarsi al palco: tuta del Basket Rosmini, di quelle vecchie.

Sale sorridente e lo scopro subito un po’ commosso: è andata.

Saluta il Presidente a microfono spento non risparmiando una sua classica frecciata “finalmente ho l’onore di conoscerla” e poi mi saluta con lo sguardo di chi non sa se darmi una bastonata (come peraltro è capitato più volte ai tempi del settore giovanile in cui lui era mio istruttore) o un abbraccio: opta per la seconda soluzione con felicità credo reciproca.

Sale sul palco e da consumato attore prende subito il microfono e comincia a parlare degli esordi (“veniva Passera ad allenare al Rosmini e siccome amo lo sport iniziai a seguirlo, ad imparare, a fargli da assistente”) del suo rapporto con i “suoi” ragazzi.

Li ringrazia per quello che gli hanno regalato in questi 50 anni di pallacanestro… senza sapere che dentro tutti i presenti è venuto spontaneo un “grazie a te, Cina”.

Un grazie come quello che qualche mese prima avevamo pubblicato sulla pagina facebook:

GRAZIE “CINA”.

Lui è don Bonacina, “Cina” per tutti noi.
Si potrebbero dire tante parole su di lui, ma la sintesi che in questa pagina calza a pennello non può che essere questa:
Cina è la storia del basket a Domodossola.
Vive al Collegio Rosmini ed è presenza costante dagli anni Settanta ad oggi.
Ha passato tutte le stagioni con il pallone in mano ed il fischietto alla bocca… Quelle dei campionati pionieristici della Tecnigomma e della Ford Negri.
Ha portato la pallacanestro in Ossola, ha cresciuto tutti noi e continua ad insegnare pallacanestro e vita nella gloriosa palestra del Collegio.
Quella palestra che fino a qualche anno addietro aveva il fondo in gomma nera.
Lo potete trovare lì, o nei campi da tennis…a fare manutenzioni o a giocare con i bambini.
Uomo di grande cultura e di instancabile fede, apparentemente burbero, è entrato nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo.
A volte brontolone, spesso polemico, ha il basket nel sangue e tiene al Basket Rosmini come nessuno.
Ci sarà anche quest’anno, istruttore di minibasket, a far crescere la passione dei bimbi che vorranno iniziare la meravigliosa avventura dello sport di squadra.
Insegna da sempre i valori dello sport, del rispetto dell’avversario e del gruppo.
A lui va il nostro grazie.
Per lui stiamo preparando qualcosa che suoni più o meno così: ti vogliamo bene.

Più di 12.000 visualizzazioni, record fino ad allora per la pagina, centinaia di “mi piace” e di commenti… questo è il risultato dei 50 anni di pallacanestro di “Cina”: un affetto ed una stima smisurati.

Siede con merito nella hall of fame del basket Rosmini… e speriamo lo faccia ancora per tanto tempo.

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