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LA MALEDIZIONE DEL DOMO… STORIE DI TRAGUARDI E DI SOGNI INFRANTI.

Stagione 1991/1992: dopo anni di sconfitte che avevano marchiato a fuoco Domodossola come “l’eterna seconda” (negli anni avevano vinto in finale contro Domodossola praticamente tutti, da Oleggio a Verbania, da Borgomanero a Invorio) arriva l’agognata promozione in serie D.

La prima storica stagione di serie D vede in panchina, come già scritto, Emilio Gabutti dopo “il tradimento” dei vecchi che avevano di fatto tagliato lo storico coach Pippo Rabbolini ed alla Presidenza il signor Prada di Bognanco.

La società fa le cose in grande, almeno all’apparenza, attingendo parecchio anche alla “scuderia Gabutti”.

Arrivano i play Fumagalli e Picarelli, la guardia Facchini, le ali Monti e Tognini, il lungo Bonato e, a stagione in corso, Titti Tonsi da Verbania.

Tonsi era certamente il più blasonato giocatore della provincia: ottima visione di gioco, si prendeva un sacco di responsabilità ed era un grandissimo tiratore. Il suo arrivo a stagione iniziata aveva sicuramente rinforzato la squadra, ma aveva anche compromesso definitivamente qualche equilibrio che si era creato, ad esempio con Fumagalli play titolare.

Picarelli era un tiratore implacabile; “uno dei più precisi che abbia mai visto. Ma solo in allenamento! in partita faticava a prendersi responsabilità anche per la presenza di numerosi terminali offensivi. Se ha provato dieci tiri in un anno è dir tanto” ricorda Davide Drutto..  oggi è apprezzato componente dello staff tecnico della Sangiorgese in serie B.

Facchini era un vero e proprio crack! uno così non si era mai visto a Domodossola, veramente di un altro livello. Grandissimo atleta con belle mani anche da tre; è presto mancato alla squadra a causa del grave infortunio che gli procurò frattura di tibia e perone.

Fumagalli era fortissimo ed aveva un’energia inesauribile; discreto in attacco, spingeva sempre a tutta e difendeva come un pazzo… era lui il play titolare e stava crescendo veramente bene. Poi con l’arrivo di Tonsi a stagione iniziata è rimasto condizionato ed ha iniziato ad avere meno minuti… e forse ha visto il nuovo acquisto come una mancanza di fiducia nei suoi confronti. Morale: è calato nel rendimento, ma è stato comunque una delle poche note positive di quella stagione e lo dimostra il fatto che poi la sua carriera sia proseguita alla grande in campionati di livello ben superiore.

Tognini non sembrava male: giovane, grosso e atletico, ma dopo tre/quattro partite è andato a militare e non l’abbiamo più visto.

Bonato: un lungagnone tagliato a stagione in corso per scarso rendimento.

Monti era un buon tiratore ed un buon difensore ed anche un bravo ragazzo.

Tutti i nuovi arrivati percepivano un rimborso spese, novità assoluta a Domodossola.

La cosa non tardò a divenre oggetto di discussione al punto che i “senatori” della squadra, i Domesi, iniziarono un braccio di ferro con la società.

In particolare -narrano le cronache – Pisenti, Rogora, Scarlatti e Drutto si misero di traverso: <<Ci avevano accantonati malamente visto che erano arrivati i nuovi “fenomeni” a cui davano anche dei rimborsi spese, cosa inedita per il Rosmini dove si era sempre giocato gratis, se non addirittura rimettendoci di tasca per le trasferte ed i pasti – racconta un giocatore domese di quell’anno –. Anche per ragioni di principio, ma incattiviti il giusto perché ci consideravano merce di scarto, siamo andati a reclamare i nostri rimborsi spese dicendo che quell’anno, visto l’andazzo che avevano preso, o ci pagavano come gli “strangers” o non si giocava>>.

La minaccia di non scendere in campo portò la società a cedere: <<Alla fine ci hanno accontentato, rimanendo però convinti che avessimo tradito>>.

Una stagione finita male che si sarebbe rivelata fallimentare dal punto di vista sportivo ed ancor più negativa sotto il profilo societario.

Fu un anno sbagliato… negli anni successivi il Rosmini arrivò anche a non iscrivere una squadra senior al campionato. Un declino interrotto dall’arrivo alla presidenza di Ennio Leonardi.

Una costante negli anni per Domodossola: una sorta di maledizione che, al raggiungimento del sogno, ha visto la società domese, almeno sino ad oggi, risvegliarsi con le ossa rotte.

La prima serie D finita in questo modo; la prima C1, qualche anno dopo, chiusa con una retrocessione e con una squadra fatta per gran parte da under dopo aver tagliato tutti i nuovi arrivi per mancanza di sponsor e poi  la prima serie B, ed è storia dell’anno scorso, chiusa con la retrocessione diretta e gli strascichi noti ai più.

“La maledizione del Domo”: spiccare il volo e ritrovarsi subito a terra.

Tutta esperienza … direbbe qualcuno.

Ma speriamo di averne fatta abbastanza!

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