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PIOVONO VOTI PER IL PLAYMAKER DELQUINTETTO IDEALE DEI PRIMI 40 ANNI!

Continuano ad arrivare voti per il quintetto ideale dei primi 40 anni di stroia moderna del Basket Rosmini… andremo a snocciolare un po’ di nomi, ruolo per ruolo… tanto per capire che aria tira!

Cominciamo dal playmaker:

Il playmaker, detto in inglese point guard, in italiano abbreviato talvolta in play, negli schemi indicato con il numero 1, è uno dei ruoli standard della pallacanestro.

Normalmente si tratta del giocatore con il miglior trattamento di palla. Essenzialmente il playmaker ha il compito di guidare la fase offensiva della squadra, portando avanti il pallone e controllandolo, assicurandosi di far partire l’attacco e lo schema al momento giusto. In genere infatti è colui che è in possesso della palla per la maggior parte del tempo.

Per ora sono tre i play del Domo a giocarsi la leadership: Simone Cerutti, Fabrizio Foti e Silvano Mariola.

I primi due sono storia recentissima: hanno giocato sino alla scorsa stagione e poi, in seguito alla rivoluzione estiva, si sono accasati uno alla Cestistica Domodossola e uno a Pizzighettone.

Simone è cresciuto nelle giovanili del Domo per poi approdare alla prima squadra: stagione 2003/2004, quella della corazzata di Lazzarini per intenderci.

Simone entra in campo appena quindicenne e uno dei suoi primi palloni giocati lo presentano al grande pubblico: fa un numero incredibile per uscire da un raddoppio lasciando  gli spalti ammutoliti; inizia così la sua avventura.

Domese, classe 1988, può giocare play o guardia indifferentemente; buon tiro, grande velocità, ordinato e capace di interpretare perfettamente gli schemi: è da sempre un pupillo di tutti gli allenatori che si sono succeduti sulle panchine del Domo guadagnandosi ogni stagione un ruolo importante.

All’età di 18 anni chiede di poter lasciare Domo per rispondere alla chiamata di Castelletto, che militava in serie A2: Simone ci andrà in doppio tesseramento con Arona che in quella stagione milita in serie C1. L’anno dopo è nel Basket Draghi Novara che nella stagione 2007-2008 partecipa al campionato di LegAdue, sponsorizzato dall’Ignis.

Rientra a Domodossola nel 2011 ed è fra i protagonisti della promozione in serie B.

Fabrizio Foti è stato il “top player” del Domo per molti anni: arrivato  nella stagione 2009/2010, fortemente voluto dal nuovo coach Enrico Montefusco, ha dovuto innanzitutto smentire coloro che storcevano il naso di fronte ad un “piccoletto” (è alto 174 cm, dato fornito dalla Federazione, ma qualcuno sostiene che sia un dato totalmente falso) che non pareva proprio  uno in grado di fare la differenza.

Non ci ha messo molto a far ricredere tutti: Fabrizio Foti è un giocatore dall’intelligenza cestistica rara, dal tiro micidiale, soprattutto dalla linea dei tre punti, rapido ed in grado di leggere le partite e di far girare la squadra come pochi. Classe 1988, è a mio avviso uno dei più forti giocatori mai visti a Domo ed il migliore nel suo ruolo.

Silvano Mariola è il play storico del Rosmini: anni ed anni a guidare la squadra inm promozione fino all’agognata vittoria del campionato che portò i ragazzi allenati da Pippo Rabbolini alla serie D:

Mariola era un computer; un play vecchia maniera che si ispirava ad Aldo Ossola, grande interprete nel ruolo di play maker che militava nell’ Ignis Varese degli anni 70. Giocatore poco spettacolare, ma di tanta sostanza era dotato di grande senso tattico e riusciva a mettere i compagni in ritmo per facilitarne le conclusioni. “Secondo il mio giudizio il migliore giocatore delle “minor” per affrontare le difese schierate a zona. Uomo vero, si discuteva spesso di tattiche di gioco… erano “costruttive discussioni” che portavano alla fine ad un compromesso accettato da entrambi e soprattutto accettato dalla squadra.” ha ricordato proprio Pippo Rabbolini.

A rincorrere il terzetto una sorpresa: Max Boiardi, play-guardia che per anni ha giocato nel Rosmini per poi chiudere la lunghissima carriera sportiva nella Cestistica, da capitano.

Veloce, aggressivo e con un tiro da tre di tutto rispetto Massimiliano è oggi imprenditore di successo.

E fra quelli più ricordati anche Maxi Moreno: play italo argentino nella squadra che con coach Lazzarini ha conquistato la prima storica serie C1; arrivato a Domo con i connazionali Cuadrelli (poi a Reggio Calabria in serie A) e Flaquer (fermo tutta la stagione per problemi di tesseramento): Moreno era play fantasioso, agonisticamente cattivo, caliente.

Gegio Lorenzini e Titti Tonsi sono i più votati dopo Mariola e Boiardi fra i giocatori della “vecchia scuola”, mentre per le stagioni più recenti Senesi (bizzoso play arrivato nel 2007 a sostituire Cerutti, volato in A2), Penny Hidalgo, uno dei protagonisti della prima storica stagione di serie B, Fumagalli (play della prima serie D, portato a Domo da Billo Gabutti) e Marco Bassi (play/guardia per tantissime stagioni in prima squadra pèrima e allenatore del Rosmini poi) sono i nomi più gettonati ad inseguire il trio in fuga.

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