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GIANLUCA, AMBREUSE, CICCIO E SPADA: PER NON DIMENTICARE.

Nei quarant’anni di storia che stiamo raccontando ci sono stati anche momenti brutti: qualcuno direbbe “talmente brutti da sembrare cattivi”.

Sono i momenti in cui qualcuno se ne va… abbiamo già raccontato della scomparsa di Roberto Massarelli, uomo fondamentale nella storia del sodalizio, ma vorrei parlare di ragazzi giovani portati via improvvisamente, nel pieno della loro vita.

Storie tristi, drammatiche, di quelle che tolgono il fiato… ma un ricordo indelebile nel cuore di molti che merita di rimanere indelebile anche in questo piccolo e modesto tributo.

Marco Iaria in primo piano, Comaita sullo sfondo

Gianluca Comaita l’ho definito “il ragazzo con il k-way”… di lui mi hanno parlato in tanti: Marco Iaria, suo amico fraterno, Davide Drutto, suo ex compagno e Pippo Rabbolini, suo ex allenatore per citarne alcuni.

Un talento ed un ragazzo brillante: una passione per la pallacanestro totale che lo portava al campetto sotto la pioggia, da solo e con il suo k-way appunto. Se ne è andato giovanissimo per un brutto male che ha iniziato a farsi sentire durante una delle snervanti preparazioni pre campionato di Pippo al Collegio: tutti pensavano fosse la solita scusa per non allenarsi ed invece….

Premiazione di un Torneo Ambreuse dedicato ad Alberto alla presenza della famiglia

Alberto Ambroso, “Ambreuse”, era un amico… mio, di tanti, di tutti: perché Alberto amava la vita e la compagnia, amava stare con gli amici come in campo, amava la pallacanestro e la sua città: scomparso in seguito ad un incidente automobilistico.

Eravamo entrambi all’Università: ricordo che una sera tornai a Domodossola (vivevo a Milano a quesi tempi) ed uscendo dalla stazione andai direttamente da mio parrucchiere di fiducia, non molto distante, a tagliare i capelli.

Mentre le forbici facevano il loro lavoro, chiacchierando, mi disse: “hai saputo dell’incidente? È morto un ragazzo di Domo… il figlio del dentista Ambroso, il più giovane…” ho un vuoto mentale su cosa sia successo per qualche ora successiva a quella notizia… so che me ne sono andato senza che finisse, forse senza pagare, sicuramente in lacrime.

Alberto se ne era andato.

Francesco D’Alberti, “Ciccio”, è un altro ragazzo del Domo scomparso troppo presto… lui le scarpette le aveva già appese al chiodo da un po’… se ne è andato per un incidente assurdo in montagna.. una caduta fatale.

Con Ciccio ho giocato centinaia di volte… aveva i polpacci più grossi del Piemonte ed un sorriso che contagiava: grande tiratore, grande atleta, grande uomo.

E poi c’è Alessio Spadazzi: il ricordo più fresco che fa ancora male… scomparso l’estate scorsa con la sua jeep finita fuori strada nell’alta Valle Bognanco.. lui e la sua ragazza, Camilla.

Avevano 18 anni cazzo… lui giocava nella Cestistica dopo aver fatto tutto il settore giovanile del Rosmini;

 

Matteo Nagini in lacrime con in mano il trofeo come miglior giocatore del memorial dedicato ai due ragazzi è l’immagine più nitida che ho di quei giorni così surreali.

Gianluca, Alberto, Ciccio e Alessio se la staranno giocando lassù… e magari in panchina sentono ancora gli urli di Massa.

Ciao ragazzi.

1 Risposta

  1. Alex Rogora

    Bravo Michele,
    Stasera mi sono emozionato non poco leggendo il tuo articolo. Alla mia “ tenera “ eta’ posso parlare solo di Gianluca con il quale ho condiviso i campionati giovanili fintanto ha giocato. Un vero play fantasioso, alto per il suo ruolo e funambolico nel gestire le partite. Il ricordo suo è il ricordo di un gruppo fantastico capitanato da Pippo Rabbolini.
    Non posso dimenticare anche la simpatia e il sorriso di Ambroso che, negli spogliatoi, nel cambio fra un allenamento e un altro, ci si trovava e emanava simpatia e allegria.

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