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CARLO MAESTRONE: IL DOC

Carlo Maestrone è un medico di altissimo livello: direttore responsabile del reparto di Anestesia e Rianimazione presso l’ASL del Verbano Cusio Ossola è uno che si trova a contattto spesso con situazioni disperate.

Per fare quel lavoro lì si deve essere fuoriclasse: si devono avere nervi saldi e preparazione, dedizione e disponibilità.

Quel modo di essere il “doc”, così lo chiamiamo quasi tutti nell’ambito cestistico, l’ha portato anche nella famiglia del Basket Rosmini.

Si è avvicinato come tanti alla pallacanestro: seguendo il figlio, quel Matteo che è cresciuto nelle giovanili sino a diventare il capitano della prima squadra che ha conquistato la serie B.

Era un pallavolista (ha giocato a Bergamo e Vigevano in serie C) e come tutti i padri ha avviato il figlio Matteo, all’età di nove anni, alla pratica del “suo” sport: “dopo circa un anno che lo vedevo giocare gli confessai che la pallavolo non faceva per lui” dice sorridendo il buon Carlo.

E’ qui che, come in molte occasioni, interviene il compianto Roberto Massarelli: “Ma perché non lo porti a giocare a pallacanestro?” e da lì è cominciata una lunga storia che dura ancora oggi.

Carlo è un uomo saggio e lo è diventato ancora di più dopo essere passato “dall’altra parte della barricata”: un infarto fortunatamente riconosciuto con tempismo e grazie alla sua esperienza che lo ha tenuto lontano per un po’ dalla palestra.

E’ il medico della società da anni e per anni è stato l’unico riferimento per tutti i giocatori e, spesso, anche per i dirigenti; fortunatamente è oggi affiancato da Silvano Zanola che lo ha alleggerito un po’ da un impegno non banale.

Carlo è un uomo mite, ma quando si arrabbia diventa categorico: non lo si deve toccare nel suo campo (ci mancherebbe) e non lo si deve bypassare per le questioni mediche… in quei casi diventa una belva rivendicando il suo ruolo.

Con il passare degli anni è entrato nel Consiglio Direttivo della società e c’è tuttora essendo tra l’altro uno di quelli che ha prestato garanzie proprie per accendere una fideiussione bancaria che alcune stagioni addietro ha garantito la sopravvivenza del sodalizio di cui oggi festeggiamo i quarant’anni.

Eh già… senza Carlo e senza gli altri che hanno voluto garantire per la società oggi non staremmo festeggiando nulla: un altro tassello che si aggiunge al mosaico di cose fatte da Carlo Maestrone per l’U.S.D. Basket Rosmini.

Negli anni ha cercato sponsor, ha ottenuto sconti, ha sostenuto numerosi ragazzi non soltanto dal punto di vista medico, ma in alcuni casi anche psicologico.

E’ stato a volte confidente e amico dei giocatori ed altre volte è stato duro e severo contribuendo spesso a risolvere situazioni pericolose… fra di noi c’è un rapporto che penso sia di stima reciproca e di amicizia.

Di lui ho sempre apprezzato il distacco con cui ha affrontato le questioni sportive che interessavano anche il figlio: mai una richiesta di trattamenti di favore o “interessata”… “se volete sapere cosa ne pensa Matteo Maestrone chiedetelo a Matteo Maestrone” è una frase che mi è rimasta impressa; il doc l’ha enunciata all’inizio della stagione 2017/2018, quella della rivoluzione, in cui la società aveva deciso di cambiare quasi totalmente la rosa della prima squadra.

Fra i confermati c’era il capitano, Teo Maestrone… poi le cose sono andate come sappiamo, ma Carlo ha gestito da signore tutta la situazione.

Un altro momento mi rimane nella testa e nel cuore: alla presentazione della squadra all’inizio della stagione 2016/2017, la prima storica serie B del Domo, Matteo è assente in quanto operato al ginocchio infortunato proprio nella gara 5 vittoriosa con Alba nella finale play off della stagione precedente; crociato rotto ed intervento di ricostruzione a poche ore dall’inizio della memorabile serata alla Fabbrica di Villadossola.

Carlo arriva al teatro e gli faccio vedere il cartonato di Matteo in dimensioni reali fatto realizzare per l’occasione… “perché il capitano non può mancare” gli dico; ho visto gli occhi ludici dalla commozione ed ho sentito a pelle riconoscenza vera.

Piccole cose che fanno di Carlo un grande uomo.

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