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SILVANO MARIOLA: IL COMPUTER

La foto in evidenza è uno dei pochi ricordi di una esperienza che dal punto di vista sportivo è da dimenticare, ma sotto il profilo umano ha dato tanto a tutti i protagonisti: si tratta di un campionato CSI affrontato da una nuova società che si era formata a Villadossola grazie all’impegno dei signori Morandini e Marian su tutti.

Marinello, Tikulin, Manoni, Zamboni, Amico, Perazzi e Marian in piedi, Buarotti, Pagliano, Bonacci, Morandini e Spadone accasciati. In panchina un certo Silvano Mariola.

“Mariola era un computer; un play vecchia maniera che si ispirava ad Aldo Ossola, grande interprete nel ruolo di play maker che militava nell’ Ignis Varese degli anni 70. Giocatore poco spettacolare, ma di tanta sostanza era dotato di grande senso tattico e riusciva a mettere i compagni in ritmo per facilitarne le conclusioni”.

E’ questo il ritratto di Pippo Rabbolini sul play che ha imperversato per oltre un decennio fra le fila del Rosmini: Silvano Mariola “Sivo” era uno dei senatori, uno dei leader di quella promozione che per anni ha lottato sui campi del Piemonte con un roster fatto di ottimi giocatori e uomini duri.

Rapido e intelligente, Mariola per anni non ha avuto rivali nel ruolo: ricordo che nelle giovanili si scherzava con i compagni che ricoprivano quel ruolo perché un eventuale approdo alla prima squadra avrebbe rappresentato tanta panchina: “vai in prima squadra a guardare Mariola che palleggia” era una delle battute ai convocati di turno.

Uno dei più grandi interpreti del ruolo che il Rosmini abbia mai avuto… dopo di lui per molti anni è mancato un faro di quello spessore.

“Secondo il mio giudizio il migliore giocatore delle “minor” per affrontare le difese schierate a zona. Uomo vero, si discuteva spesso di tattiche di gioco… erano “costruttive discussioni” che portavano alla fine ad un compromesso accettato da entrambi e soprattutto accettato dalla squadra” prosegue Rabbolini nel dipingere Silvano.

Già.. perchè Silvano Mariola aveva la stoffa dell’allenatore e per un breve periodo ha assaporato l’esperienza in panchina: nelle giovanili del Rosmini prima e nell’avventura del CSI a Villadossola di cui sopra che mi ha visto fra i protagonisti.

Era un allenatore serio e meticoloso: dava grande importanza all’ordine ed agli schemi, proprio come quando giocava.

Sapeva dosare autorità e leggerezza forse perché con il “materiale umano” che aveva a disposizione era dura chiedere di più.

“Io ero uno di quelli che giocavano all’oratorio, insieme a Mariola e Pisu, più giovani di me: un giorno l’amico Moreno Nicoloso, che al Rosmini faceva il liceo, mi riferì che stavano cercando ragazzi per allestire alcune formazioni giovanili… ci andai ed iniziò lì la mia storia con il Basket Rosmini”

Di lì a poco l’avrebbero seguito proprio Silvano Mariola, Pisenti e tanti altri: il collegio iniziava ad aprirsi al “mondo esterno” dopo anni in cui la pallacanestro organizzata era stata esclusiva dei convittori, i cosiddetti “interni” e degli studenti della prestigiosa scuola.

E’ questo uno dei ricordi di Frank Fantoni; iniziava proprio allora la storia di una squadra che ha lasciato il segno in cui Mariola, Pisenti e Fantoni hanno svolto un ruolo di “formazione” dei tanti ragazzi che si sono affacciati alla prima squadra.

Il trio sarebbe stato definito “dei senatori” per molti anni… e che senatori!

Non avrebbero sfigurato nemmeno oggi, al “primo giorno di scuola” del Parlamento romano.

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