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ADESSO E’ VERAMENTE FINALE: GRAZIE RAGAZZI!

Facciamo un passo indietro… la sconfitta a tavolino per 20 a 0 giunta come un fulmine a ciel sereno nel pomeriggio di giovedì è stata una mazzata che poteva destabilizzare squadra e ambiente.

Abbiamo parlato di “errore formale” ed abbiamo preferito tacere in quei frangenti passando inevitabilmente per idioti… ma passare per idioti non è mai bello ed oggi vogliamo solo chiarire cosa sia successo ed esprimere, molto pacatamente, le nostre convinzioni.

La pietra dello scandalo è rappresentata dall’inserimento in “lista R” (la lista ufficiale di fara) di un dirigente nella posizione di “secondo assistente-addetto alle statistiche”: inserimento in lista condiviso con gli ufficiali di campo prima dell’inizio di gara 2 a Torino.

Inserimento scaturito da una evidente contraddizione fra il Regolamento Esecutivo della FIP, che all’art. 42 così cita:

Art.42 – Assistente allenatore e addetto alle statistiche nei Campionati regionali (del. n. 378 CF 12/03/11-del. n.466 CF 11/06/11–del. n.262 CF 16-17/12/2011)
1.Nei Campionati Regionali è possibile iscrivere a referto un assistente allenatore e un addetto alle statistiche con funzioni di rilevamento dati tecnici, per collaborare con il capo allenatore
durante la gara. Per poter iscrivere a referto un assistente allenatore, è obbligatorio che sia contestualmente iscritto a referto e fisicamente presente un capo allenatore in possesso della
prescritta qualifica federale e della tessera gara.Per poter iscrivere a referto un addetto alle statistiche, è obbligatorio che sia contestualmente iscritto a referto e fisicamente presente un capo allenatore ed un assistente allenatore in possesso della prescritta qualifica federale e della tessera gara.
Possono assolvere la funzione di addetto alle statistiche i tesserati della Società a qualsiasi titolo.

e le DOA (Disposizioni Oragnizzative Annuali) che prevedono invece che il secondo assistente sia in possesso di tessera CNA (Allenatore).
A fronte di una evidente discrepanza di contenuti fra i due documenti la società, nella giornata di venerdì, ha presentato formale ricorso alla giustizia sportiva; ricorso illustrato nel pomeriggio di sabato a Torino e respinto poche ore dopo con motivazioni che lasciano il sapore amaro della beffa: confermato il 20 a 0 a tavolino di gara 2… una sanzione che riteniamo ancor oggi spropositata in riferimento all’errore indotto da una norma non così lineare.
L’errone non ha infatti portato nessun vantaggio sportivo a favore della VINAVIL CIPIR Domodossola.
Per cui idioti si, ma con ampie attenuanti.
Detto questo passiamo al campo: non esistono partite facili nei play off, soprattutto se sono da “dentro o fuori”; scendere sul parquet dopo una vicenda simile nascondeva mille insidie.
Se a questo aggiungiamo il virus gastro-intestinale che ha portato Antonietti in ospedale venerdì e che ha visto coinvolti Serroni e Tommei proprio nel giorno della gara, le premesse non erano certo delle migliori.
Vero è che il CUS si è presentato a Domo rimaneggiato, ma non aveva nulla da perdere, perchè il campo i verdetti li aveva già dati: e giocare “leggeri” è sempre un elemento importante quando la palla inizia a bruciare.
La vittoria di gara 3 di ieri, la quinta stagionale contro il CUS Torino, è pertanto impresa sportiva che merita sottolineatura: sia per quanto fatto in campo che per quanto visto sugli spalti; un bel tifo che ha usato l’ironia, con quel “Volete giocarne un’altra?” indirizzato loro malgrado ai ragazzi del CUS, ma nella realtà rivolto a tutti gli attori di questa brutta pagina di burocrazia sportiva.
In campo la tensione si è sciolta dopo pochi minuti grazie a chi ha trascinato la squadra fino a qui dentro e fuori dal campo: capitan Serroni ha suonato la carica nel momento in cui era necessario sbloccare la gara da una china che aveva visto una serie di errori sotto canestro frutto dello stress accumulato negli ultimi giorni.
Quel capitano che dal primo minuto dopo la sconfitta a tavolino ha preso per mano la squadra e l’ha portata ad essere una corazzata in campo.
Con lui coach Fabbri ed il suo staff… nessuno ha vacillato, a parte chi sta scrivendo.
Non tutti i mali vengono per nuocere: la vicenda ha ricompattatto l’ambiente, ha svegliato l’amore per la maglia, ha confermato che i valori di questa squadra non sono soltanto sportivi;
Tornando al campo vanno sottolineate le prove di tutti: da Patrick Avanzini (12 punti e 16 rimbalzi, di cui 7 in attacco), sempre più decisivo in questa seconda parte di stagione ad Andrea Tommei che nonostante la nausea ha sfoderato un 3/5 da tre che ha respinto tutti i tentativi di rientrare in partita del CUS, da Federico Antonietti (13 punti con il 72% dal campo e 8 rimbalzi) a Franci Zeneli (top scorer con 20 punti e 9 rimbalzi), da Tancredi Rotundo (ancora “re” degli assist -8- ed autore di 8 punti) a Borko Kuvekalovic (solo 3 punti, ma una difesa attenta ed una presenza di qualità), da Federico Fornara (il ragazzo ha i numeri e in questi play off sta facendo cose importanti) a Matteo Nagini (6.24 minuti in campo per “Nagio”), da Luca Marcellino a Paolino Bellia, entrati nel finale a timbrare un altro cartellino stagionale.
Il +28 finale parla da solo: a tutti i ragazzi ed allo staff tecnico i complimenti della società ed il ringraziamento che sappiamo essere anche quello di coloro che ieri hanno avuto l’occasione di vedere l’ennesima partita di alto livello al PalaRaccagni.
Chiusa la parentesi CUS adesso testa e cuore vanno verso la finale: per la seconda volta nella storia del Basket Rosmini si raggiunge questo prestigioso traguardo.
Domenica 27 alle 18.00  e mercoledì 30 alle 20.30 i primi due match della serie finale contro la ABET BRA: poi si andrà a casa loro per gara 3 e gara 4 con eventuale match decisivo in casa.
ORA SI GIOCA PER LA STORIA: GRAZIE RAGAZZI!

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