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COACH VALLI: LA SALVEZZA? CON CORAGGIO E CATTIVERIA AGONISTICA POSSIAMO FARCELA.

Alessandro Valli è arrivato a Domodossola nel suo stile… in punta di piedi.

Due lauree e una passione calcistica anomala per il Bayern Monaco (“impressionante la loro organizzazione e la loro capacità di valorizzare i giovani talenti”, racconta Alessandro); cinque anni brillanti a Senigallia e tanto lavoro nelle giovanili dove ha raccolto tantissimi successi.

Pacato, sorridente e disponibile è giunto in Ossola consapevole di una eredità pesante: la VINAVIL CIPIR reduce da una cavalcata trionfale ha lasciato infatti nei tifosi il sapore buono della vittoria… ma quest’anno la musica sarà inevitabilmente diversa.

Gruppo nuovo, metodi nuovi, approcci nuovi e, soprattutto, un campionato nuovo che vede quest’anno un obiettivo diametralmente opposto rispetto alla stagione passata: se all’inizio dell’estate scorsa il fine dichiarato era la vittoria (e quante critiche all’inizio per un annuncio che pareva troppo spavaldo), quest’anno l’obiettivo è la salvezza.

A pochi giorni dall’inizio del Campionato (domenica 7 ottobre, ore 18.00, in casa contro Oleggio) ed in occasione del suo compleanno abbiamo fatto una chiacchierata con il coach.

Innanzitutto come ti trovi a Domodossola? Il salto da Senigallia a qui è evidente….

“A Domo mi trovo bene: è una città piccola, ma molto carina e caratteristica; le montagne mi sono sempre piaciute molto.. diciamo che mi rilassano… certo il salto da Senigallia è enorme! Senigallia è una città molto carina dove si vive molto bene, c’è il mare, ma soprattutto a Senigallia ci sono i miei affetti e lasciarli è stato veramente molto molto difficile..per fortuna ogni 10 giorni circa li rivedo e verranno a trovarmi.”

Conoscevi già questa terra?

“Non conoscevo niente di questa terra e devo però dire che è stata una piacevolissima sorpresa scoprirla.”

E’ passato poco più di un mese dall’inizio della stagione… riesci a fare un bilancio sul lavoro fatto?

“Purtroppo abbiamo avuto troppi contrattempi di natura fisica (D’Andrea, Serroni, Tempestini e Tommei con infortuni vari, nda) e quindi ora come ora siamo più indietro rispetto a quella che doveva essere la mia tabella di marcia. Questo significa che, soprattutto all’inizio, dovremo mettere sul campo ancora più cattiveria agonistica di quella che già sapevamo ci sarebbe voluta per affrontare un campionato tosto come la serie B.”

Che gruppo è?

“Il gruppo è veramente positivo: i ragazzi stanno lavorando forte, si stanno mettendo a disposizione con grande professionalità e soprattutto con grande piacere di fare.
Siamo oggettivamente una squadra più offensiva che difensiva: non abbiamo molti giocatori con spiccate attitudini difensive… ed è proprio su questo aspetto che dovremo lavorare e crescere tanto perché altrimenti in serie B sarà veramente difficile riuscire a portare via punti.”

Quanto è difficile amalgamare un gruppo tutto nuovo con alcuni “veterani” e tanti giovani?

“Il discorso dell’amalgama è molto ampio e complesso; il problema non è solo riuscire a mettere insieme tante persone nuove: la cosa più complicata è riuscire a vedere se queste persone strutturalmente riusciranno col tempo ad essere un gruppo affiatato, un gruppo dove ognuno è consapevole del suo ruolo e rispetta quello dei propri compagni.
Questo è il difficile del mestiere dell’allenatore, ma è anche la parte più affascinante e un ruolo decisivo lo avrà la volontà dei giocatori di venire ognuno incontro alle esigenze dell’altro.
Io sono fiducioso che la squadra col tempo possa trovare una buona amalgama.”

Hai chiesto di poter continuare ad allenare i bambini… una passione quella di insegnare la pallacanestro ai più giovani…

“Si…allenare i bambini è una cosa che mi piace tantissimo, l’ho sempre fatto, anche a Senigallia negli anni della B.
Allenare i bambini mi ricarica, mi da energie positive perché loro sono sempre carichi di entusiasmo, danno sempre il 200% in ogni allenamento e hanno voglia di divertirsi e di imparare.
E quest’aria positiva e di entusiasmo che si respira sempre negli allenamenti per me è veramente un toccasana.”

Una squadra senza palazzetto sconta grandi problemi organizzativi nel programmare il lavoro…pesa tanto questa situazione?

“Non è una situazione bellissima, ma alla fine riusciamo comunque ad allenarci spesso nella palestra del liceo dove giocheremo le partite; quattro allenamenti settimanali sul “nostro” parquet non sono tantissimi, ma nemmeno pochi e quindi credo riusciremo ad adattarci bene al giocare in questo campo.
Campo che credo possa avere anche i suoi vantaggi perché essendo poco capiente, se riusciremo a convincere i tifosi a venire a sostenerci, probabilmente potrà diventare in determinate situazioni un importante fattore durante l’anno. Giocare in un palazzetto piccolo, ma gremito è molto meglio che giocare in un palazzetto grande, ma semi vuoto.”

L’obiettivo della società è la salvezza… ti sei fatto un’idea di chi saranno gli avversari su cui fare la corsa?

Gli avversari su cui fare la corsa siamo noi stessi: se riusciremo a diventare gruppo, se riusciremo a “sopportare ” i difetti che immancabilmente ognuno di noi ha, se aumenteremo di tanto la nostra cattiveria agonistica e difensiva, aspetto attualmente ancora assai carente, potremo avere chance di salvezza… in caso contrario la vedo molto difficile perché la serie B è un campionato tosto dove non basta fare il compitino ed essere ” carini ” per salvarsi, bisogna metterci tanto altro!
I giudizi sulle avversarie si potranno fare solo a metà febbraio quando sarà chiuso il mercato invernale che ogni anno di solito cambia totalmente il volto di molte squadre.”

E nei piani alti chi se la giocherà?

“Credo che Omegna e Firenze siano attualmente nettamente sopra tutte le altre: in particolare Omegna ha allestito un roster che credo avrà un solo obiettivo…salire in serie A2.
Un gradino sotto secondo me ci saranno Pavia, Piombino e Vigevano.”

La società ha portato a Domodossola Michele Belletti, un professionista che ad Omegna ha già dimostrato grande valore e che si è presentato con tanta voglia di riscatto; quale sarà il suo ruolo?

“Michele credo sia prima di tutto una bravissima persona, seria, affidabile, con grandissima passione e competenza
Mi darà un mano oltre che nel lavoro prettamente tecnico e fisico sul campo, anche nello scouting delle nostre avversarie, aspetto a mio parere decisivo in serie B e dove lui ha notevole praticità e competenza alla luce gli anni di assistentato che ha fatto sino ad ora.”

Stefano Saletti, pivot del 1997, in prova

Gli infortuni hanno condizionato questo avvio di stagione… negli ultimi giorni è arrivato a Domo a provare il centro Stefano Saletti… che giocatore è?

“Stefano è probabilmente il giocatore che mancava al nostro roster, nel senso che lui è più rivolto alla fase difensiva, dura e cattiva del gioco piuttosto che a quella offensiva.
È un ragazzo che si applica tanto in difesa, blocca duro, lotta a rimbalzo e che potrà darci un grande aiuto. Di sicuro avrà bisogno di tempo perché praticamente non ha fatto per niente la preparazione pre campionato e quindi è un po’ indietro come condizione.”

Il tuo giocatore di pallacanestro più forte (in assoluto)?

“Nel basket non ho idoli particolari, ma credo Toni Kukoc per la sua classe e tecnica possa essere sicuramente il mio preferito.”

E nel calcio?

“Nel calcio non ho giocatori preferiti, ma una squadra intera: il Milan di Sacchi e del trio olandese…per me quella è stata la svolta del calcio degli ultimi anni. Perché vedere una squadra che andava in trasferta senza fare il solito catenaccio all’italiana, ma attaccando è stato uno spettacolo:”

Una frase per riassumere la tua concezione della pallacanestro:

“Bisogna sempre giocare con coraggio, rischiando anche di sbagliare, ma mai essere remissivi o sottomessi: bisogna osare sempre.”

Bisogna sempre osare ed avere coraggio, dice coach Valli: in campo e fuori dal campo quest filosofia sarà il filo conduttore di una stagione di “sangue, sudore e lacrime”… se alla fine dell’avventura queste ultime saranno di gioia o di tristezza spetta a tutti noi deciderlo; spetta ai giocatori che in campo dovranno essere una falange spartana, capace di aiutarsi e di saper soffrire… spetta alla società che dovrà saper organizzarsi sempre meglio per dimostrare di poter stare in serie B e spetta al nostro pubblico… che dovrà sostenere la squadra sapendo che quest’anno sarà una roba diversa rispetto allo scorso.

Grazie Alessandro, buon compleanno e … forza Domo!

Niente torta questa sera… c’è il MEMORIAL Spadazzi!

 

 

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