Le notizie di DomoBasket

La comunità del basket domese

GLI INFORTUNI DEL CUORE

Cinque sconfitte consecutive sono un dramma sportivo? Per una neopromossa falcidiata da infortuni e con un roster tutto nuovo diremmo di no.

Il Campionato è lungo e nessuno ha mai azzardato obiettivi diversi da quello della salvezza.

Certo l’ennesimo contrattempo rappresentato da Manuel Di Meco che cade a terra dopo aver rimediato una brutta distorsione (erano 7 i suoi punti, con 3/3 da due e 1/2 ai liberi in 7 minuti di gioco…) impone alla società una riflessione sul da farsi.

Il mercato consentirebbe un nuovo innesto, ma il mercato mette di fronte ad una serie di parametri che vanno valutati: chi c’è, quanto costa, quanto sia integrabile nel roster, quale sia il budget e quali aspettative vadano prese in considerazione sono solo alcuni degli elementi da valutare.

La situazione tecnica complicata dagli infortuni è uno dei problemi, tanti, che la società si trova ad affrontare in una stagione in salita già dall’estate.

Perchè qualcuno dimentica cosa si sia dovuto fare nell’agosto torrido dell’anno del Signore 2018 e quanto abbia risposto la città: ed allora la riflessione deve forse andare oltre al “semplice” mercato di riparazione o di medicamento (forse termine più appropriato visto l’intasamento dell’infermeria).

E qui il sottoscritto, Michele Marinello, esce dal ruolo di Responsabile della Comunicazione e si rimette la tuta del Rosmini, quella nera con la “R” gialla, e la divisa da gioco usata, quella rossa in casa e blu fuori casa che riusciva a giocare almeno quattro o cinque campionati passando di giocatore in giocatore. Lo faccio perché sento il bisogno di vomitare un malessere latente.

Lo faccio, a titolo personale, con una domanda: Domodossola vuole la serie B?

I più importanti sponsor non sono della città… dobbiamo loro, prima ancora che visibilità positiva, tanta riconoscenza, ma per trovarli dobbiamo in gran parte uscire dai confini della “D di Domodossola”.

La Tv locale ha sottolineato nelle ultime due giornate casalinghe l’assenza di pubblico: immagine certamente ingenerosa nei confronti di quei tifosi sempre presenti che non finiremo mai di ringraziare, ma plastica immagine di un palazzetto che fatica a riempirsi.

Eppure giochiamo in serie B… eppure arrivano a Domodossola squadre importanti e giocatori di livello…eppure giocheremo un derby con Omegna… quella Fulgor che per decenni abbiamo guardato dal basso, da due, tre categorie più in basso;

eppure lo spettacolo sportivo che offriamo è di alto livello e gli sforzi fatti sono titanici per un gruppo di appassionati che mette tempo, soldi e preoccupazioni a servizio di un progetto e di una storia. Appassionati volontari che ogni tanto gradirebbero una pacca sulle spalle e che invece finiscono spesso per mangiare m…. fango….

E non regge la manfrina di chi ogni anno trova un problema o un motivo di scontento: perché il Basket Rosmini non è di nessuno e mai come quest’anno chi ha fatto e fa tante chiacchiere poteva diventare protagonista e mettersi a “guidare” la macchina.

Domo è una città strana e difficile; tornando ad Omegna i tifosi si sobbarcano la “trasferta” a Verbania per le partite casalinghe e vedono ogni anno la rosa rivoluzionata (un solo confermato quest’anno…): ma ci sono.

A Domo solo quando si vince il palazzetto si riempie… sono allora i risultati a fare la differenza? Se così fosse ci siamo già dati la risposta alla domanda iniziale: Domodossola vuole la serie B? Forse no… o meglio… la vorrebbe con una squadra in grado di lottare al vertice.

Ma il vertice vuole soldi, entusiasmo e coinvolgimento: elementi che, come appena scritto, la città non ha. Non ha. Un cane che si morde la coda senza smettere di girare su sè stesso: ed allora ci sono giorni in cui viene la voglia di mollare tutto.

Se a questo si aggiungono burocrazie assurde, oneri federali spropositati, il palazzetto in cui piove sul campo senza che nessuno abbia soldi e voglia per intervenire e qualche capriccio di troppo allora vale la pena fermarsi a ragionare un po’.

Perché ci sono giorni in cui la passione e l’amore per questa maglia non bastano più: qualcuno va dicendo da tempo che in questa Provincia c’è spazio per una sola grande società di Pallacanestro… che sia davvero così?

Per adesso resistiamo; per adesso ci crediamo ed i nostri ragazzi hanno dimostrato sul campo impegno e voglia; hanno detto con la loro prestazione che nonostante la sfiga ci sono; per adesso apriamo “Casa Domo”, gestiamo l’area sportiva del Rosmini, chiudiamo accordi per una società satellite che si occupi del settore giovanile, promuoviamo i progetti “sport a scuola” per divulgare gratuitamente la pratica del basket e inventiamo iniziative per festeggiare i 40 anni.

Per chi e per cosa? Dalla risposta che uscirà nel cuore di tutti coloro che ci mettono l’anima ogni giorno si definirà il futuro… perché le storie belle prima o poi finiscono oppure diventano ancor più belle.

Ma le storie le scrivono gli uomini e le donne… non sono frutto del caso.

E gli uomini e le donne a volte si infortunano al cuore.

 

 

 

Lascia una risposta