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LA RICETTA? LAVORO, NERVI SALDI E AMOR PROPRIO

Sette partite e sette sconfitte: passi che l’obiettivo stagionale dichiarato fosse la salvezza, ma è lecito che qualcuno si aspettasse di più.

La girandola di infortuni ha influito sul cammino di Domodossola fino ad oggi? Senza dubbio si… una neo promossa non può regalare così tanti vantaggi agli avversari, ma sette son tante.

Sono tante ed iniziano a fare male: perchè passare per la squadra materasso, essere derisi dopo tutto il lavoro che si è fatto e si sta facendo, vedere il ghigno di chi non aspettava altro o dare fiato a chi da tempo voleva dire “ve l’avevo detto” sono schiaffi rumorosi e dolorosi.

Ora si devono tirare fuori gli attributi: in campo e fuori.

Perchè ieri sera era anche Montecatini ad essere in difficoltà con assenze importanti  e Domo, seppur sempre corta e priva dei sui due lunghi, ha avuto la possibilità di rimettere in campo Antonio Serroni. Perchè ieri sera si doveva vincere. Perchè ieri sera sono mancati in troppi.

Si perde e si vince tutti insieme: se qualcuno si defila diventa un problema.

Il fine partita è stato incandescente: ci può stare… esasperazione e frustrazione possono far chiudere la vena a tutti, in campo e fuori.

Succede ai giocatori, succede ai dirigenti, succede agli allenatori: succede a gente come Higuain, che proprio ieri sera è stato protagonista di una crisi isterica che non rende merito al giocatore ed all’uomo… il problema non è quello: il problema è saper reagire, saper trovare la forza e la voglia di ricominciare con cattiveria e convinzione.

Ora è il momento dell’orgoglio, se ancora c’è.

E’ il momento di stare tutti uniti, se ancora si crede a questo progetto; è il momento di lavorare ancor più duramente se ancora si vuole bene a questa maglia: e per chi non ne ha più, per chi non ci crede più, per chi questa maglia non la sente più sua o non l’ha mai sentita sua è arrivato il momento di guardarsi dentro e di assumersi responsabilità; perchè non può essere sempre colpa degli altri; non può esserci sempre una scusa.

Perchè un po’ troppo spesso si guarda agli altri, si punta il dito contro questo o quello, dentro lo spogliatoio e/o fuori, e raramente ci si guarda dentro.

Perchè rispetto alle lamentele c’è un limite che è stato raggiunto; perchè le parole hanno raggiunto la soglia; perchè gli alibi, di tutti, sono finiti.

La ricetta per uscirne? Lavoro, tanto e ancor di più; nervi saldi e lucidità nell’assumere decisioni che non possono più essere procastinate; amor proprio… perchè senza non si va da nessuna parte.

C’è chi non dorme per questa situazione e chi dorme fin troppo bene: è arrivato il momento di stare tutti svegli.

 

Quando perdi, non perdere la lezione.
(Dalai Lama)

 

 

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