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“PAOLINO” BELLIA: DEDIZIONE E AMORE PER LA MAGLIA

“Paolino” Bellia non parla molto. E’ uno di quei ragazzi che ogni allenatore vorrebbe avere perchè onora la maglia ed il gruppo in ogni santo allenamento.

Unico domese di quest’anno presente in pianta stabile in prima squadra, è stato affiancato in qualche occasione da Giorgio Guaglio, altro “prodotto” del vivaio del Rosmini.

11 presenze per lui lo scorso anno con 7 punti segnati ed alla fine un campionato di serie C Gold vinto nel suo personale palmares.

6 presenze e 13 minuti giocati in serie B sino ad oggi.

Per alcuni la serie B è stato un sogno ed un miraggio per tutta la carriera… lui il sogno l’ha voluto concretizzare sapendo benissimo a cosa andava incontro.

Non sono i numeri a disegnare l’importanza di un giocatore come Paolo Bellia: sono le caratteristiche umane e comportamentali a farne un esempio.

Alla fine della scorsa stagione ha fatto la scelta più difficile: mentre gli under che con lui avevano giocato prendevano strade più semplici in cerca di maggiori minutaggi e/o di minore impegno per conciliare esigenze di studio e/o personali, Paolo ha atteso ed accettato la chiamata nella nuova VINAVIL CIPIR Domodossola per giocarsi un campionato di serie B da ovvio comprimario.

Perchè con il suo fisico e la sua età la serie B è una montagna tanto difficile da scalare e perchè il roster vede il suo ruolo ampiamente coperto. Figuriamoci ad inizio stagione quando il play titolare in pectore era un certo Tommaso Tempestini ed in rosa oltre a Riccardo Ballabio c’era anche Andrea Tommei, una guardia spesso prestata al ruolo di play.

In quanti avrebbero scelto di infilarsi in un tale ginepraio tecnico?

Paolino non batte ciglio, è sempre presente, non salta una convocazione e lavora… e si allena… e cerca di imparare da chi sta davanti a lui.

Tecnicamente Paolo Bellia è un play di personalità con un buon tiro: nelle giovanili ha sempre dimostrato di essere uno in grado di giocarsela sempre; in prima squadra incarna il ruolo importantissimo dell’under a disposizione: fondamentale negli allenamenti e nelle convocazioni per arrivare a quei 10 gioctori, minimo sindacale spesso raggiunto a fatica in questa stagione balorda costellata da infortuni e problemi di vario genere.

E quando in campo il roster è completo Bellia aiuta, osserva, incita, applaude…

Lui c’è sempre: mai una parola fuori posto; mai una polemica, mai un momento di scorameto di fronte a tanto sudore in settimana che difficilmente si tramuta in minuti giocati in partita.

Paolo Bellia è l’esempio della dedizione e dell’amore per la maglia; è l’emblema di una pallacanestro dal sapore romantico, è quasi un giocatore “del passato”… di quelli che avrebbero fatto di tutto anche solo per usare lo spazzattone durante un match di serie B.

Paolo Bellia è un piccolo grande uomo in questa avventura in cui spesso ci si dimentica chi siamo, quale è la nostra storia e quanto sia gratificante giocare in un Campionato nazionale.

Grazie Paolino… grazie davvero.

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