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MANCA DAVVERO POCO: E IL CUORE NON SI E’ ANCORA FERMATO

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Ennesima prestazione della Vinavil Cipir che lascia a fine gara l’amaro in bocca: perchè in campo, per larghi tratti del match, la squadra di coach Milli ha giocato alla pari contro una formazione dal tasso tecnico e dall’esperienza di indubbio peso.

“Ma davvero siete ultimi?” commenta un anziano tifoso di Pavia… uno di quelli che in passato ha visto giocare un certo Oscar Scmidt griffato Annabella.

Eh si.. siamo proprio ultimi e riguardando indietro non si contano le occasioni mancate, gli episodi negativi, i fischi sbagliati in momenti cruciali o più semplicemente le amnesie difensive o i canetsri sbagliati.

Siamo ultmi, ma sono tante le partite che Domodossola si è giocata fino alla fine senza cedere alla tentazione di mollare: partite in cui la squadra è riuscita anche a comandare il gioco, ha risposto puntualmente ai punti degli avversari, ha lottato fino al fischio finale. Meno cinque a San Miniato, meno sei con Empoli e Montecatini, la trasferta all’andata con Alba e i due overtime con Vigevano, i meno tre con San Giorgio e Borgosesia….

Anche ieri sera un primo quarto sontuoso, alcuni black out nella fase centrale della gara ed un recupero finale prodigioso… e poi manca sempre qualcosa.

Nel match al PalaRavizza, ad esempio, è mancato il tiro da tre: 2/19 è veramente troppo poco per una squadra che tira mediamente con il 33%.

Limitate invece le palle perse, aumentata la pressione difensiva (notevole l’impatto del pressing alto nell’ultimo quarto che ha mandato in tilt Pavia portando Domo al trentacinquesimo a recuperare fino al meno sette dopo essere stata anche sotto di sedici), contenute spesso in maniera efficace le loro individualità.

In campo senza lo squalificato Zaharie (salterà anche le partite con Varese in casa e con Siena in Toscana) è stato protagonista di un’ottima prova Daniele D’Andrea (oramai completamente recuperato… e quanto ci è mancato nella prima parte di stagione!).

Ma manca sempre un centimetro: non riusciamo mai a trovare la partita buona per tutti.

Ed è tanto difficile tenere alti entusiasmo e motivazioni, volgia di combattere e speranze.

Ma la matematica non ci condanna ed il cuore non si è ancora fermato.

 

 

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