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La comunità del basket domese

È ARRIVATO IL MOMENTO DEI SALUTI: ALEGAR E GRAZIE

Oggi mi prendo uno spazio tutto per me. Per salutare e per togliermi qualche sassolino dalle scarpe.

Non so chi avrà voglia di leggermi fino in fondo e forse non mi interessa nemmeno: voglio salutare, puntualizzare e ringraziare. Voglio lasciare traccia su questa che è stata un po’ “la mia creatura”.

Ho animato domobasket.it e la sua pagina facebook negli ultimi anni cercando di fare del mio meglio: almeno un post o un articolo al giorno per tenere alta l’attenzione, per informare, per dare visibilità agli sponsor, per celebrare vittorie, giustificare sconfitte o chiamare a raccolta i tifosi.

L’ho fatto gratuitamente e con tanta passione; ho provato a mettere a disposizione un po’ della mia esperienza e della mia professionalità ottenendo risultati che considero lusinghieri:

più di 232.000 sessioni, circa 70.000 utenti raggiunti, circa 450.000 pagine visitate… e la pagina facebook che ha raggiunto numeri incredibili in questi anni superando il milione di contatti.

A darmi una mano Mattia Tanzarella che ringrazio sin d’ora… ogni tanto mi fa incazzare, ma è un buono che ama il Rosmini.

Sono stato, almeno sulla carta, responsabile della comunicazione, ma mi sono trovato spesso a fare tanto altro… ed in alcuni momenti ho anche avuto la sensazione di essere rimasto solo o quasi; ci ho messo la faccia quando le cose andavano male e ci ho messo entusiasmo, soldi, tempo e passione.

Ho guardato partite e allenamenti, confortato i ragazzi nei momenti brutti e provato a spronarli: gli sono stato addosso quando c’era da aiutarli e quando c’era da “cazziarli”. Li ho coccolati e vissuti quotidianamente cercando di essere nel gruppo e di risolvere i loro problemi: fossero medici, personali o tecnici. Li ho sportivamente amati almeno quanto ho odiato chi ha mollato, chi ha tradito la mia fiducia, chi non ha avuto riconoscenza.

Ho fatto tanto ed ho sbagliato tanto… ma nessuno di coloro che ha avuto a che fare con me potrà mai dire che non ci sono stato. Ho costruito rapporti umani bellissimi e ne ho distrutti molti facendomi anche tanti nemici: una altalena continua. Capita a chi non vive solo di toni di grigio. Di fondo ho sempre difeso la “mia” società anche quando avevo l’impressione che fosse indifendibile.

L’ho fatto perché il Rosmini ha rappresentato e rappresenta una parte importantissima della mia vita: da giocatore prima, da tifoso poi e da dirigente oggi… ho provato anche a raccontarlo in un libro che è l’eredità che lascio agli appassionati e che spero abbia, anche solo in parte, trasmesso un po’ dell’amore che provo per questa maglia. Lì dentro ho già scritto e detto molto.

L’ho affermato più volte e lo ripeto: il Basket Rosmini non è “roba” di qualcuno…tantomeno mia; è un patrimonio sportivo della comunità; più di quarant’anni di storia sono stati possibili grazie a persone che hanno lavorato in maniera volontaria, che hanno vinto e perso, che hanno avuto intuizioni brillanti e che hanno anche fatto cazzate. Fra questi anche coloro che oggi sono additati da qualcuno come il male assoluto… perché, citando Rodari, nel paese delle bugie la verità rischia di diventare una malattia.

E la verità è che, comunque, ci sono uomini e donne che hanno dedicato tempo, soldi e passione per far vivere una società sportiva che negli ultimi quattro anni, ad esempio, ha vinto due campionati; che negli ultimi quattro ha disputato due campionati di serie B… insieme ad Omegna; insieme a Firenze… insieme a Pavia e Siena. Stiamo parlando di Domodossola.

Lo hanno fatto con i loro pregi e con i loro difetti… ma ci hanno provato.

Con quelli che vengono ritenuti oggi il male ci ho lavorato per anni… non sempre sono stato d’accordo con le scelte fatte, ma ho rispettato i ruoli; sono gli stessi che hanno portato a Domo giocatori formidabili ed allenatori vincenti, che si sono sbattuti per dare ai tifosi uno spettacolo sportivo di alto livello. Il lavoro, soprattutto se volontario, va rispettato… e va rispettato da tutti, soprattutto da chi si limita a fare il leone da tastiera o da chi vive la squadra una volta ogni due settimane al palazzetto senza avere idea di quello che stia dietro alla partita che stanno guardando.

Appartamenti, procuratori, tasse della Federazione, corsi, organizzazione delle trasferte, contabilità, preparazione delle palestre, ricerca degli sponsor, organizzazione del settore giovanile, rapporti con i genitori, mass media, istituzioni, organizzazione di eventi, statistiche, dichiarazioni, adempimenti obbligatori, provvedimenti disciplinari, ricerca delle palestre, comunicazioni alle forze dell’ordine, rapporti con le scuole… i 40 minuti di gioco sono la classica punta dell’iceberg… un iceberg fatto anche di notti insonni perché mancano i soldi… per pagare rimborsi, fatture di fornitori, affitti, utenze…

Tutte le belle storie finiscono: si spera sempre che finiscano nel migliore dei modi, ma la vita non è un film… non sempre c’è il lieto fine.

Le lacrime versate per la retrocessione di quest’anno rappresentano il mio saluto a questo sodalizio sportivo, almeno per quel che riguarda la “parte attiva”. Un sospiro di sollievo per chi mi annovera fra “i mali” del Basket domese. Mi tolgo dalle palle… come si dice in gergo.

Faccio un passo indietro perché sono stanco: perché mi diverto sempre meno. Perché un lavoro ce l’ho già ed il basket non può diventare una seconda attività full time. Perché ho visto troppe cose che non mi piacciono più e perché aspetto che coloro che hanno parlato tanto adesso inizino a farr qualcosa.

Perché troppe volte mi sono girato e non ho trovato nessuno e troppe altre ho dovuto elemosinare un aiuto. Perché siamo rimasti in pochi e forse abbiamo fatto il nostro tempo. Perché ho sbagliato e magari qualcuno sbaglierà meno. Perchè l’idea di vedere un derby in casa, il primo di serie B a Domo, con il palazzetto riempito dagli omegnesi mi fa tristezza; perché pensare che i domesi preferiscano un “match di cartello” di serie D a Verbania mi fa rabbia.

Troppa merda mangiata in questi ultimi tre anni…non posso giudicare se sia stato giusto o meno, ma mangiare merda non mi è mai piaciuto. Troppa gente che parla e non fa nulla, troppi rancori, troppi professori… troppi processi alle intenzioni o preconcetti, troppa ipocrisia, troppa gente insopportabile a giudicare, troppe prese per il culo. Troppi finti sorrisi e altrettanti finti amici.

E il troppo, giustificato o meno, “stroppia”.

Non sono esente da colpe… me le prendo tutte come ho sempre fatto, anche pubblicamente. Anche in altri contesti. Ma io ci sono stato… cazzo se ci sono stato! E sono rimasto in trincea per anni, ho messo mano al portafogli, ho dato qualcosa, ci ho creduto fino all’ultimo.

Nell’estate scorsa ho passato settimane a cercare di coinvolgere persone nuove per dare vita alla srl: riconoscenza e stima illimitata per chi ha fatto un passo avanti, ma dovevamo essere almeno una cinquantina e ci siamo invece ritrovati in quindici; nemmeno tutti quelli della “vecchia guardia” hanno risposto all’appello. Riconoscenza, stima e un ringraziamento personale a chi ha lavorato, a chi, compatibilmente con le sue attività ha provato, come me, a risolvere problemi ed a dare una mano. A chi non ha abbandonato la barca come fanno i topi ed a chi è rimasto fino all’ultimo. Non mi metto a fare nomi… non vorrei dimenticare qualcuno e chi c’è stato lo sa.

Nel libro ho scritto una frase che più o meno suona così: “non so se questa società vivrà ancora quarant’anni o chiuderà a fine stagione… so che le storie le fanno gli uomini e le donne con il loro impegno e la loro passione”… lo ribadisco oggi. Per andare avanti servono uomini e donne con voglia e passione. Di certo io non sarò fra coloro che ricostruiranno e sono altrettanto sereno nel sapere che non ho distrutto nulla.

Non negherò mai un aiuto al Basket Rosmini… nemmeno se a guidarlo fossero i miei peggiori nemici, ma torno “all’ombra dei riflettori”. Torno sugli spalti se ci sarà ancora da tifare.

Voglio ringraziare tutti i ragazzi ai quali voglio veramente bene e che non si sono meritati questo epilogo; le lacrime sono soprattutto per loro; perché ho visto quanto hanno lavorato e come l’hanno fatto. Parlo solo di chi è arrivato fino in fondo… sugli altri si sono spese fin troppe parole e le storie sono note, almeno a me.

Riccardo Rovere: ha preso i gradi di capitano “per ripiego”… ma ha dimostrato di poterlo fare. Un ragazzo fantastico, educato e rispettoso; in campo ha faticato all’inizio, ma poi ha risposto alle critiche con prestazioni super. Avrà un grande futuro… deve solo diventare un po’ più cattivo.

Patrik Avanzini: cosa dire di Pat? Brilla nella sua normalità, nel suo essere semplice, nel suo essere bravo ragazzo, nel suo essere giocatore talentuoso. E’ il più “anziano” per militanza ed un motivo ci sarà… lo adoro. Non ho mai sentito una sua parola fuori posto nemmeno per sbaglio. Patrik è uno che non crea problemi e che non si lamenta. Piegato da una influenza nel match più importante… se lo sarebbe meritato. Ce ne vorrebbero tanti di ragazzi come lui… grazie Pat. Grazie davvero.

Daniele D’Andrea: ha dimostrato che la serie B la può giocare da protagonista. Abbiamo sofferto tutti con lui per un inizio di stagione drammatico. Un infortunio che lo ha fermato nuovamente ed una lenta risalita.  Sono certo che con lui dall’inizio la storia avrebbe avuto un finale differente. Non parla molto… si fa sentire in campo e fuori dal campo quando serve. Anche lui piegato dall’influenza ha dovuto cedere all’ultimo. Uomo vero… e noi sappiamo perché.

Giani Zaharie: in campo è un folle, fuori dal campo un gioiello… con quel fisico e quella tecnica potrebbe spaccare il mondo, ma gli manca ancora la testa del campione; credo che la “suonata” ricevuta dopo l’episodio con Piombino gli sia servita e gli servirà. E’ un ragazzo intelligente… saprà trovare le sue soddisfazioni. E’ forse il ragazzo al quale mi sono affezionato di più… e so che lo sa.

Federico Fornara: è arrivato a febbraio perché questa è casa sua. Scelte tecniche non lo avevano confermato con grande dispiacere mio e di molti e tanta amarezza sua. Ma voleva tornare a tutti i costi e così è stato. Ama questa maglia e questa città… ci ha provato a dare la scossa ed ha fatto vedere belle cose.

Riccardo Ballabio: è la rivelazione di questo campionato; tantissimo talento e personalità da vendere. Ha fatto luccicare gli occhi di molti con le sue giocate. Lo hanno seguito in tanti perché “Balla” è un under fantastico. Ha collaborato anche con il minibasket con impegno e dedizione… un altro ragazzo d’oro con un futuro scintillante che sa farsi voler bene. Anche ieri sera il migliore… corri Balla… non fermarti.

Klaudio Patani: è arrivato a Domo per sopperire alle mille assenze per infortunio… è arrivato fuori condizione e ci ha messo tanto per riprendere minuti e reattività. E’ forse quello che meno di tutti è riuscito a calarsi in questa squadra. I numeri li ha… è un bravo ragazzo e sono certo che potrà fare bene.

Raffaele Marzullo: è arrivato a metà stagione da under; qualche infortunio di troppo lo ha limitato, ma ha sfoderato alcune prestazioni sontuose. Il suo esordio è di quelli che lasciano il segno. E’ “spigoloso” Raffa, ma in campo da sempre tutto.

Simone Manzo: da Ostia con furore…arrivato anche lui per disputare la fine della stagione. E’ un ragazzo estroverso e divertente… anche lui giovanissimo in campo ha dimostrato ampi margini di miglioramento. Certo lui è “er nano” e nella pallacanestro di alto livello quell’altezza impone sforzi doppi per superare le difese. Lui non ha paura di niente, in difesa è un cagnaccio ed ha la spavalderia che serve per fare bene. Ha sbagliato ed ha capito.

Armando Buldo: l’ultimo arrivato… senza pretese e reduce da un grave infortunio. E’ sceso in campo con l’impostazione di chi ha avuto una grande scuola (Giadini e Ferrari vi dicono qualcosa?) e con grande umiltà. Si è preso spazio e rispetto. Armandone è un armadio. E mi piace da impazzire.

Paolo Bellia: lo tengo per ultimo, ma dovrebbe essere il primo… gli ho dedicato un pezzo celebrativo qualche mese fa che confermo parola per parola. Ha fatto la scelta più difficile rimanendo in serie B, si è sempre allenato ed ha sempre dato disponibilità e impegno. Paolino è un grande. Paolino ha amato e ama questa squadra come pochi.

Grazie a tutti, ragazzi. Grazie per l’affetto che avete voluto riservarmi e per la professionalità che avete dimostrato. Spero possiate conservare in un posto del vostro cuore un bel ricordo di Domo, a prescindere dal risultato finale.

E spero che chi ha sbagliato abbia imparato qualcosa… perché se si sceglie di giocare a pallacanestro si deve essere professionisti a prescindere. Sette giorni su sette Fede.

E per finire grazie a Massimiliano Milli e Yuri Dimitri: ci sono voluti due pugliesi per dimostrarci come si può amare e rispettare la maglia del Domo; Max è un grande professionista che sa cosa vuol dire navigare a vista e nelle difficoltà. Non si è mai lamentato, ha lavorato duro, ha cercato di sopperire alle carenze societarie senza mai cercare scuse o alibi. E’ una persona perbene, uno che ama il suo lavoro e che non ha esitato nemmeno un attimo quando ha ricevuto la chiamata. Aveva un suo contratto a Bari… poteva rimanere in acque tranquille ed invece è partito per raggiungere una squadra ultima in classifica in un posto che nemmeno sapeva esistesse. E’ uno positivo con il sorriso contagioso. A lui dobbiamo riconoscenza. Massimiliano Milli è un altro che per quanto ha dato avrebbe meritato molto di più.

E con lui Yuri Dimitri che ha raccolto un’eredità pesante; un altro ragazzo positivo ed appassionato. Un altro grazie di cuore.

Grazie a chi ha curato le statistiche, a tutti coloro che hanno percorso positivamente un pezzo di strada di questa stagione, ai tifosi, quelli veri.

E grazie ai dirigenti che comunque ci sono stati, ai soci (continuerò ad esserlo se sarà necessario), a Luciano Guaglio, in alcuni frangenti presenza indispensabile e fondamentale, uomo vero e appassionato, amico. Grazie a chi nei momenti bui si è presentato con un assegno in mano dicendo “voglio fare la mia parte anche io” e a chi da sempre ci segue con amore. Grazie a Michela che ha accettato un ruolo tanto impegnativo in un momento in cui la sua scelta è stata fondamentale, agli sponsor ed a tutti coloro che hanno dato qualcosa in questa grande avventura.

Avventura che per me, per quanto riguarda gli aspetti dirigenziali, finisce qui.

Forza Domo. Forza Domo sempre. Forza Domo con tutto l’amore che provo per questa società e per questa maglia che spero di aver onorato.

Adesso è proprio finita. Risparmiatevi le lezioni… ne avete già date tante.

 

Michele Marinello

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